“Asterix e Latraviata” di Albert Uderzo

Il Best of di uBC Monitor (1999-2001)

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Avevamo già segnalato una breve recensione – apparsa nella sezione uBC Monitor – scritta da Andrea Iovinelli, uno degli “aspiranti collaboratori” che ci permisero di ampliare il nostro universo, all’inizio limitato ai soli fumetti Bonelli. Andrea passava senza problemi dai manga di Jiro Taniguchi alle bandes dessinées, come dimostra questo suo articolo su un classico del fumetto d’oltralpe pubblicato nel 2001.

Asterix e Latraviata
by Andrea Iovinelli

Asterix è paragonabile a un grande transatlantico. Varato tanti anni fa, messo insieme con cura e abilità da due giovani e intraprendenti armatori che hanno fatto la storia (Goscinny & Uderzo) e che hanno influenzato passate e presenti generazioni di nuovi creatori, solca tutti i mari del mondo con mirabile sicurezza e solidità, capace di portare i suoi viaggiatori in terre fantastiche e lontane (nel tempo), sempre con la stessa puntualità e con la medesima comodità. Il transatlantico Asterix viaggia ormai da solo, va avanti senza più nemmeno uno dei due comandanti, e sembra proprio che passerà parecchio tempo prima che decida di fermarsi definitivamente.

La fama e il successo che riscuote in Francia sono paragonabili solo a quelli di Tin Tin, la creatura di Hergé; ma al di là dei confini d’oltralpe, l’impatto del biondo eroe gallico sull’immaginario fantastico e fumettistico mondiale non è paragonabile a quello di altri personaggi della bande desinée.

Tutto è talmente oliato, ingranato e perfezionato che l’avventura scorre da sé. I personaggi ormai sembrano muoversi da soli, tanto sono stati perfettamente caratterizzati nei loro ruoli, delineati da più di trenta avventure che ce li hanno fatti conoscere in ogni loro più piccolo dettaglio, e l’immedesimazione dell’affezionato lettore è semplice e immediata, senza che Uderzo (o chi per lui) debba ricorrere a complicati e superflui trucchi del mestiere.

Il navigato settantaquattrenne autore lo sa bene e sembra in parte approfittarne; l’impressione che si ha infatti a fine lettura, è che il buon Uderzo si sia un po’ adagiato sulla gloria che circonda la sua creatura e che non si sia sforzato poi più di tanto nell’ideare una storia che potesse essere avvincente e sorprendente in ogni caso, anche a chi si fosse avvicinato per la prima volta alle imprese degli indomabili galli.

Il disegno d’altra parte è quello di sempre, quello che ha consacrato questo autore come uno dei migliori al mondo: morbido, preciso, dettagliato, magicamente aggraziato, anche se – secondo il nostro umile punto di vista – in alcuni casi risulta essere al di sotto dell’abituale livello; ci viene da pensare che l’inconveniente probabilmente sia dovuto all’intervento, questa volta formalmente dichiarato nei credits, di un inchiostratore che è sì bravo ma non quanto il maestro.

Niente da dire per la solita ben confezionata edizione Mondadori, capace di offrire una buonissima qualità ad un prezzo più basso rispetto a quello cui siamo normalmente abituati per un volume cartonato. Lettura divertente, godibile e rilassante, in fin dei conti imperdibile per tutti gli amanti del buon fumetto nonostante le piccole e trascurabili “sbavature”.

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