Al fine di salvare il mondo dalle brame di Lucifero si riuniscono Dante Alighieri, Lorenzo il Magnifico, Leonardo da Vinci, Otello, la Venere di Botticelli, la Maga Circe e per finire pure Cristoforo Colombo; agli autori deve esser parsa una soluzione geniale, un’idea perfetta per il nerd del XXI secolo, il figlio del declino culturale di cui sopra, ma se non sei Alan Moore ciò che ottieni non è un nuovo, geniale materiale.
Nucci e Gualtieri muovono i propri personaggi in una sorta di parodia involontaria delle figure storiche (o letterarie, mitologiche), punteggiandone le vicende di citazioni dantesche messe un po’ a caso (e perfino sbagliate, come capita per i versi dedicati a Paolo e Francesca – si spera per un refuso) e di dialoghi spesso raccapriccianti (ma non per il terrore…), riducendo dei personaggi potenzialmente grandiosi a poveri fessi che si muovono di scena in scena facendo cose un po’ a caso, risolvendo situazioni teoricamente drammatiche in modo estemporaneo.
Avessero avuto il coraggio di andare fino in fondo, di usare una grammatica compiutamente parodistica, seppure il racconto non avrebbe avuto la profondità mooreana avrebbe certamente guadagnato in coerenza e brillantezza, ne sarebbe magari sortito un gioiellino e non un blob narrativo.
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