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Follomix 2025: gli altri incontri

Comics & Science e riflessioni sul fumetto e i suoi lettori futuri

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Follomix plazziIn un momento storico in cui ogni week-end ci sono almeno quattro fiere o mostre mercato del fumetto in giro per l’Italia, il criterio di selezione e valutazione (almeno: il mio) diventa inevitabilmente quanto il fumetto sia effettivamente al centro del discorso.

Da questo punto di vista devo dire che la prima edizione della fiera del fumetto di Follonica, il Follomix 2025, porta a casa un buon punteggio non solo grazie alle conferenze bonelliane di cui ha già parlato Marco, ma anche grazie alla partecipazione di Comics & Science e i suoi relatori e a conferenze che hanno dato uno sguardo al presente dell’editoria a fumetti e ai suoi futuri lettori.

Andrea Plazzi – Archimede 3.0

Ad Andrea Plazzi – nel settore conosciuto dai più per la sua controparte fumettata da Leo Ortolani e da ancora troppo pochi per il suo contributo fondativo di Comics & Science – tocca l’onere di aprire le due giornate di conferenze.

Lo fa in maniera decisamente inconsueta: con un’orazione teatrale in cui declama di Archimede e del suo “Metodo” partendo da Cicerone e arrivando ai giorni nostri.

L’incontro ha i temi sia dello spettacolo, sia della divulgazione, narrando la storia avventurosa di un testo che per secoli è stato una leggenda passata di bocca in bocca e di scritto in scritto, fino a che, in epoca moderna, la tecnologia ha permesso di ritrovarlo letteralmente sepolto da altre scritture sovrapposte in un “palinsesto” che lo conservava.
 
Ad impreziosire la narrazione, proiettate alle spalle dell’oratore le bellissime illustrazioni di Giuseppe Palumbo, autore sia della storia Archimede 2.0 – parte del The Archimedes Issue pubblicato su Comics & Science – che coautore di questa esperienza teatrale: Archimedia.
 
Davide Barzi – Ma a voi interessa il fumetto?
 
Diverso il tenore, e il pubblico target, dell’incontro di Davide Barzi che chiama alle prime file bambini di età anagrafica (e non mentale, come nel caso di chi scrive) al di sotto dei 12 anni per chiedergli “Ma a voi interessa il fumetto?”
 
Tra le risposte del pubblico e le conoscenze dell’editore e tramandatore della cultura fumettistica, si parla delle sfide che oggi deve affrontare per conquistare lettori quel medium che nel 1932, quando l’edicolante-editore toscano Nerbini pubblicò primo al mondo Topolino, si affacciava su un mercato senza concorrenti.
 
Tra paroloni difficili come “crossmediale” e aneddoti sulle abitudini di lettura di vecchie e giovani generazioni, si cerca di capire come mai il manga – e Dragonero – conquista giovani lettori laddove altri prodotti non ce la fanno.
 
Folllomix barzi01

Roberto Natalini – La scienza a fumetti 

Il secondo giorno di Follomix viene aperto, come il primo, da Comics & Science, questa volta nella figura del suo Direttore Editoriale Roberto Natalini che è anche il Direttore del Dipartimento di Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Un ricercatore di Matematica Applicata che “inciampando” in un altro dottore in Matematica (il già citato Andrea Plazzi) ha trovato una risposta inconsueta alla domanda che ogni ricercatore si pone: “Come faccio a comunicare il mio lavoro, i miei risultati e quelli di coloro che mi hanno preceduto, a chi non conosce il mio campo di studio?”
 
Vengono raccontate le origini di Comics&Science – la rivista e il ciclo di incontri che puntualmente trova casa al Lucca Comics & Games – ma anche, come si vede, in altre manifestazioni sensibili al tema, e di tante iniziative collaterali tra sfide all’ultimo sangue (simulato) tra studiosi ed eventi ludici.
 
Anche in questo caso, lo sfondo dell’incontro si colora, oltre che delle copertine della rivista, delle tavole oniriche tratte da La funzione del mondo – Una storia di Vito Volterra (Ed. Feltrinelli Comics), il fumetto sceneggiato da Alessandro Bilotta e disegnato da Dario Grillotti e dedicato alla misconosciuta figura di Vito Volterra, insigne matematico ebreo e antifascista, senatore del Regno d’Italia e tra i fondatori dell’Analisi Funzionale.
 
Follomix Natalini
Davide Barzi – Che futuro del fumetto sogniamo
 
Dopo aver chiesto se il fumetto interessa ancora, Barzi ritorna sull’argomento per capire se ci interessa il suo futuro.
La conferenza ha il tono della divagazione che parte dal momento in cui da lettore venne trascinato nei meccanismi della produzione fumettistica, complice il manuale Come si diventa autori di fumetti (di Gianni Bono, Alfredo Castelli, Silver), opera ancora adesso consigliata per chi vuole “sporcarsi le mani” in questo settore.
 
Settore che vive un momento critico sicuramente per problemi macroeconomici, tra cui l’aumento continuo e apparentemente inarrestabile dei costi di produzione, tra la materia prima e la materia energetica, ma anche la mancanza, in Italia, di un “catalizzatore” che trascini il pubblico e agisca da moltiplicatore come fu il “fattore K” negli anni ’70 e il “fattore DD” nei primi anni ’90. Il primo vide il successo di Diabolik tirare la carretta per quasi un intero decennio a vari emuli con la “K” nel titolo, il secondo aprì le porte dell’editoria a fumetti e riviste horror, splatter e fantasy. Non tutti (anzi pochissimi) di questi epigoni meritano di essere ricordati, ma il “vivaio” che crearono di lettori e autori diede frutti per anni.
Nel nuovo millennio si potrebbe parlare del “fattore M” di manga, ma non ci vuole troppa capacità analitica per cogliere i preoccupanti indizi di una bolla prossima all’esplosione.
 
Riprendendo la battuta di Manzoni sui suoi 25 lettori, a cui si affiancano “il club dei 23” (gli estimatori di Guareschi) e il “club dei 27” (quelli di Verdi), una delle vie di fuga dalla crisi può essere il muoversi nelle nicchie, con pubblicazioni mirate ad un pubblico di cultori “interdisciplinari” e di qualità: con un minimo di autopromozione viene annunciata la prossima pubblicazione di un’Edizione Speciale di Greenwich Village di Antonio Lapone, interamente riveduta e corretta da IF Edizioni.
 
Questo doversi andare a cercare il pubblico è anche, in Italia, la conseguenza della sparizione di un distributore generalista come l’edicola, vero e proprio spartiacque generazionale tra il pubblico dei fruitori prevalentemente cartacei e quello dei fruitori prevalentemente digitali.
Questi ultimi a loro volta si devono confrontare, sempre in Italia, con una situazione ancora poco chiara in cui gli editori ancora paiono incerti su quali strategie di “materializzazione” e quali di “monetizzazione” del loro prodotto possono portare avanti.
 
Come nota positiva è indubbio che il fumetto è un linguaggio ancora attivo e vitale ma, probabilmente, la sua percezione è da rifare da zero poiché il fumetto cambia con il pubblico. Nel frattempo si dovranno fare i conti con questa crisi generalizzata il cui trend richiederà non pochi anni per essere invertito.
Questo anche perché, sottolinea Barzi in chiusura, al contrario di paesi in cui il fumetto ha avuto un mercato importante come Francia e Giappone, in Italia non c’è mai stata un’attitudine politica e culturale che lo promuovesse (non che le altre arti abbiano avuto tanto sostegno in più… ndr).
 

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Luca Cerutti

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