Da lettore cresciuto a “pane e Bonelli”, la miniserie L’uomo d’acciaio (1986), con cui John Byrne stabilì le nuove origini di Superman dopo il crossover Crisi sulle Terre infinite – che spazzò via mezzo secolo di storie e incongruenze – mi incuriosiva sin da quando Sergio Bonelli ne parlò indirettamente in una rubrica postale di Zagor (n.315, ottobre 1991).
“Forse saprete, se siete al corrente di ciò che accade nel fumetto mondiale, che alcuni celebri personaggi americani sono stati recentemente svecchiati e rinnovati nell’aspetto e nella psicologia; Batman e Devil, per esempio, sono stati presi in mano dall’eccellente Frank Miller e rivoltati come un guanto, mentre John Byrne si è occupato, con risultati meno convincenti, dell’immarcescibile Superman.”
Il giudizio del grande editore sull’operato di Byrne non era esattamente positivo, ma quella miniserie resta un momento importante nella modernizzazione di Superman e così ho approfittato dell’ultimo collaterale da edicola a lui intitolato (il volume 9 di “Superman – Il primo eroe”, settimanale del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport) per recuperarla.
L’uomo d’acciaio, in sei capitoli, ridefinì Superman apportando vari cambiamenti: la scoperta del retaggio kryptoniano solo da adulto, senza l’adolescenza da “Superboy”; il padre Jonathan Kent vivo e vegeto anziché morto prematuramente; il rapporto con le donne più importanti, Lana Lang nella giovinezza e Lois Lane da adulto; Lex Luthor nella versione definitiva di intoccabile e potente uomo d’affari, e così via.
Nella miniserie ci sono inoltre il primo confronto con Batman e il primo scontro con Bizzarro, mentre la consapevolezza delle origini aliene arriva solo in chiusura, ma con l’importante conclusione sulla propria umanità. Questo Superman non è infatti una semi-divinità, i suoi poteri non sono illimitati e il supereroe è la maschera con cui Clark Kent può compiere del bene.
L’uomo d’acciaio mostra i suoi anni e non ha la forza dirompente delle altre miniserie uscite nello stesso 1986 indirettamente elogiate da Sergio Bonelli (Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Rinascita, entrambe su testi di Frank Miller, che ridefinirono Batman e Daredevil), e nel frattempo ci sono state ulteriori versioni di Superman per adattarlo ai nuovi tempi e alle nuove sensibilità: ma resta ugualmente un classico che vale la pena di riscoprire.
