Il fumetto supereroistico ha, fin dai suoi albori, rappresentato un’occasione per evadere, anche solo per un paio di minuti, dal caos della vita. Eppure, come è giusto che sia, questo medium si è sviluppato a tal punto da far si che i suoi statuari protagonisti venissero chiamati ad affrontare problemi del mondo reale che tanto si discostano dalle minacce planetarie che coloravano, inizialmente, le loro avventure. Ciononostante bisogna sottolineare che troppo spesso, gli eroi in calzamaglia sono stati usati dai diversi autori come semplici deus ex machina capaci di risolvere problemi quali la fame nel mondo, tensioni geopolitiche e sociali con una semplice chiacchierata carica di pathos. D’altro canto , bisogna anche riconoscere il lavoro di autori che, consapevoli dell’importanza dei temi trattati, hanno saputo elevare la figura del supereroe anche in funzione dei problemi “reali”. Tra le opere che meglio affrontano questi temi, vorrei invitarvi a leggere Pace in terra della coppia Alex Ross – Paul Dini che li sviluppa con profondità e coerenza narrativa.
Pubblicata nel 1999, “Superman: pace in Terra”, è la prima opera a comporre l’intricato mosaico attraverso cui i due autori si cimentano nella sfida di catturare la nuda essenza dell’eroismo attraverso storie dedicate ai più famosi eroi del pantheon DC; ad accompagnarla ci sono, ad esempio, “Batman: guerra al crimine” e “Wonder woman: spirito di verità”.
Questa premessa, però, potrebbe far nascere una domanda più che lecita: qual’è la vera essenza di Superman? Credo che Superman sia uno dei personaggi più affascinanti del mondo supereroistico. Il motivo è semplice: Superman è un paradosso vivente. Mi spiego: l’uomo d’acciaio è forse il supereroe più lontano dall’uomo; capace di volare liberamente nei cieli, del tutto invulnerabile, virtualmente immortale eppure è tra i più umani. Vedete, non è Kal-El a fare di Superman la personificazione della giustizia ma Clark Kent.
Potremmo dire che l’uomo d’acciaio non sia semplicemente l’alter ego del giornalista di Metropolis, ma la sua unione al retaggio kryptoniano, una sorta di ponte fra due mondi. Non sorprende, allora, che non manchino letture religiose del personaggio: lo stesso Ross, in più di un’occasione, lo inquadra in pose dalla forte suggestione biblica.
All’interno del graphic novel l’uomo d’acciaio cerca di porre rimedio alla fame nel mondo. Nella prima parte del volume vediamo l’impresa ciclopica: Superman fende i cieli trasportando container pieni di cibo nei paesi bisognosi; instancabile, non si ferma un attimo. Possiamo leggere i suoi pensieri attraverso le didascalie che accompagnano gli stupendi dipinti di Ross. Sa che la sua non può essere una soluzione definitiva ma almeno per quel giorno avrebbe fatto di tutto pur di portare a termine il compito che si era autoimposto. Non cerca gloria né lodi, è felice nel vedere le persone accorrere, appagato del pensiero che sta facendo la cosa giusta. Il foto realismo utilizzato da Alex Ross, inoltre, riesce ad arricchire le scene di un’atmosfera di immensa solennità.
Tuttavia non ci vuole molto prima che Superman incontri anche l’altra faccia dell’umanità, quella fatta di violenza, odio e diffidenza. In alcuni paesi, ad accoglierlo, non trova i bisognosi ma coloro che, con la forza, li soggiogano, pronti ad appropriarsi di ciò che non è loro, forti del fatto di potersi nascondere dietro gli equilibri geopolitici. In altri sono proprio coloro che voleva aiutare ad assalirlo, sospettosi della sua presenza o addirittura troppo spaventati da accettare il suo aiuto. È proprio in questi momenti che l’uomo d’acciaio appare più ferito: «In altri paesi vengo additato come attivista politico, usurpatore, o truffatore. Non mi vogliono lì a prescindere da cosa porto o da chi potrebbe aiutare. Le loro pietre si infrangono appena mi colpiscono o rimbalzano senza provocare danni. Fanno tutte male». Purtroppo è proprio questa parte dell’animo umano ad avere la meglio sui nobili ideali di Superman.
Nella parte conclusiva dell’opera, Dini ridimensiona la figura dell’eroe il quale, conscio del fatto che il suo progetto fosse troppo ambizioso, capisce che non può essere lui a salvare l’umanità intera, ma che il suo compito è quello di dare gli strumenti agli altri per fare del bene. Superman deve essere da esempio senza però avere la presunzione che i suoi suggerimenti abbiano valenza assoluta. Come lui, ognuno di noi dovrebbe aiutare il prossimo come può, poichè solo così «si potrà sperare per una vera pace in guerra».
Paul Dini e Alex Ross sovrappongono, quindi, alla figura di Superman il messaggio cristiano dell’aiutare il prossimo, consegnando allo stesso tempo, forse, la lettura definitiva sul personaggio.
