Alessandro Barbero in The Neverending History

Walter Leoni catapulta il popolare storico nel medioevo di Frittole

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Valutazione 7.5 su 10

Quando un’autentica star del nostro tempo – nonché il più famoso storico italiano – incontra la matita di Walter Leoni non può che nascere un’opera esplosiva. Presentata in anteprima al Salone del Libro 2025 di Torino e pubblicata da CNR Edizioni all’interno di The Public History Issue, la storia sceneggiata e disegnata dall’autore umbro fa vivere ad Alessandro Barbero un’avventura spassosa ed esilarante.
Miscelando abilmente Non ci resta che piangere con Il nome della rosa (ma troviamo anche riferimenti ad Indiana Jones e Harry Potter), viviamo insieme a Barbero un viaggio alla scoperta di un medioevo inaspettato, popolato da quei miti e quelle credenze che il popolare storico medievista ha da sempre negato, relegandoli a puro intrattenimento letterario e cinematografico senza nessuna base reale.

E quindi via di ius primae noctis, cinture di castità, draghi volanti, persino patatine fritte! E quale stupore scoprire che zuffa, guerra e spranga non sono parole longobarde. Ma la sorpresa più grande è che lo stesso viaggio nel passato è stato già compiuto da un altro medievista italiano, l’illustre Franco Cardini, e da un altro misterioso personaggio di cui non sveliamo l’identità lasciando la giusta sorpresa al lettore.

Chi segue Walter Leoni conoscerà già le sue strisce umoristiche Chiedilo a Barbero pubblicate sui propri social, in cui folle adoranti vogliono sapere dallo storico davvero di tutto. Qui, nello spazio di 24 tavole, l’autore amplifica il suo divertente ritratto dell’amara quotidianità del professore, vittima della propria notorietà e delle proprie ferree convinzioni storiche.

Nonostante la brevità dell’albo, la storia è colma di citazioni del “Barbero pensiero” in chiave umoristica: se al personaggio l’autore fa vivere ogni sorta di peripezia, il rispetto per l’uomo e lo storico non viene mai a mancare.
Perché resta evidente quanto Leoni sia, al pari di chi scrive, un estimatore del professore, testimoniato da come riesca in modo sorprendente a mettere su carta il suo modo di parlare e i suoi tic.

Un’opera che riesce a divertire in modo intelligente, un vero must per ogni fan di Barbero o per chi, vedendo in lui un tuttologo, ha sempre desiderato domandargli: “Professore, chi è più forte tra Hulk e la Cosa?

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