Quelli che….. la Storia a fumetti

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È risaputo che il rapporto tra Storia e Fumetto è sempre stato alquanto controverso, dato che quando si cerca di raccontare a fumetti qualche evento storico il risultato è spesso troppo celebrativo o, ancor peggio, didascalico. Con Quelli che a Livorno. Cronaca di una scissione, volume che Kellerman editore ha dedicato – lo scorso anno – al centenario della fondazione del Partito Comunista italiano, gli autori Silvano Mezzavilla e Luca Salvagno riescono ad evitare entrambe le cose producendo un’opera insospettabilmente appassionante.

Il fumetto descrive infatti in maniera decisamente dettagliata le circostanze che portarono il 21 gennaio 1921, durante il XVII congresso del Partito Socialista al teatro Goldoni di Livorno, la minoranza comunista ad abbandonare i lavori. Gli scissionisti, al grido di “fare come in Russia”, scelsero di aderire ai 21 punti fissati da Lenin dopo la Rivoluzione d’Ottobre.

Il Congresso

Si vedono sfilare tutti i protagonisti di quei giorni tumultuosi, da Amedeo Bordiga ad Antonio Gramsci, da Umberto Terracini a Filippo Turati, presentati dal narratore Luigi Repossi, operario divenuto parlamentare, dal destino controverso all’interno dei partiti di sinistra prima e dopo la guerra. Le vicende partono proprio dal racconto dell’infanzia del lombardo Repossi, con l’infame eccidio comandato dal generale Bava Beccaris nella Milano popolare di inizio secolo, fino appunto alla fondazione del Partito Comunista d’Italia, sezione italiana dell’Internazionale Comunista.

Gli autori riescono a rievocare gli scenari economico-politici dell’epoca, riportando i discorsi dei vari protagonisti tratti dai documenti di quei tempi, addirittura dai resoconti stenografici del Congresso, permettendo al lettore di immergersi nell’atmosfera di un avvenimento così dibattuto. Si tratta di un avvenimento fondamentale per la storia della sinistra italiana, con la scissione nel momento in cui nelle strade veniva attaccata dalle nascenti forze fasciste. D’altra parte è il background degli autori a garantire per loro: il friuliano Silvano Mezzavilla, oltre che giornalista e fondatore di Padova e Treviso Comics, è stato sceneggiatore di Topolino; il disegnatore veneto Luca Salvagno ha invece esperienza con la narrazione storica per aver collaborato alla nuova edizione della Storia a Fumetti di Enzo Biagi e alla Storia del Mondo a Fumetti della Mondadori, oltre che a essere stato assistente di Jacovitti.

Filippo Turati

Ottimi i testi di Mezzavilla, che riesce a coniugare l’esigenza di riportare i discorsi dell’epoca senza nulla perdere in leggibilità della storia raccontata, anzi rendendo la narrazione perfino appassionante in molte pagine. A dare un grosso contributo è sicuramente la parte grafica curata da Salvagni, che rinnova per l’occasione il suo stile di disegno, con l’effetto di ricostruire le atmosfere dell’epoca con suggestive mezzetinte. L’artista veneto riesce a rendere vivide sia le scene più movimentate, come appunto i flashback giovanili di Repossi o i momenti di tensione all’interno dello stesso congresso (ad esempio, i gesti estremisti del futuro repubblichino Nicola Bombacci), ma anche realizzando gli splendidi ritratti dei protagonisti dell’epoca.

Molto bella la prefazione di Michele Serra, che coglie con il consueto acume il valore dell’opera, affermando che “[…] mostrandoci i volti, l’abbigliamento, i luoghi, proprio quelle persone, proprio quel presente, ci cala nell’epoca e impedisce le troppo facili interferenze del senno di poi”. Altrettanto interessanti i ritratti e le schede storiche dei vari protagonisti. Gli autori realizzano una vera e propria opera storica, evitando di dare qualsiasi giudizio ideologico sulla cronaca di quegli eventi così lontani, ma che hanno condizionato in maniera netta lo scorso secolo.

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