previsione di vuoto

“Previsione di vuoto” di Michele Paris e Lorenzo Livrieri

Può nascere una storia d'amicizia tra un umano e un robot?

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Valutazione 6.5 su 10
Janet sa che la sua migliore amica Lyria ha una data di scadenza… e, tuttavia, quella androide recuperata dalla spazzatura è la sua unica vera compagnia. Mentre cercano insieme di trovare un senso nella città gentrificata di Sundyal, dove sostenibilità e qualità della vita valgono solo se sei ricco, Janet decide di spendere i suoi pochi soldi per una cena stravagante con la cara amica. Ed è proprio durante questa occasione così speciale che la ragazza dovrà affrontare alcune dure verità sulla sua Lyria, su sé stessa e sulla realtà di Sundyal.

Partiamo da una riflessione, che poi dà anche il titolo al fumetto di Michele Paris e Lorenzo Livrieri: che cos’è una “previsione di vuoto”? Secondo la stessa protagonista dell’opera, è una specie di “stato mentale” in cui si cade quando abbiamo la sensazione che i nostri ricordi stiano svanendo. Una sorta di data di scadenza della nostra memoria. Questo è il concetto base che trovo davvero interessante della storia in questione. Un tema affascinante, questo del rapporto di amicizia tra un’umana e un ‘robot’, che già – nella cultura pop – è stato toccato diverse volte: basti pensare al bel film di Spike Jonze Her (2013), con Joaquin Phoenix. Ma non è chiaramente l’unico esempio. 

Questo gioco delle parti, che non si avvicina ad una relazione amorosa nel fumetto – ma semplicemente amichevole – è una struttura sociale poco presa in considerazione in Occidente, diversamente dai paesi orientali dove è parecchio sviluppata.
Qui nasce una domanda, che in primis pongo a me stesso: cosa c’entra la fantascienza se queste realtà oggettuali esistono nel nostro presente? Risposta difficile da strutturare, ma considerando la fantascienza come quella visione più lontana da noi nel tempo futuro, mi piace pensare che di queste realtà ce ne possano essere ovunque nel mondo. Come una parità prettamente sociale dove vivere in equilibrio con l’universo intero. Qui, invece, più che futuro sembrerebbe pura utopia.

La scrittura – anzi, la trasposizione – di Michele Paris rende al meglio l’adattamento con cui il fumetto dona quel valore di sintesi all’opera di Renan Bernardo, già autore dell’omonimo libro.
La scelta grafica di Lorenzo Livrieri, invece, la trovo lontana dal mio genere grafico preferito, forse perché si avvicina più al linguaggio visivo dei “più piccoli”, con toni e caratteri semplici, immediati, sdolcinati.

Il fumetto è parte della collana Futuresque della casa editrice Future Fiction, specializzata sul genere fantascientifico nelle sue svariate declinazioni.
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