Di questa donna non se ne conosce il nome. Di lei si ha solo il tempo di vederla danzare e poi perire uccisa da un’altra donna di nome Reina, sorella di Soga e fedele guerriera e amica di infanzia di Raoul, il Re di Hokuto nelle vicende che si svolgono nell’universo narrativo di Ken il Guerriero. E’ possibile contemplare la performance di danza della giovane ragazza nel film “Ken il Guerriero – La Leggenda di Hokuto” visibile anche su Netflix.

In questo universo postnucleare, dai toni essenzialmente cupi, le donne o sono mendicanti imbruttite dai patimenti di una vita difficile in un mondo in rovina, o sono splendide odalische ben nutrite e dal capitale estetico prospero e appariscente. La nostra bella amica senza nome, fa parte della seconda categoria. Tutto nasce dal desiderio di Soga, fedele ufficiale al servizio del proprio re, che ha scoperto di avere una malattia inguaribile, di non morire in un letto per una banale malattia terminale, ma per uno scopo onorevole. Orchestra quindi col Re di Hokuto stesso (fratello maggiore di Kenshiro) di incaricare tale danzatrice di fingere un attentato alla vita del Re medesimo, per poi fermare la danzatrice all’ultimo istante ed essere lui punito con la morte per la propria distrazione di non aver riconosciuto preventivamente un potenziale sicario del sovrano.

Questa morte pubblica di Soga, inflittagli come punizione per la propria distrazione, avrebbe avuto lo scopo di intimorire le truppe che avrebbero così compreso che col loro sovrano non c’è possibilità di commettere errori e così intensificare la loro dedizione al sovrano e smorzare il rischio di possibili diserzioni. Qualcosa però è andato storto nel loro progetto. Reina, sorella di Soga, che non è stata resa partecipe del piano, nel momento in cui la danzatrice si scaglia verso il Raoul con due spade sottili una in ogni mano, pensa sinceramente che la donna sconosciuta sia un sicario. Così non si fa scrupolo ad ucciderla e assiste lei stessa alla morte del proprio fratello Soga, per mano di Raul, con orrore, ma senza perdere del tutto la fede nel proprio sovrano.

Nel leggere una lettera di Soga lasciatale per darle spiegazioni, scopre la verità e piange per la morte del fratello malato. Solo per un istante interroga il proprio servitore sull’identità della danzatrice che ha ucciso e il servitore risponde: “presumo che fosse d’accordo con suo fratello per orchestrare il loro piano“. Il fatto che quindi la donna uccisa con le proprie mani non fosse una vera assassina, ma addirittura una complice, innocente, del proprio fratello per portare a termine il loro piano, non commuove Reina e non le fa vivere alcun senso di colpa per questo inutile omicidio.

La bella danzatrice scompare presto dal ricordo dei personaggi, anche quelli positivi, di questo universo narrativo. Di Reina stessa veniamo a conoscere il triste e misero passato e le tante sofferenze che ha patito, e con questo conquista il pubblico di spettatori, ma della Danzatrice della Terra degli Shura e del suo passato, dei suoi sogni, e delle sue aspirazioni, nessuno ha più voluto sapere nulla.

Nessuno ha voluto saperne nulla perlomeno fino ad oggi che appare questo nostro articolo su di lei che nasce come un commiato ai tanti personaggi che in una narrazione vengono caratterizzati e poi sacrificati sull’altare dell’avventura. Che ognuno a proprio piacimento possa dare un nome alla “danzatrice ignota“, le si dia un passato e le si dia una volontà di rivalsa per la sua fine ingiusta e ingloriosa.

Unica nota memorabile a suo vantaggio, nella scena finale, il fatto che nel momento in cui la vita della giovane velata di seta si spezza, ci viene mostrata la rottura di una corda del liuto che una suonatrice stava suonando. A voler indicare che ad essersi spezzato è anche il futuro di questa anima innocente e dimenticata.

