“La signorina Else” di Manuele Fior da Arthur Schnitzler

L'adattamento della tragica novella

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Valutazione 8 su 10

La signorina Else, l’adattamento a fumetti realizzato da Manuele Fior della novella di Arthur Schnitlzler (pubblicato da Coconino Press nel 2009 e rieditato nel 2017), costituisce l’ultima opera realizzata prima che la notorietà internazionale premiasse l’autore friulano, dopo l’uscita di Cinquemila chilometri al secondo. In realtà il graphic novel, che conseguì il Prix Töpffer International de la Ville de Genève, rivela un artista già maturo, capace di adattare una novella di un autore importante come Schnitzler, perfetto testimone delle contraddizioni dell’Austria di inizio ‘900.

Fra tutte le opere dello scrittore austriaco, La signorina Else è quella che forse ha avuto più trasposizioni cinematografiche, anche se nessuna di essa ha raggiunto la celebrità di Eyes wide shut di Stanley Kubrick, tratto dal racconto Doppio Sogno.

La protagonista della novella, la giovane viennese Else – proveniente da una famiglia borghese in difficoltà economiche – è in vacanza sulle montagne di Trento, dove deve affrontare un dilemma morale di fronte alla richiesta arrivatagli per lettera dai suoi genitori di intercedere con un loro ricco conoscente, per poter avere una quantità significativa di denaro che eviti l’incarcerazione per debiti di suo padre.

Manuele Fior mette in scena in maniera esemplare i monologhi interiori della giovane protagonista, divisa tra i doveri familiari e l’orrore di ciò che le viene richiesto – mostrarsi accondiscendente nei confronti di un corteggiatore di mezza età –  fino a costituire un tormento che la spinge a compiere una scelta tragicamente definitiva. È evidente la critica alla società viennese del primo dopoguerra: i borghesi in vacanza paiono più attenti alle convenzioni sociali e all’apparenza che al benessere dei loro stessi membri. 

Fior riesce a cogliere pienamente lo spirito del racconto di Schnitzler, mettendo in scena la decadenza dell’epoca e la dissolutezza morale in cui viene immersa la giovane protagonista. Con la consueta eleganza stilistica unita ad un’intensità narrativa notevole, rende appieno il travaglio di Else, soffermandosi ad esempio sui dettagli delle sue mani tremanti.

I vari personaggi paiono uscire dai quadri di Gustav Klimt, mentre le ambientazioni sono sfumate, grazie ad un sapiente utilizzo del colore, attraverso la tecnica dell’acquarello. La cura che Fior riserva a questo adattamento rende giustizia all’atto di ribellione della giovane Else di fronte alle stolide convenzioni del secolo scorso.

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