Comicon 2026: Ichi the Witch – l’ora dello strego

E adesso anche i maschi voglio fare le magie! Dove andremo a finire signora mia?!

//
2 mins read

Questa è la storia della Suprema Desscaras: in un mondo in cui solo le donne dominano la magia stringendo alleanze con gli esseri magici, i Majik, benevoli e sottomettendo i majik maligni, la più potente, intelligente, infallibile, compassionevole e, ovviamente, bella.
In una parola: perfetta.

Questa NON è assolutamente la storia di quel buzzurro di montagna chiamato Ichi, abbandonato per evidenti buonissime ragioni da dei poveri genitori, che per puro e ferale attaccamento alla vita è diventato il cacciatore supremo, l’apex predator, che combinando talento atletico innato, riflessi lungamente addestrati, spirito di osservazione e ingegno, arriva ad essere in grado di catturare persino Uroro, l’autonominatosi “Re dei majik”, e diventa, per questo, la prima strega maschio.

Comodi riassunti a uso dei recensori pigri (lettura giapponese).

Purtroppo però, quando le disgrazie capitano, non resta che rimboccarsi le maniche e trovare rimedio.
La compassionevole e caritatevole Desscaras percepisce in questo grumo di ignoranza un barlume di umanità è decide di sfruttarlo come schiavo fino alla fine dei suoi giorni istruirlo affinché possa mettere il suo unico talento, la capacità di cacciare con determinazione incrollabile qualsiasi essere abbia mostrato ostilità a lui o coloro che difende, al servizio del bene.
Cioè lei stessa.

Come si intuisce dalla sarcastica sinossi, Ichi the Witch – nuova uscita per Star Comics – mescola in maniera molto classica l’azione (in questo caso, da mondo di magia) da shonen fantasy con una buona dose di ironia e gag, buttando sul piatto personaggi esagerati in un senso o nell’altro: Ichi, il nostro protagonista è un bravo ragazzo ma anche un’arma vivente con poco buonsenso; la “Suprema Desscaras” aggiunge alla lista dei “mentori inaffidabili” (dal Supremo Jiraya di Naruto a Satoru Gojo di JuJutsu Kaisen) una nuova, esteticamente apprezzabile quanto caratterialmente deprecabile, entrata; Uroro è un infido, ma potente, cialtrone e nessuna delle streghe che incontriamo in questo primo volume è dotata del seppur minimo senso comune.
Con la solita eccezione, ovviamente, della modesta e quasi anonima apprendista Kumugi il cui compito è di farci da (molto preoccupato) punto di vista.

Classico ma non direi banale: la narrazione di Osamu Nishi è solida ed estremamente mirata a tenere il lettore agganciato ai personaggi, confinando lo “spiegonismo” a momenti narrati in cui i personaggi parlano e contemporaneamente fanno (quindi il giusto equilibrio tra i borisiani “lo dimo” e “lo famo”); la sospensione dell’incredulità quindi si sente a casa e non si sta a puntigliare sul fatto che in questo mondo in cui solo le donne hanno potere, le norme sociali sembrano identiche a quelle a cui siamo abituati.

Il disegno “art deco” di Shiro Usazaki – che avevamo già incontrato nello sfortunato Act-Age – qui dispiega una piena maturità, sacrificando magari un po’ l’accuratezza dei personaggi, a favore però di ambientazioni e bestiari realmente “fantastici” e tavole talmente piene e coese che è quasi impossibile, ad esempio, scansionarne solo una per rendere l’idea di una sequenza.

Insomma, un ottimo esordio che rende giustizia al successo che il manga sta ottenendo in patria.

Ultimi Articoli Blog