“Libres d’obéir”
di Chapoutot & Girard

Alle radici del neo-liberalismo, il pensiero economico del gerarca nazista Reinhard Höhn

/
1 min read

“Unità di produzione”, cantavano i CCCP-Fedeli alla linea alla fine degli anni Novanta per denunciare l’utopia comunista divenuta “dominio che sovrasta”. Chissà cosa avrebbero aggiunto se avessero letto Libres d’obéir, fumetto che Philippe Girard ha tratto dall’omonimo saggio (quest’ultimo tradotto presso Einaudi col titolo Nazismo e management. Liberi di obbedire) di Johann Chapoutot, storico del nazismo.

Chapoutot rivela come nozioni quali flessibilità e adattabilità – antecedenti non tanto l’autonomia di azione quanto piuttosto la delega delle responsabilità che spreme sino all’osso l’operaio oggi uber e il manager – siano state messe a punto dall’Oberführer SS Reinhard Höhn per l’esercito prima e traslate poi dallo stesso, passato tra le maglie dei tribunali di denazificazione, nelle scuole di commercio da lui fondate e frequentate dai dirigenti delle aziende che fecero il miracolo tedesco: Thyssen, Bayer, Krupp, BMW.

Il neoliberalismo digitale della nostra società liquida ne è oggi la perfetta incarnazione, e un brivido corre lungo la schiena di fronte all’ineluttabilità della dimostrazione.

Girard, con una linea chiara espressiva figlia di Loustal, traduce in immagini il proposito metabolizzando l’iconografia nazional-socialista con un andamento cronologico che lega i prodromi di fine Ottocento agli anni Trenta e al boom economico degli anni Cinquanta, aggiungendo al testo un sottotesto visivo che dà ancora più forza al ragionamento. Il colpo di genio sta nell’accompagnamento cromatico dello svolgersi dei fatti: dai colori naturali del colloquio di assunzione ai toni rosso-neri della presa di coscienza sino al grigio del burn-out.

Funziona meno il siparietto tra le due amiche (amanti?) che nel sostenersi a vicenda introducono gli argomenti: dialoghi e situazioni sono tratte da altri testi non meno importanti (come gli studi di Marshall B. Rosenberg sulla comunicazione non-violenta), ma assumono un tono didascalico che sminuisce il connubio testo-immagine.

Ed è un vero peccato, perché la lettura resta indispensabile.

VOTO
0
[ubc_stars]

Dargaud

Ultimi Articoli Blog

0 0,00 €