L’edizione di Lucca Comics & Games che inizia mercoledì prossimo dedicherà una mostra ad Alfred (pseudonimo dell’autore francese – di origini italiane – Lionel Papagalli) e agli albi che compongono la sua “trilogia italiana”, dall’osannato Come prima al più recente Maltempo, pubblicati in Italia da Bao Publishing. Una mostra che non vedo l’ora di visitare.
Ho scoperto molto tardi le opere di Alfred, per il “solito” motivo che mi ha frenato spesso in passato: e cioè i suoi “disegni da graphic novel”. Quando, più di dieci anni fa, sfogliai in una FNAC parigina il pubblicizzatissimo Come prima (vincitore, nel 2014, del Fauve d’Or al Festival de la Bande Dessinée di Angoulême, trasposto inoltre al cinema alcuni anni dopo), non ne fui particolarmente attratto… ma solo gli sciocchi non cambiano mai opinione: pur essendo cresciuto a pane & disegno realistico, in questi ultimi tempi ho cambiato approccio per molte delle mie letture – non solo di graphic novel – e ho scoperto alcuni gioiellini che vale davvero la pena leggere.
Tra questi rientrano appieno gli albi che compongono questa “trilogia italiana”, i cui titoli sono nella nostra lingua anche nelle loro versioni originali, pubblicate dalla casa editrice Delcourt nella collezione Mirages. Mi sono piaciuti molto per vari motivi, una volta superato lo scoglio della rappresentazione umana talvolta non esattamente realistica: primo, perché alcune tavole paesaggistiche – singole o doppie – sono una vera gioia per gli occhi; secondo, perché alcune soluzioni grafiche ancora meno realistiche sono funzionali alle trame e assolutamente non “gratuite” (ho inserito qui di séguito alcune immagini di entrambi i tipi, solo a titolo d’esempio); terzo, perché le tre storie sono davvero interessanti.
Forse l’albo che mi è “piaciuto meno” della trilogia è proprio il primo, quello pluripremiato (Fauve d’Or ad Angoulême 2014, come dicevo all’inizio). La trama di Come prima, infatti, assomiglia ad altri viaggi on the road che servono a riavvicinare due fratelli che si sono persi di vista da tempo, in questo caso Giovanni e Fabio. Siamo nel 1958: il pretesto per tornare dalla Francia all’Italia – su una Cinquecento scassata – è costituito dalla morte del padre dei due. Fabio se n’era andato anni prima, arruolandosi nelle file dei fascisti: ai giorni nostri è un boxeur di scarsa fortuna, irascibile, evasivo, traffichino. Giovanni sembra più conciliante, ma in realtà nasconde qualcosa che si scoprirà durante il viaggio – cui Fabio acconsente, attirato dall’eredità.
Ben presto appare però chiaro che gli episodi minimalisti che si susseguono (compresa l’adozione di un cane randagio che farà loro compagnia) sono solo un pretesto per sviluppare altri risvolti del loro rapporto inespresso, anche tramite alcune figure femminili che si affacciano via via – ma preferisco evitare ulteriori spoiler. Il punto di forza, infatti, è costituito dal perfetto abbinamento tra testo e immagini: il segno semplice eppure non semplicistico, caratterizzato da colori tenui, si alterna alla tecnica completamente diversa con cui vengono resi i flashback risalenti al ventennio fascista.
Alfred, in varie interviste, ha confermato che la trama si nutre di sue esperienze personali: il suo rapporto con il padre, con i fratelli, con l’Italia. Per quanto riguarda invece lo stile, secondo le parole dello stesso autore «Ci sono emozioni molto differenti in un racconto, non posso disegnarle tutte nello stesso modo e devo seguirle con il tratto, cercare di avvicinarmi a ciò che voglio che il lettore provi leggendomi. Ma non bisogna che lo stacco sia troppo netto, altrimenti non mi seguirà: è un equilibrio che va ritrovato daccapo con ogni libro. Devo, davvero, rendermi invisibile agli occhi del lettore».
Un’ottima opera, comunque: e la mia affermazione iniziale (“piaciuto meno”) è solo dovuta al fatto che le altre due mi sono piaciute ancora di più…
Atmosfere molto più leggere per la seconda opera della trilogia, Senso, pubblicata nel 2019. Qui il protagonista è lo stralunato Germano, personaggio atipico e refrattario alla modernità, coinvolto in una serie grottesca di contrattempi causati in buona parte dalla sua sbadataggine: sceso da un treno in ritardo, scopre che l’albergo non gli ha riservato la camera (prenotata ma da lui non confermata) e si trova coinvolto in una serie di avventure legate al matrimonio – che si svolge proprio in quell’albergo – di un vecchio conoscente. Lo “salva” l’amicizia che instaura (anche in questo caso, maldestramente) con la malinconica Elena, fuori posto quasi quanto lui. Insieme passeranno la nottata… e forse qualcosa di più.
Alfred sforna un ottimo lavoro e non solo per la bellezza di alcune splash pages davvero notevoli: la commedia degli equivoci prende il posto del road movie, l’unità di tempo e luogo viene privilegiata rispetto ai paesaggi variegati di Come prima. Anche i personaggi di contorno sono delineati alla perfezione e contribuiscono alla riuscita della storia. Inoltre, con una trovata geniale, l’albo inizia e si conclude con una serie di tavole mute (inserite anche in un intermezzo) che presentano una coppia che sta facendo sesso, in modo appassionato e tanto esplicito quanto delicato: ma chi sono quest’uomo e questa donna, avulsi dal resto della trama? Il lettore lo scoprirà solo nelle ultime vignette dell’ultima tavola…
La mia storia preferita della trilogia è però l’ultima, Maltempo, pubblicata nel 2023. In un paesino immaginario del profondo sud italiano, in cui nuovi cantieri per la costruzione di ecomostri vengono sabotati da sedicenti protoecologisti, si intrecciano alla perfezione le storie di una variegatissima serie di personaggi, in cui anche quelli – apparentemente – secondari finiscono per creare un quadro d’insieme in cui tutto è al posto giusto. Il casting di una trasmissione musicale funge da innesco per la storia di Mimmo Maltempo, adolescente chitarrista che raccoglie la sua raffazzonata band per partire alla conquista del sogno. In una rutilante storia densa di sfaccettature, in cui si incrociano anche accenni al fascismo di ritorno di alcuni ragazzi del posto, dediti ai pestaggi di chi non la pensa come loro e contrari agli sbarchi dei migranti (nonostante l’ambientazione non contemporanea della trama), i vari componenti della rock band si perderanno per strada: ma Mimmo sarà affiancato al provino dallo “scemo del villaggio”…
Evito di inoltrarmi ulteriormente nella trama per lasciare la scoperta ai lettori. Spendo solo le ultime righe di questo articolo per elogiare i disegni di Alfred, qui più realistici rispetto alle prove precedenti ad eccezione degli inserti quasi onirici dedicati ai musicisti nel pieno delle loro prove: ma mai, come in questo caso, quelli che all’inizio chiamavo “disegni da graphic novel” mi sono sembrati più azzeccati al contesto. Davvero una bella lettura.
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