Dopo il ritorno in Brasile orchestrato da Nolitta & Di Vitto visto in Musica, Maestro!, tocca alla coppia Luigi Mignacco e Roberto Diso riportare Mister No definitivamente a Manaus dopo la trasferta africana, nella storia contenuta nei numeri 198-199 A volo radente.
All’epoca Mignacco si apprestava a diventare lo sceneggiatore titolare della collana, dopo l’abbandono della serie di Nolitta con il n.200, e ne approfitta per aggiungere un altro tassello al passato del nostro protagonista, raccontando di come riuscì ad acquistare il suo storico Piper quando arrivò in Brasile per la prima volta.
Si tratta di una storia leggera ma affascinante, anche per il tono inusuale, con la festa per il ritorno di Mister No a Manaus e per la presenza di Deborah Winter, attraente aviatrice rispuntata dall’avventura messicana dei numeri 37-40, Bienvenido a Mexico (e che si è liberata del suo ingombrante fidanzato conosciuto nel n.45, Minaccia invisibile).
La città di Manaus è la vera protagonista del racconto e capiamo quanto Mister No sia legata ad essa. Nella serie inizia a costituirsi un cast di comprimari più profondo con l’aggiunta di Augustino, il meccanico di fiducia di Mister No che farà una brutta fine nel n.241, Vento rosso.
Tornando in Brasile, Mister No viene a conoscenza anche del destino di Geraldo Leao, il politicante responsabile del suo esilio africano nel n. 167 – Africa – che, caduto in disgrazia, è dovuto espatriare a Cuba, allora sotto il dominio del dittatore Batista.
I disegni sono affidati al copertinista della serie, Roberto Diso, che curiosamente, occupandosi di questa storia, non può disegnare il numero successivo, il celebrativo n.200, tradizionalmente illustrato dal disegnatore più rappresentativo della collana. Forse in un primo momento era proprio questa la storia che doveva apparire sul n.200: in effetti si tratta di una storia speciale, con il rientro a Manaus e la storia del Piper. Probabilmente qualche esigenza di programmazione ha reso necessario lo spostamento della storia cui è stata aggiunta anche qualche tavola in più, aspetto che spiegherebbe come mai lo stile del maestro Diso sembra cambiare tra una sequenza e l’altra.
Sono particolarmente belle le pagine iniziali dedicate a Manaus, in cui Mignacco, in puro stile Nolitta, approfondisce la storia della città e Diso si sbizzarrisce da par suo illustrando delle ambientazioni spettacolari, tra la foresta amazzonica e bellezze architettoniche.
Al centro della vicenda il Piper di cui conosciamo le origini e di cui ripercorriamo la storia, a partire da quando fu acquistato da Mister No a Belem al suo arrivo in Brasile con i suoi ultimi risparmi, in un’asta giudiziaria. Conosciamo anche il suo precedente proprietario, l’ambiguo Jack Daniels, ladro di diamanti ed assassino, che cerca di impossessarsi a tutti i costi di una chiave custodita da Mister No che gli permetterebbe di recuperare il frutto della sua ultima rapina. Peccato solo che le sue sembianze siano fin troppo simili a quelle di un pilota di aerei visto nella recente trasferta africana, nel n.177 Nairobi autostop.
Come già scritto si tratta in fondo di una storia leggera, con un finale insolitamente malinconico, in cui Mister No e Deborah si scambiano gli auguri natalizi, ma in cui il nostro pilota preferito, finalmente tornato a Manaus, può ancora una volta dire NO all’arroganza di chi giudica il suo stile di vita e le sue scelte esistenziali!
