Dampyr n.117
“La selva della paura”

Recensione del Dampyr di Claudio Falco e Maurizio Dotti

/
1 min read
Valutazione 6 su 10

L’esordio di Claudio Falco su Dampyr è un’avventura solida e lineare. La Nuova Zelanda, con le foreste dei monti Catlin e il folklore maori legato ai Patupaiarehe, offre un contesto suggestivo (anche se in fondo intercambiabile) che Falco è bravo a valorizzare.

La struttura è, come anticipato, semplice e quasi derivativa – troupe televisiva incosciente, avvertimenti ignorati, antica minaccia evocata e discesa nell’horror – ma la tensione resta costante e la storia scorre in modo leggibile e dinamico, pur senza riuscire a trascinare fino in fondo nella dimensione più perturbante tipica di Dampyr, rimanendo su coordinate più avventurose che propriamente horror. Si intravede però già la verve dell’autore, che qui mostra un modo di raccontare piacevole e scorrevole, capace di dare centralità all’azione e di sfruttare bene le peculiarità di Harlan e Kurjak. È un esordio che non osa abbastanza, ma che lascia intravedere semi interessanti, destinati a maturare negli anni successivi.

Maurizio Dotti compie il suo consueto buon lavoro, con una giungla che prende vita grazie a una resa efficace degli scenari naturali.

VOTO
0

Ultimi Articoli Blog