Un ultimo saluto ad Angelo Maria Ricci, il disegnatore dallo stile più insolito del primo Martin Mystère: uno stile così personale che nella sua storia d’esordio (il n.3, Operazione Arca) tutti i volti del protagonista furono sostituiti dal contributo di Franco Bignotti per non confondere i neo-lettori. Io stesso, a 11 anni, sfogliando il primo albo del Detective dell’Impossibile che mio fratello mi aveva delegato all’acquisto (il n.52, La follia di Martin Mystère), mi chiesi: “Ma questo Mystère raffigurato in copertina quando appare?”
Ricci lavorò alla serie nel suo periodo di massimo splendore (il primo decennio) ed ebbe così la possibilità di illustrarne storie particolarmente belle e fondamentali, ad alcune delle quali sono rimasto molto legato: su tutte, Il segreto del Lusitania, il ciclo della “Guerra senza tempo” e la sua ultima in assoluto, Space Shuttle (n.131 Bis). La sua rappresentazione del protagonista non sarà stata canonica (col tempo tuttavia rientrò nei ranghi), ma le sue donne e i suoi ambienti urbani, naturali, tecnologici e fantascientifici erano meravigliosi.
Dopo aver lasciato la SBE, Ricci approdò a Diabolik nel 2001 (con l’albo L’ultimo rubino), collaborando con la casa editrice Astorina fino al 2023.
Alla famiglia le condoglianze da parte della redazione di uBC.
