Ausonia, pseudonimo di Francesco Ciampi, si dedica a questo racconto sorprendente e inaspettato.
Laura, 19 anni, lascia l’università dopo la morte della nonna e inizia a lavorare come postina nel suo sperduto paesino di provincia. In bicicletta, nelle sue consegne, incontra i “B”, malati terminali, a metà tra la vita e la morte, capaci di mettere in contatto le persone viventi (gli “A”) con i defunti (i “C”). La voglia e la paura è quella di usare questi “B” come tramite per poter parlare un’ultima volta con la nonna scomparsa da poco che, ancora oggi, le compare – triste – in sogno.
Un racconto fatto di incontri, confronti, paure e verità difficili. Un racconto che mostra sentimenti difficili da affrontare, come il lutto, l’amore, l’amicizia e, banalmente, la vita.
Un’esplorazione di temi universali come la perdita, il passaggio all’età adulta e la memoria vengono narrati con una poetica solo all’apparenza delicata.
Il gioco di Ausonia è infatti così emotivo e visionario che finisce per diventare intimo e profondo, trascinando il lettore, pian piano, nella profondità di temi complessi e malinconici.
Con uno stile lineare ma denso di sfumature emotive, Francesco Ciampi parte da un contesto provinciale e apparentemente ordinario per rivelare un forte simbolismo e un’intensa introspezione.
Un disegno composto da un tratto graffiato, che gioca col bianco e nero, si carica di particolari e pone l’accento su pochi dettagli. Un disegno che accompagna nella malinconia del racconto con grande forza.
Sempre sospeso tra reale e surreale, questo racconto è una riflessione visiva sul senso della vita e della morte, sull’infanzia e sulla perdita.
Un racconto sì lento, sì intenso ma non ostico.
Godibile nella sua costruzione ardita, piacevole nel suo tratto riflessivo.
Un’opera intelligente e importante che riesce a smuovere sentimenti difficili da affrontare.
