Le vicende di Capitan America tornarono a interessare anche i mass media quando fu annunciato che il nuovo sceneggiatore della serie sarebbe stato Ta-Nehisi Coates. Scrittore, giornalista e attivista americano, vincitore di prestigiosi premi letterari, collaboratore della rivista The Atlantic e autore di vari bestseller (il più famoso dei quali è Tra me e il mondo), Coates si era già dimostrato un ottimo sceneggiatore di fumetti sulle pagine di Black Panther della Marvel.
Cap, però, era una sfida persino più grande, come scrisse lo stesso sceneggiatore su The Atlantic dando l’annuncio dell’incarico: “È un ‘uomo fuori dal tempo’, emblema della propaganda della greatest generation riportato in vita in questo mondo postmoderno e frammentato. Quindi, Capitan America non è tanto legato all’America in quanto tale, ma a un’America di un passato idealizzato. In una famosa scena, lusingato da un generale traditore per la sua lealtà, Rogers, afferrando la bandiera americana, rispondeva: ‘Io non sono leale a nulla, generale… tranne che al Sogno’.
Confesso di non essere troppo d’accordo con questo tipo di proclamazione, ed è proprio per questo che sono così emozionato di affrontare Capitan America. […] Per me scrivere significa porsi delle domande, non fornire delle risposte. E Capitan America, incarnazione di una sorta di ottimismo alla Lincoln, mi pone una domanda diretta: perché qualcuno dovrebbe credere al Sogno? Ciò che per me diventa eccitante non è il mettere le mie parole nella testa di Capitan America, ma tentare di mettere le parole di Capitan America nella mia.”
La questione del Sogno Americano attraversa infatti tutto il ciclo di Coates: cosa significa l’America, come è cambiata negli anni, e chi ne esce vincitore all’interno del suo sistema. Con le splendide copertine di Alex Ross e i disegni di autori quali Leinil Francis Yu, Adam Kubert, Jason Masters, Robert Quinn e Leonard Kirk, Coates scrisse tutti i 30 numeri della serie Captain America Vol. 9 (attualmente, in virtù di una nuova riclassificazione adottata dalla Marvel, diventata Captain America Vol. 10) dal settembre 2018 al settembre 2021: un’unica, lunga saga, articolata su quattro storylines intitolate rispettivamente Inverno in America, Capitano di niente, La leggenda di Steve e Tutti muoiono giovani.
Nella prima sequenza di storie (numeri 1/6), Capitan America - concluso il suo viaggio in motocicletta attraverso il Paese e sconfitto il Rampart (vedi articolo precedente) - si ritrova a Washington con l’invecchiata Sharon Carter e Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno, a combattere contro delle repliche cyborg di Nuke (il super soldato con il volto tatuato da una bandiera americana) che sono intervenute a una manifestazione di protesta tenuta dai sostenitori dell’Hydra. Al termine dello scontro, arriva il generale Thaddeus “Thundebolt” Ross (storico avversario di Hulk e un tempo trasformato nel cosiddetto Hulk Rosso) incaricato dal Presidente di contrastare l’Hydra, il quale declina gentilmente l’aiuto di Cap che così ha modo di constatare la diffidenza nei suoi confronti da parte del Governo e del popolo americano, che continuano a riconoscere nel suo volto l’uomo che inneggiava all’Hydra e aveva conquistato l’America (vedi la saga Secret Empire).
In realtà, ci sono “poteri forti” che tramano dietro tutto ciò: una nuova organizzazione chiamata Elite al Potere di cui fanno parte, tra gli altri, i coniugi Alexa e Aleksander Lukin (quest’ultimo riportato in vita con la magia e che ospita nel proprio corpo lo spirito del Teschio Rosso), la strega mutante Selene che si nutre delle forze vitali altrui e il Barone Von Strucker. L’Elite si sta preparando a prendere il controllo degli Stati Uniti utilizzando Ross per introdursi nel sistema governativo del Paese ed eliminare dalla scena Capitan America, distruggendo gli ideali che esso rappresenta. Il generale Ross viene trovato morto e i sospetti cadono proprio su Cap.
Nella seconda sequenza (numeri 7/12), sebbene accusato ingiustamente, Steve Rogers decide di consegnarsi alle autorità e viene incarcerato nel Myrmidon (una struttura penale “privata” per supercriminali diretta dal Barone Von Strucker). Intanto la sua fidanzata Sharon Carter, portandosi dietro lo scudo che Cap le aveva affidato, si reca in un bunker sotterraneo dove incontra le Figlie della Libertà, una squadra organizzata e combattiva della quale anche lei fa segretamente parte e che raccoglie le più coraggiose eroine dell’Universo Marvel: la misteriosa Driade, Spider-Woman, la Donna Invisibile, la Tigre Bianca, Echo, Gladiatrix, Iron Patriot, Misty Knight e Mimo.
A tale proposito, segnaliamo che - in un suo saggio dedicato all’amministrazione Obama -Coates aveva analizzato la “questione femminile” e osservato che, al di là dei riflettori mediatici, le donne avevano imparato a “fare squadra” sia nei posti di lavoro che nella politica: con le Figlie della Libertà porta questa riflessione anche nell’àmbito della comunità dei supereroi.
L’Elite al Potere ottiene la grazia presidenziale per lo Steve Rogers/Hydra Supremo e lo rimette in libertà, uccidendolo in segreto subito dopo, screditando in tal modo la figura di Rogers di fronte all’opinione pubblica facendo credere - attraverso una campagna di disinformazione - che il vero Capitan America, che ora è incarcerato al Myrmidon, sia sempre stato in realtà proprio l’Hydra Supremo stesso.
Le Figlie della Libertà fanno evadere Rogers dal carcere, che diviene così un fuggiasco ricercato dalla polizia. Più tardi Steve incontra le dieci donne, che gli spiegano il motivo del loro intervento: il gruppo sostiene i principi della vita, della libertà e del Sogno Americano, ideale più importante ed antecedente al simbolo di Capitan America. Steve allora rinuncia al costume a stelle e strisce e - tornando a indossare l’uniforme di quando era stato il Comandante dello S.H.I.E.L.D. - impugna il suo vecchio scudo di energia e decide di essere semplicemente Steve Rogers.
Nella terza sequenza (numeri 13/19), Steve - pur avendo abbandonato il costume e lo scudo di Capitan America - non rinuncia a lottare per i valori in cui crede e, affiancato da alcune delle Figlie della Libertà, affronta i Cani da Guardia (un gruppo paramilitare di stampo terroristico che aveva già sconfitto in passato) che hanno rapito alcuni immigrati clandestini alla frontiera con il Messico, scoprendo che lavorano insieme all’A.I.M. (Avanzate Idee Meccaniche, altro gruppo terrorista) e che entrambi sembrano in qualche modo essere collegati all’organizzazione che lo ha incastrato mandandolo in prigione, cioè l’Elite al Potere comandata dai Lukin.
Contemporaneamente emerge anche la minaccia di un nuovo Flagello (un killer che aveva fatto strage di supercriminali nelle storie degli anni ’90) che ha sterminato prima un’intera squadra di agenti del dipartimento di polizia di New York e poi - solo apparentemente, però - anche il nuovo sindaco Wilson Fisk (Kingpin, storico avversario dell’Uomo Ragno e di Devil). In realtà, i poliziotti eliminati erano tutti criminali arruolati nella polizia da Fisk su suggerimento di Alexa Lukin, mentre il nuovo Flagello si scopre essere un poliziotto non corrotto che intendeva solo fare giustizia; nonostante l’intervento di Steve Rogers, alla fine il Flagello resta ucciso da alcuni mitragliatori automatici che lui stesso aveva posizionato attorno al suo covo.
Tolte di mezzo le minacce dei Cani da Guardia, dell’A.I.M. e del Flagello, Steve decide di scoprire la vera identità di Driade, la donna a capo delle Figlie della Libertà, il gruppo che lo supporta ma del quale si rende conto di non sapere proprio nulla. Sulle tracce della misteriosa donna, Steve Rogers viene avvicinato da Agatha Harkness, l’anziana e potente maga dell’Universo Marvel, che si offre di accompagnarlo in un viaggio nel tempo per mostrargli tutto ciò che ha bisogno di sapere. Attraversato un portale mistico, Steve assiste alla nascita delle Figlie della Luce, un gruppo di donne formatosi durante l’Illuminismo e in seguito perseguitate durante la Rivoluzione Francese. Alcune di quelle donne fuggirono in America dove formarono una società segreta, le Figlie della Libertà appunto, guidate dalla Driade, posizione tramandata negli anni. Alexa Volkoff, la futura signora Lukin, pilota d’aviazione dell’esercito russo, era una delle Figlie della Libertà. Era stata proprio lei a reclutare una giovane Peggy Carter (primo amore di Cap durante la Seconda Guerra Mondiale e zia di Sharon, morta da alcuni anni) e in tempi recenti a riportarla in vita con la magia, ringiovanendola!
A quel punto, uno sbalordito Steve si incontra con Peggy/Driade, la quale gli spiega che Alexa aveva poi rinnegato le Figlie della Libertà per diventare un agente sovietico. Quando Sharon Carter aveva ucciso suo marito Aleksander, la donna per vendicarsi le aveva rubato con un incantesimo una parte della sua anima. Nelle ultime settimane le Figlie della Libertà avevano seguito Alexa e scoperto che tutto quello che era accaduto (la morte di Ross e l’incriminazione di Steve, i Cani da Guardia, l’A.I.M., il Flagello) faceva parte di un unico, grande progetto. Ora, però, quello che conta è trovare la pietra chiamata “Sangue Marino” posseduta da Selene che contiene l’anima di Sharon per poterla salvare, e con lei salvare il Paese e il Mondo! Dopo queste rivelazioni Sharon stessa, insieme a Sam Wilson (Falcon) e Bucky Barnes (Soldato d’Inverno), entra nella stanza in cui si trovano Peggy e Steve, riconsegnando a quest’ultimo lo scudo e dicendogli che è arrivato il momento che torni ad essere Capitan America. Perché se Aleksander Lukin è tornato, il Teschio Rosso non può essere molto lontano.
Inizia così la quarta e ultima sequenza di storie (numeri 20/30), la più lunga, nel corso della quale - innanzitutto - gli eroi sconfiggono definitivamente la strega mutante Selene, riuscendo così a liberare la parte dell’anima di Sharon intrappolata nel “Sangue Marino” e a restituirgliela.
Ciò la fa anche tornare di nuovo giovane, recuperando tutti gli anni che aveva accumulato nella Dimensione Z! Poi scoprono che il generale Ross è in realtà ancora vivo e prigioniero dell’Elite al Potere, ora governata da Aleksander Lukin che è stato progressivamente riposseduto dallo spirito del Teschio Rosso, il quale è tornato a circondarsi dei suoi vecchi scagnozzi, tra i quali la figlia Sin e Crossbones. Cap e gli altri intervengono per liberare Ross, il quale dà loro manforte contro l’esercito dell’Elite al Potere trasformandosi nell’Hulk Rosso. Capitan America riesce così a riabilitare finalmente la propria persona scagionandosi dall’infamante accusa di omicidio del generale. Viene pertanto formalmente prosciolto e, nel corso di una conferenza stampa, invita gli Americani a credere in loro stessi, nel Paese e, soprattutto, nel Sogno. Queste dichiarazioni danno vita a cortei spontanei di sostegno a Cap, ma anche di protesta nei suoi confronti.
Sull’onda di queste proteste si inserisce il Teschio Rosso, ormai chiaramente a capo dell’Elite al Potere, attaccando pubblicamente la figura di Capitan America e definendolo “Capitano di Niente”!
In un successivo scontro con la figlia del Teschio Rosso, Sin riesce a ferire Cap con una lama impregnata di droga ma Sharon Carter interviene in suo aiuto. La scena viene mandata in onda sui media dal Teschio Rosso, che commenta come l’uomo americano moderno sia un debole che ha bisogno di una donna per essere salvato, aggiungendo: “Un tempo l’uomo americano era un conquistatore. Ora non è che un custode di un sogno amorfo. Ma quel che offro io è più di un sogno meschino, più di una vita spesa ad accudire un focolare. Le donne non saranno più chiamate a combattere le vostre battaglie. Io offro acciaio per le vostre spine dorsali e ferro per le vostre viscere. Io vi offro la spada della virilità!” In tal modo è chiaro il suo intento e quello dell’Elite al Potere: non uccidere Capitan America ma uccidere l’idea stessa della Nazione che lui rappresenta.
Nelle ultime battute di questa lunga saga, mentre il sindaco Wilson Fisk fa eliminare Alexa Lukin per vendicarsi del fatto di essere stato da lei minacciato di morte, Capitan America decide di combattere il Teschio Rosso con le sue stesse armi.
Penetrato nel suo covo in Caucaso e messi fuori combattimento i Cani da Guardia e Crossbones, Cap viene invitato dal Teschio a sedere alla sua mensa e fare due chiacchiere, sostenendo che in fondo entrambi vogliono la stessa cosa: il miglioramento dell’umanità. Solo che hanno idee differenti su come attuarlo.
Durante il colloquio, Cap finisce per provocare il Teschio Rosso facendogli ammettere i suoi progetti di conquista e il suo disprezzo per l’umanità… e lo sconfigge con i suoi stessi metodi, registrando e mandando in diretta il loro colloquio. Al termine del quale, Cap scompare: era solo un ologramma! Tutti i seguaci e sostenitori del Teschio scoprono così di essere da lui disprezzati e ritenuti sacrificabili per i suoi scopi e lo abbandonano.
Certo, il criminale nazista continua a rimanere “uccel di bosco”, libero di tessere le sue trame insieme alla figlia Sin, ma l’Elite al Potere è definitivamente sconfitta.
Si chiuse così, nel settembre 2021, il ciclo di storie scritte da Ta-Nehisi Coates, nonché la nona collana dedicata a Capitan America.
La lunga e articolata saga che lo sceneggiatore ha costruito sulle sue pagine, con un tono malinconico e quasi elegiaco, si è rivelata davvero un’ottima avventura: ha mostrato l’eroe in una situazione di grande difficoltà, minacciato da una nuova organizzazione (l’Elite al Potere) guidata da un nemico storico (il Teschio Rosso) che, strisciando nell’ombra, è tornato nella sua vita; ha mostrato uno Steve Rogers tradito dal suo stesso Sogno, accusato ingiustamente di omicidio e imprigionato tra i suoi peggiori nemici, che ha trovato comunque la forza di continuare a lottare non per se stesso, né per un Governo, ma per il sogno di un mondo più giusto; ha introdotto le Figlie della Libertà (una squadra di eroine di cui fa parte una rediviva Peggy Carter con il nome in codice di Driade) e la loro storia ultrasecolare, fatta di ideali sempre attuali; ha riportato alla giovinezza Sharon Carter, dando così a lei e Steve la concreta possibilità di una rinnovata relazione sentimentale; ha utilizzato temi di attualità, come il traffico di esseri umani al confine con il Messico; ha mostrato un’America divisa, facilmente influenzabile dai mass media, una Nazione da ricucire, una comunità da riaggregare e a cui proporre dei valori in cui riconoscersi nuovamente.
In definitiva, Coates è riuscito nell’intento di immergere Capitan America negli U.S.A. contemporanei, tornando spesso sull’idea che l’America non è così semplice come il Sogno la dipinge, e ponendo ai lettori un dubbio persistente: Steve Rogers è davvero un simbolo di libertà per tutti, o solo un “Capitano di Niente”?
Questo tipo di domanda era già stata sollevata in passato, soprattutto nella prima saga del Segreto Impero degli anni ’70. Ma qui aleggia in modo sottile sullo sfondo nel corso di tutti gli episodi della saga. E Coates è riuscito a farlo senza però mai sminuire Steve Rogers, che ha mantenuto sempre fedele a se stesso.
continua...














