“Avila” di Radice & Turconi

Francia 1642: il romanzo di formazione di una ragazza straordinaria, tra magie e patti infernali

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Valutazione 9 su 10

Se le precedenti opere della coppia Teresa Radice & Stefano Turconi di cui ci siamo occupati (La terra, il cielo, i corvi e Il contastorie”) ci apparivano ben più che meritevoli di attenzione, il loro nuovo graphic novel, Avila (appena uscito per Bao Publishing e presentato a Lucca Comics 2025), rappresenta per noi un piccolo capolavoro.

Questa volta gli autori del Porto Proibito ci portano nella Francia del XVII secolo, tra patti con il diavolo, caccia alle streghe, citazioni esplicite del Faust di Goethe, in un mix eccelso di umorismo e avventure picaresche particolarmente riuscito.

Siamo nelle campagne francesi del 1642 e la sedicenne guaritrice Avila incontra Timothée, irrestibile truffatore. Avila, che intrattiene un curioso rapporto con la propria ombra, è alla ricerca di Anis, la madre perduta tanti anni prima quando – per salvarla dal rogo dove doveva scontare l’accusa di stregoneria – ha stipulato un vero e proprio patto con un diavolo, Astor, che da quel momento è sempre al suo fianco.

Tra momenti più avventurosi e toni semiseri da commedia, inframmezzati da vari colpi di scena, i nostri eroi riusciranno a compiere la loro impresa con un lieto fine per niente scontato. Sono presenti anche alcune sequenze decisamente drammatiche come quando il demone decide di riscattare l’anima che gli è stata promessa tanti anni prima e la resa dei conti tra Anis e Bellarmino, il segretario del cardinale Richelieu, lui sì veramente demoniaco nei suoi intenti oscurantisti.

Il lungo cammino di Avila, alla ricerca della propria identità e delle proprie radici, rappresenta un vero e proprio inno alla libertà, un atto di speranza contro i pregiudizi e la paura della diversità proprio nei confronti di chi – come le guaritrici – si occupa degli altri. Nel suo cammino, vero e proprio percorso di formazione, Avila troverà fortunatamente tanti alleati che le vogliono bene, come Astor, peculiare figura di “diavolo guardiano”.

Radice e Turconi sono dei narratori straordinari, capaci di infondere un tocco magico nelle loro opere, con la capacità di proiettare il lettore in epoche lontane, facendole sentire come proprie. In questo caso mettono in scena un intero mondo – la Francia del XVII secolo – inserendo anche personaggi storici come Richelieu e Molière, mettendoli al fianco dei loro intriganti protagonisti. 

Oltre ai dialoghi sempre efficaci, sono splendide le tavole di Turconi, valorizzate al massimo dai colori scelti, che descrivono al meglio il Seicento francese. A conclusione del volume ecco delle riuscitissime carte di Tarocchi che presentano tutti i personaggi della vicenda.

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