WHAT IF… PIPPO DIVENTA SPIDER MAN

Un secondo sguardo a Pippo/Spider-Man

Una nuova analisi del What If apparso su Topolino 3637

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Tra le cose più piacevoli della vita vi è il potersi ricredere – in positivo – su qualche cosa, tanto più se legata a una nostra passione.
In tutta onestà non pensavo davvero che potesse venire alcunché di buono da questa ormai lunga teoria di ibridazioni tra universi narrativi tra loro distantissimi e appunto, almeno in apparenza inconciliabili. È stato quindi con crescente soddisfazione e maggior sorpresa che ho letto What if… Pippo diventa Spider-Man, pubblicato sull’albetto n.3637 di Topolino.
 
Partendo da un azzeccato soggetto di Steve Behling, Riccardo Secchi imbastisce una storia che adatta alla perfezione il racconto delle origini del Tessiragnatele alle coordinate narrative disneyane, senza tradirne in alcun modo le basi concettuali ma rimodellandole plasticamente sugli schemi della Casa del Topo e cucendole su misura per le caratteristiche del personaggio, la cui “peterparkerizzazione” è attuata e gestita in tutta naturalezza, rendendo credibile una storia che di suo non può che essere in-credibile (due volte: sia come racconto in sé che come derivazione disneyana).

La parafrasi della vicenda, nota a ogni appassionato di fumetti, si apre sulla splendida rimodulazione, grafica e testuale, della tavola d’esordio dello Spider-Man originale. Il disegno di Francesco D’Ippolito, nelle ovvie differenze tra l’estetica marvelliana degli anni ’60 del Novecento e quella della Disney di oggi, non fa rimpiangere la fulminante presentazione del personaggio operata a suo tempo da Steve Ditko, e il suo lavoro si mantiene allo stesso livello d’eccellenza lungo tutto il racconto, conferendo al personaggio e alle scene una morbida dinamicità che ne esalta e definisce l’identità meticcia.
Come accennato, soggettista e sceneggiatore hanno a loro volta ridisegnato il racconto addosso alle caratteristiche di Pippo, senza snaturare il personaggio ma plasmandone una versione affatto organica al mondo Marvel pur restando riconoscibilissimo come character Disney. La rivisitazione perseguita da Behling e Secchi si snoda dunque attraverso una serie di raffinate e intelligenti variazioni e soluzioni narrative sopra il vecchio canovaccio di Stan Lee, e il risultato finale è un divertissement brillante che non fa rimpiangere in nulla il racconto originale del Sorridente.

La recensione di What If… Pippo diventa Spider-Man

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