Short Review 08.05.25

“Le isole ai confini del mondo” di Emmanuel Lepage

Un diario di viaggio a fumetti in cui l'autore esplora le remote e selvagge isole subantartiche francesi

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Valutazione 10 su 10

Ho conosciuto Emmanuel Lepage attraverso un caro amico; un giorno mi disse che avrei dovuto leggere Ar-Men e che ne sarei rimasto estasiato.
Ebbene… lo lessi, ne parlai qui sul Magazine e, cosa più importante, ne porterò il ricordo sempre con me! Così, dopo qualche tempo da quella scoperta, ho letto un’altra sua opera: Le isole ai confini del mondo.
Per farvi una premessa e per lasciarvi la giusta dose di curiosità vi dirò di immaginare la navigazione della Pequod – imbarcazione con cui il capitano Achab solcò i mari per cacciare Moby Dick – e, allo stesso tempo, immaginare le esplorazioni dettate dalla mente di Jules Verne.
Lepage è stato invitato a unirsi a un gruppo di giornalisti e turisti estremi per una spedizione a bordo della Marion Dufresne, la più grande nave da ricerca polivalente d’Europa, con il compito di rifornire le isole subantartiche francesi per conto delle Terre Australi e Antartiche Francesi (TAAF).
Diventa, questa, un’esplorazione immersiva che circumnaviga le terre alla fine del mondo e ci riporta la bellezza dei paesaggi, della cultura e delle miriadi di esseri viventi e vegetali che il fumettista incontra.

Un diario di viaggio a fumetti che strizza, con grande sagacia, l’occhio ai grandi narratori (ma non solo) che esploravano il mondo in cerca di nuove terre e nuove conquiste nei secoli passati.
L’opera in questione dichiara la sua voglia di mostrarsi al lettore per la sua immensa contaminazione di situazioni, di incontri, solcando le onde dei mari più difficili, che fanno paura solo a immaginarli, figuriamoci attraversarli.
La sua grande forza sta anche – e direi soprattutto – nella scrittura. L’autore è capace di mettere in scena tutti gli “attori” che lavorano duramente alla riuscita della spedizione senza mai essere d’intralcio, anzi, risulta quasi invisibile nel suo modo di schizzare e recuperare dati e materiale che poi serviranno alla stesura del fumetto. Ha la capacità di mischiare il resoconto di ciò che apprende e osserva alla narrazione storica e antropologica.
Se questo non bastasse, il fumettista trova un registro grafico davvero funzionante ed emozionante: mette in risalto la sua narrazione in bianco & nero, quel racconto che inserisce “da casa” attingendo agli schizzi e alla memoria visiva del viaggio compiuto; poi, per diversificare le tavole e i bozzetti fatti in situ, aggiunge il colore, facendo così collimare il presente con il passato in una simbiosi perfetta.

Ne scaturisce un fumetto dalla coralità delle visioni e dalla profonda conoscenza degli anni di lavoro, innalzando Lepage come uno degli autori contemporanei più brillanti.

Le isole ai confini del mondo è un fumetto che, alla pari di Ar-Men, costituisce un’opera dal valore inestimabile.  

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