Valutazione 7.5 su 10
La particolarità che salta subito all’occhio, nella cover di questo albo, è la seconda assenza consecutiva della protagonista di testata, situazione alquanto insolita! Infatti Elena Casagrande ci mostra nuovamente il trio composto da Leena, Tagh e Vellrich sempre con volti cupi e preoccupati, forse troppo simili alla scorsa copertina, restituendo un senso di déjà-vu. Ben realizzata nel complesso, ma un pizzico di diversificazione non avrebbe guastato.
Gli sceneggiatori dividono l’albo in tre macro-atti dando un’andatura scorrevole e sempre ben ritmata, intervallando gli stessi con sottotrame che sicuramente saranno fondamentali in questa seconda stagione, ovvero i progressi di Kalya grazie agli allenamenti con i nuovi mentori e le oscure macchinazioni dei villains atte a destabilizzare i Regni di Theia.
Ad inizio albo ritroviamo il buon Aridan che – in via di guarigione – non ha di certo perso il senso dell’umorismo: speriamo di riaverlo in forma fra qualche numero.
Nel secondo atto esploriamo la regione del Sarabri, che ha ricordato al sottoscritto i paesaggi, le architetture e i costumi del Medio Oriente (e trasmesso qualche vibes alla Assassin’s Creed). Da elogiare la trovata che hanno avuto per il sistema di spostamento in un luogo così inospitale e ostico come il deserto, che caratterizza questa porzione del continente.
Nell’atto conclusivo si entra nel vivo della spy story con interrogatori, caccia all’uomo, ostaggi e – ahimè – un evento tragico!
I disegni di Tommaso Ronda mi sembrano ottimi. Considerando che l’artista viene da illustrazioni o storie di poche pagine, ha dovuto imparare ad usare un programma 3D per creare città e ambientazioni, ha creato diversi personaggi ex novo, si è comportato davvero bene: con la sua linea pulita ha creato tavole sempre chiare e comprensibili, con movimenti fluidi e naturali, volti espressivi e un buon uso dei grigi.
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