“Three Rocks”
di Bill Griffith

Un fumetto che è storia, biografia, saggio – tutto, su Arturo e Zoe e il loro creatore, Ernie Bushmiller

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Chi si ricorda ancora di Arturo e Zoe (Sluggo e Nancy in originale) e del loro creatore, Ernie Bushmiller? Nel 1944, a dieci anni dalla prima pubblicazione, la striscia era distribuita in più di trecento quotidiani e Bushmiller guadagnava 350 dollari a settimana, sette volte tanto lo stipendio americano dell’epoca.

Bill Griffith, autore iconoclasta cresciuto nell’underground di Mad e che ha fatto propria la lezione di Crumb pur senza eguagliarla (nei retini, nell’impaginazione, nell’autoreferenzialità), consegna al lettore Three Rocks. L’histoire d’Ernie Bushmiller, l’homme qui créa Nancy. Si tratta di un’opera proteiforme, allo stesso tempo:
– biografia, pur se l’approccio tematico annulla la cronologia e dell’infanzia si sa poco o nulla, come egli stesso ammette;
– saggio, con Griffith (che si rappresenta quale guida di un immaginario Museo Bushmiller) che non esita ad inserire nel racconto non qualche striscia, ma una ventina di tavole esemplificative di quel che considera il periodo migliore;
– fumetto sul fumetto, che ne decortica la tecnica e le finalità (Bushmiller, che partiva dall’ultima vignetta e procedeva a ritroso per spiegarla, utilizzava personaggi e scenari come “unità grafiche” che esploravano tutte le possibilità che il medium gli permetteva, e a lui tutti, da Schultz a Chris Ware, sono debitori);
– e infine meta-fumetto, con Zoe, personaggio feticcio, che entra ed esce dalle vignette come fossero casa sua, perché SONO casa sua.

Opera multipla, Three Rocks (in riferimento alle tre rocce che sintetizzano la scena, allo stesso tempo ambiente e atmosfera) raggiunge vertici impensabili – quasi metafisici, inaspettatamente commoventi – quando alla fine Griffith ritrova Zoe in un ospizio, i capelli ricciuti ora bianchi, in preda ai rimorsi e all’Alzheimer. Ed è allora che la storia si rivela per quello che è: un profondo atto d’amore. Per un fumetto, per il fumetto e per chi lo disegna. Privarsi di una simile lettura, quali che siano i nostri gusti in materia, equivarrebbe a non capire donde viene pure la nostra passione.

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