Dylan Dog n.458 Bis Loscuro messaggero

Dylan Dog n.458 Bis “L’oscuro messaggero”

La recensione del Dylan Dog Bis di Mauro Aragoni, Pasquale Ruju e Antonio Marinetti

/
1 min read
Valutazione 6 su 10

Doppio esordio questo mese per Dylan Dog.
Dopo – evidentemente – il successo del Bis estivo, ecco che L’indagatore dell’Incubo presenta il suo nuovo Bis di novembre. È questa inoltre anche la prima storia sulla testata del giovane regista Mauro Aragoni che (coadiuvato da Pasquale Ruju) inaugura questa sorta di “speciale Halloween”.

Aragoni, già regista della serie Paramount That Dirty Black Bag, passa così dalla borsa nera di Arthur McCoy alla scatola nera di Dylan Dog e, nel farlo, conserva l’idea della vendetta ma ci aggiunge tutte quelle sfumature di horror e splatter care a Dylan.

Un ritorno all’horror puro, con una storia di fantasmi e omicidi e un Dylan Dog centrale ed efficacemente dedito all’indagine. Un lavoro pulito e onesto, senza alcuno scossone, che non sorprende ma non fa storcere il naso. Un racconto lineare, eccessivamente pedante e didascalico in molti passaggi, ma comunque impreziosito da un finale furbetto.

Un Dylan Dog che manca di freschezza, con una scorrevolezza un po’ appesantita da una reiterata tendenza a dover sempre spiegare tutto, ma efficacemente valorizzato dalle forti tinte horror del tratto barocco di Antonio Marinetti.

L’artista infatti, ancora una volta, surclassa col suo tratto carico e le sue inquadrature ardite la sceneggiatura.

La storia di questo Bis sarà comunque facilmente dimenticabile, ma almeno lo stile intenso e a tratti disturbante di Marinetti permettono all’albo di raggiungere la sufficienza. Le sue proporzioni aleatorie, le scelte di regia e l’horror vacui della sua costruzione della tavola conferiscono alla storia un’atmosfera orrorifica abbastanza efficace da permettere al lettore di completare la lettura, se non sodisfatto, almeno non deluso.

VOTO
0

Ultimi Articoli Blog