Lucca C&G 2022 – Nagabe

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Tra i più giovani ospiti internazionali dell’edizione 2022, il ventinovenne Nagabe (pseudonimo dietro cui cela gelosamente i suoi dati anagrafici), è stato protagonista di diversi incontri da lui affrontati con un mix di modestia ed entusiasmo che hanno conquistato il pubblico.

Cover del volume 7

Noi abbiamo partecipato allo ShowCase (nelle foto) ed all’incontro aperto al pubblico Manga from the Other Side (chiaro omaggio alla sua opera più nota: Girl from the Other Side, pubblicato in Italia da J-Pop), che è diventato un acceso botta e risposta fin dall’inizio.

La prima domanda che arriva dagli intervistatori è sulla sensibilità con cui riesce a raccontare persone, entità, che appartengono a mondi enormemente distanti ed in conflitto.
Per lui si tratta del punto cruciale della sua narrazione: continuamente esplora e cerca di immaginarsi come persone di mondi diversi possano imparare ad essere gentili reciprocamente. Questo messaggio è talmente centrale che anche nello showcase, quando come ultima domanda gli chiedono cosa vorrebbe comunicare con la sua opera, la risposta è: “la gentilezza”.

Dalla sostanza si passa immediatamente alla forma ed arriva la prima lode alla perizia con cui disegna questi esseri che sono inquietanti animali antropomorfi, tra cui il protagonista e la sua testa di capra e le corna dettagliatissime.
Si tocca evidentemente un altro punto dell’autore che si illumina e sorride. Gli animali, dice, gli appaiono belli e, soprattutto, per lui è bello disegnarli per l’impegno che richiede, per quanto sono complicati ed interessanti. E tra tutti gli animali le capre sono per lui la specie più interessante, con le loro corna particolari e finemente intricate.

Antropomorfo quasi demoniaco nell’aspetto il protagonista, bambina innocente e luminosa la protagonista, come è riuscito a renderla così brillante?
Nagabe innanzitutto ringrazia i libri illustrati per l’ispirazione che gli hanno dato, soprattutto per il fatto di riuscire ad essere così rilassanti e rasserenanti. Poi chiaramente per lui allegria e solarità è una caratteristica innata dei bambini e lui si dice affascinato da come riescano a condizionare tutti coloro che hanno intorno quando la esprimono.
“Ho pensato che se fossi riuscito a rendere tutto ciò, avrei vinto!” dice.

La luminosità della protagonista emerge ancora di più, per contrasto, dal buio fitto in cui l’autore perennemente la disegna, a partire dal protagonista nero come la notte. A Nagabe viene chiesto di raccontare cosa è il buio per lui. La risposta è quasi ovvia, visto che sta nelle sue tavole: il buio è quella cosa che non si può separare dalla luce. Buio e luce si compensano. Si compensano nelle sue storie e si compensano nel disegno. Sorprende piuttosto la deriva che chiude la risposta, quando Nagabe riprende la parola e dice che questo è vero per le relazioni che racconta: anche le storie romantiche sono storie di compensazione.
Questa considerazione incita la domanda successiva: come l’autore pensa che funzionino le coppie. La risposta: “Domanda difficile. Io sono single!” fa esplodere la risata del pubblico.

L’autore si prepara allo showcase. Stupisce la quantità ridotta di strumenti che usa d’abitudine

Superato il siparietto comico, anche liberatorio nel momento in cui normalmente gli autori giapponesi sono notoriamente restii a portare il discorso su argomenti personali, si esplora il Nagabe autore e professionista. Viene notato che il suo rapporto con l’industria editoriale giapponese, con la sua voracità ed i suoi ritmi notoriamente massacranti, sembra essere stranamente sereno.
L’autore ammette che in realtà non è esattamente sempre rose e fiori: disegnare manga resta un’attività molto difficile e spesso estenuante. Durante un periodo di consegne si accorge di non riuscire a dormire o mangiare abbastanza ed a volte questi periodi si accavallano in maniera nociva.

Privilegia tratto a china o pennarello e pochi, economici, retini

In questi momenti, dice, l’importante è avere qualcosa che ti dia un bilanciamento interiore. Lui, ad esempio, dopo aver disegnato… si rilassa disegnando (NdR: neanche tanto sorprendentemente, nei loro incontri Chris Ware, John Romita Jr. e Leo Ortolani hanno fatto trasparire la stessa cosa).
Anche quando più avanti gli verrà chiesto se ha mai avuto pensieri di rinuncia, questa considerazione verrà ribadita.

Come detto, l’attenzione del pubblico partecipante alla conferenza è ormai spostata sulla vita dell’autore, che musica ascolta, come vive il suo successo e, domanda evidentemente incitata dalla sua ammessa ammirazione per gli animali, che rapporti ha con la comunità kemono (grossolanamente potremmo tradurre con l’anglofono Furry: i fruitori di opere a tema antropomorfo che vanno dai disegni e fumetti fino al cosplay o all’erotismo).
Nagabe cortesemente e rapidamente risponde che non è un ascoltatore attento, ascolta la musica che passa al momento – J-Pop o colonne sonore dei videogiochi – il successo internazionale lo entusiasma e non si aspettava così tanto affetto dai fan italiani e, no, non ha particolari conoscenze della comunità kemono: gli piace disegnare animali ed esseri antropomorfi e segue artisti on-line su Pixiv (noto aggregatore online di artisti e disegnatori) che fanno lo stesso.

Sui manga che legge è meno laconico: legge molto e soprattutto molti spokon (manga sportivi) come Haikyuu Captain Tsubasa. Gli serve, dice, anche per ricordare cosa fa.
Si passa poi alle fonti di ispirazione per la sua particolarissima narrativa e non sorprende scoprire che il mix di fiabesco, grottesco e quasi orrorifico affonda nelle sue radici nelle fiabe dei Fratelli Grimm ed in quelle della raccolta di Mamma Oca, che, racconterà poco più avanti rispondendo rapidamente sulla sua infanzia, in realtà ha scoperto da adulto. Da ragazzino, racconterà, era il classico discolo con la testa rasata che preferiva correre dietro ad un pallone invece che leggere.
Anche per questo per lui essere in Italia, ed in particolare in una città storica come Lucca è un’esperienza straordinaria: ama infatti le città antiche e le suggestioni fiabesche che trasmettono.

In chiusura l’autore prende la parola e ci tiene a ringraziare i lettori ed incoraggiarli con la cortesia tipica giapponese a continuare a leggerlo, “per favore”.
Conclude: “spero che ci divertiremo insieme in questi giorni”.

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