Dampyr Color. La Cineteca del mistero

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Siamo al secondo numero della collana Color che Dampyr ha inaugurato lo scorso anno col volume “La biblioteca dell’orrore”. Se, come visto nel nostro precedente articolo, la prima occasione era stata propizia per omaggiare e raccontare quegli autori letterari che Mauro Boselli, nel corso di oltre vent’anni, ha citato e, in alcuni casi, reso protagonisti delle sue avventure, in questa seconda uscita è il turno del mondo cinematografico.

I riferimenti cinematografici in Dampyr ci sono sempre stati anche se sicuramente meno sfruttati ed approfonditi di quelli letterari. Esemplare a tal proposito la figura del Maestro della Notte Alexis Musuraka introdotto sin da subito nell’universo dampyriano (​​Dampyr n. 18, Lo schermo demoniaco) ma altrettanto velocemente fatto sparire.

Bisognerà aspettare il Dampyr n. 204 Bloodywood per riprendere in maniera decisa il filone cinematografico grazie all’ingresso in scena del Maestro della Notte Graf von Henzig.
Il nobile vampiro praghese, amico del compianto Musuraka, è ancora oggi attivo ed impegnato in capricciose macchinazioni ai danni di Harlan & Co. ed è, a giusto merito, il deus ex machina di questo albo speciale.

Nel prologo dell’albo Henzig si insinua, ancora una volta, nei sogni di Ljuba dando il via alle ricerche di Harlan ed alle storie di questo secondo Dampyr Color.

Caduto dalla Luna, regia di Georges Méliès

Era quasi scontato, se non doveroso, cominciare con l’omaggio al regista ed illusionista francese Georges Méliès. Boselli e Paolo Barbieri realizzano una storia onirica e delicata, tra fantasia e sogno, in puro stile Méliès. Complice il tratto tenue e delicato di Barbieri, le atmosfere del racconto hanno poco horror e molta magia. Il disegnatore, con i suoi acquerelli, dona colore al cinema fantastico e fantascientifico di Méliès dando forma ad una storia piacevole che ricostruisce bene quella che è stata la carriera del regista, anche se solo con una breve carrellata.

Doppelgänger con Paul Wegener

Di tutt’altro respiro il racconto disegnato da Fabrizio Longo e dedicato all’attore tedesco divenuto immortale (in senso artistico) per la sua interpretazione del film muto Der Golem: Paul Wegener.
La storia, ambientata nella Praga occupata dai nazisti, è un omaggio sia all’attore sia all’uomo. Nella notte buia e ambigua del racconto, Boselli ripercorre la carriera dell’attore con numerosi riferimenti e citazioni e ne mostra, con l’aiuto di Nikolaus, la missione di protettore degli ebrei perseguitati dal regime. Criptica e complessa nella presentazione dell’artista, la vicenda prende respiro e compimento sul finale grazie anche all’incontro con Nikolaus ed al dialogo di questi con Paul.

Incubo di Natale di Ed Wood

La storia di Giorgio Giusfredi e Michele Cropera è dedicata ad Edward Davis Wood Jr.
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico americano oggi raccontato come “il peggior regista di tutti i tempi” e già omaggiato da Tim Burton nell’omonimo film del 1994 con Johnny Depp.
Un surreale e disturbante viaggio nella mente dell’artista per ripercorrerne follie e fallimenti. Un racconto a metà strada tra Buzzati e Bukowski che, sfruttando la cifra decisamente sopra le righe cara al regista, riesce ad evocarne bene deliri e allucinazioni. Tra golfini rosa, evirazioni e Bela Lugosi, il racconto ripercorre una carriera ed una vita folle la cui fine sarà opera dello stesso von Henzig.

Vampira con Jeanne Roques

L’ultimo racconto, di Mauro Boselli e Alessio Fortunato, è un curato affresco bohémien dedicato a Musidora, la sexy e poliedrica artista francese protagonista de Les Vampires.
Tutto il racconto vive del binomio Henzig/Boselli: il Maestro della Notte, come lo sceneggiatore, è vittima del fascino della bella artista parigina. Tutta la storia, come la vicenda che la mette in moto, è creata ad arte con il solo scopo di conoscere/omaggiare l’affascinante artista in quella che è una palese incoronazione di Jeanne Roques a Musa del cinema vampiresco a parere del cinéphiles Boselli.

Contenuti extra: Dark Pinocchio

Per quanto, come sempre quando Boselli esplica le sue fonti, l’albo sia affascinante ed interessante, sono rari i picchi degni di nota (e di orrore, ma questo cambio di direzione lo si era già intuito dal titolo). Ne è una eccezione forse, per tono e resa grafica, la vicenda di Ed Wood. Il resto delle storie, seppur piacevoli come detto, non riescono ad andare oltre l’omaggio all’artista a cui sono dedicate.

Ci riesce invece questo Dark Pinocchio. Qui ritroviamo i personaggi e gli incubi di Musuraka a cui Giusfredi riesce a regalare un nuovo tono, amaro e malinconico. La storia di Collodi rivive e acquista una nuova chiave di lettura. Se Musuraka l’aveva resa un orrore senza pace, Giusfredi, con la collaborazione di Alberto Dal Lago, Simone Delladio e Alessia Pastorello, la riconsegna alla speranza, all’amore ed alla pace.

Cominciai a correre. Finché i muscoli non mi bruciarono e le vene non pomparono acido da batteria. Poi continuai a correre.

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