dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

L'incubo del disegnatore.

Dylan Dog G7B “L'incubo dell'indagatore”

pubblicato
31.12.1998
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Soggetto4/7
Sceneggiatura4/7
Disegni6/7
globale68%
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Testi

C'era una volta un disegnatore, che si era stancato degli indagatori e di tutti i loro incubi e, dopo ben 41 copertine della serie regolare e altre 3 degli speciali, aveva gettato la spugna. Salito sul suo cavallo, si era messo a galoppare per le sconfinate praterie, finalmente al fianco di una vera leggenda, quel Tex che proprio oggi compie cinquant'anni di ininterrotti successi editoriali. Oggi, quel disegnatore è diventato molto famoso e il suo stesso nome è ormai una leggenda ... in tutto il west. :-)

Bè, bisogna ammetterlo, a Sclavi serviva probabilmente un pretesto per distogliere per un attimo il bravo Claudio Villa dal ranger e dai suoi pards e coinvolgerlo direttamente nel suo personaggio, occasione anelata dai fan dell'indagatore dell'incubo fin dal lontano 1986, ma finora, purtroppo, sempre disattesa.

E quale migliore occasione di una storia breve (anzi brevissima, l'impegno con Tex ha sempre la priorità) che da sola costituisca una mega-citazione visiva di tutte le copertine che lo stesso Villa ha realizzato per la serie? Nessuna, ecco allora nascere questo "Incubo dell'indagatore" (in origine avrebbe dovuto chiamarsi "La fine dell'incubo") disegnato da Villa nelle pause della lavorazione della storia evento di Tex che vedrà il ritorno di Mefisto.

In sole 16 pagine, Sclavi ha infilato tutte, ma proprio tutte, le situazioni che permettessero a Villa di autocitare le sue cover di Dylan Dog, costruendo un curioso mosaico fatto di ricordi che tuttavia ci riserva anche qualche sorpresa.

Disegni

Un Villa ai limiti del virtuosismo che supera senza difficoltà l'impresa di cucire assieme praticamente tutte le inquadrature caratteristiche delle sue copertine, pur preservando la continuità della lettura.

Ma malgrado la provata abilità è proprio il suo Dylan a non convincere appieno. Probabilmente a causa della ormai scarsa frequentazione con il personaggio, ne tradisce la fisionomia di vignetta in vignetta, alternando ritratti grotteschi ad altri meglio riusciti.

D'accordo che il "reuccio del fumetto italiano" nutra una ormai insanabile passione per Claudione "Anima mia" Baglioni, ma da qui a ritrarlo ancora nelle vesti di Dylan Dog (dopo il celebrativo "Le vie dei colori" apparso sul numero 10 del mensile Tutto dell'ottobre 1996) ce ne dovrebbe passare. E invece è proprio quello che accade in questo episodio. Date un'occhiata ai due disegni qui sotto (il primo tratto dalla seconda vignetta di pag.104 ed il secondo dalla copertina del DD n.4): dal 1986 ad oggi Dylan sembra passato per le mani di un discutibile chirurgo plastico. :-)

Globale

Niente più che un piccolo omaggio, scritto soprattutto per rendere giustizia al talento di Villa, che malgrado sia stato il creatore grafico del personaggio, non ha poi mai avuto l'occasione di disegnarne nessuna storia.

E per i nostalgici dei primi, ormai mitici numeri della serie, una maniera per rinfrescare ricordi forse ormai sopiti.

FG
Fabrizio Galleranitutti i suoi articoli