Il Castello delle Stelle 1

Il Castello delle Stelle e la fantascienza ucronica di Alex Alice

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La pubblicazione – lo scorso novembre – di Da Marte a Parigi, terzo volume cartonato che l’etichetta Oscar Ink della Mondadori ha dedicato alla serie francese di fantascienza Il Castello delle Stelle, ci permette di soffermarci brevemente sulle avventure ideate e realizzate interamente da Alex Alice (il disegnatore del Terzo Testamento) per la casa editrice d’oltralpe Rue de Sèvres, a partire dal 2014.

Alex Alice amalgama le influenze narrative di fine ‘800, primo fra tutti Jules Verne, con la corrente letteraria dello Steampunk e i capolavori del regista giapponese di animazione Hayao Miyazaki. Partendo dagli intrighi dietro l’unificazione della Germania, con l’egemonia della Prussia sulla Baviera (governata dal principe illuminato Ludovico II), l’autore costruisce un’ucronia, un passato alternativo in cui la conquista dello spazio avviene un secolo prima di quanto sia avvenuto in realtà. Al centro della vicenda il giovane Séraphin Dulac che, orfano di madre, decide di affiancare il padre nelle sue ricerche dell’etere luminifero, la misteriosa forza che permette agli avveniristici veicoli costruiti dall’uomo di spostarsi nello spazio e, nel primo capitolo 1868. La Conquista dello Spazio, di approdare sulla Luna.

Vol.1 pag. 70: si parte!

Nel volume successivo (ogni cartonato raccoglie due albi usciti in Francia), I Cavalieri di Marte,  l’umanità giunge sul Pianeta Rosso, dove – tra mille insidie e meraviglie – non trova di meglio che sottomettere l’ingenua popolazione locale, nonostante sia dotata di grandi poteri telepatici. Gli effetti di tale conquista si hanno appunto nel terzo volume, con i tentativi dell’indomito Séraphin di liberare l’affascinante principessa marziana prigioniera degli infidi Prussiani, mentre  si prepara la conquista del pianeta Venere.

Il primo aspetto che colpisce durante la lettura di questa storia, adatta a tutte l’età, è la qualità dei disegni acquarellati: Alice, potendo dedicarsi ad un progetto tutto suo (coadiuvato alle prospettive, veramente mirabolanti, da Ermeline Janicot-Tixier e Johan Chaintrier), dedica alle tavole una cura encomiabile. Il risultato è la realizzazione di una storia affascinante, con l’alternarsi di scene d’azione – condite da tagli e inquadrature spericolate – e di momenti più introspettivi, dove la caratterizzazione dei personaggi emerge in maniera approfondita, non trascurando l’aspetto umoristico. Alice si diverte ad inventare mondi sconosciuti, come le lande marziane del secondo volume, ma anche ad illustrare l’Esposizione Interplanetaria del terzo volume; dal punto di vista tecnologico, le avventure sono plausibili con le conoscenze e le credenze di fine ‘800.

Vol.2, I Cavalieri di Marte, pag.94

Gli intrighi fanta-politici, che celano appena la realtà storica con l’inizio delle vicende nel 1868, poco prima della guerra franco-prussiana (momento in cui si diverge dalla storia  ufficiale), si legano anche allo sviluppo delle relazioni tra i personaggi. Alex Alice disegna bene, ma scrive anche meglio e caratterizza compiutamente i vari personaggi, dotandoli di motivazioni e di un solido retroterra. Questo a partire da Séraphin, il protagonista indiscusso, che in un vero e proprio percorso di crescita personale riesce – grazie alla sua ingegnosità e al suo coraggio – ad affrontare vicende letteralmente incredibili. Il motore della vicenda è inizialmente la sua ricerca del diario della madre, persasi nello spazio alla ricerca del fantomatico etere: le motivazioni del giovane Séraphin cambiano poi di volta in volta, consentendogli di dimostrare tutta la sua umanità, ad esempio quando prende le difese delle popolazioni marziane, conquistate dagli implacabili Prussiani.

Ad affiancarlo nelle sue peripezie un cast di personaggi composito, tra cui è doveroso segnalare due fratelli: Hans (personaggio che sembra uscire da Porco Rosso) e la tenace Sophie, per cui Séraphin coltiva un sentimento ancora tutto da svelare. Notevoli poi la caratterizzazione di Ludwig II – il sovrano bavarese, un vero e proprio personaggio verniano immerso nei suoi sogni di conoscenza – e della principessa marziana, ammantata di nobiltà, con cui affronta le tragedie che l’arrivo degli umani sul suo pianeta comportano. Perfino i personaggi decisamente negativi, come il ciambellano bavarese Von Gudden, traditore e spia, acquistano tridimensionalità nello sviluppo narrativo.

Vol.3, Da Marte a Parigi, pag.116

Oltre agli aspetti di protofantascienza, o meglio di retrofuturismo, sono evidenti altre tematiche di fondo: per il protagonista Séraphin si tratta di un vero e proprio romanzo di formazione, con la ricerca della madre scomparsa nello spazio e poi del padre scienziato, con cui si scontrerà nell’ultimo capitolo. Alice si diverte ad inventare mondi lontani, ma allo stesso tempo si sofferma su cosa significhi quell’incontro per la nostra civiltà e quali sono gli effetti per le culture che vengono invase, poste di fronte agli aneliti di conquista della razza umana.

In bilico costantemente tra Storia e Fantascienza, Alice utilizza anche i personaggi autorevoli del tempo: oltre a Ludwig ecco apparire l’Imperatrice d’Austria, Bismark, Napoleone III, immersi in avvenimenti che mantengono la loro verosimiglianza come, ad esempio, l’Esposizione Interplanetaria di Parigi, del tutto plausibile.

In Francia queste storie sono state un successo di critica  e di vendite, tanto da essersi guadagnate un proseguimento con Le Chimères de Venus da parte di Alain Ayroles e Etienne Jung, che ci si augura possano essere tradotte anche in Italia. Bene ha fatto Mondadori a dedicare alla serie Castello delle Stelle volumi sontuosi, lasciando spazio a molti extra, con appendici finali dedicate ai dettagli tecnici dell’universo narrativo immaginato da Alice e agli studi dei personaggi e delle ambientazioni. Si tratta di pubblicazioni che spiccano all’interno del catalogo a fumetti della casa editrice: ci auguriamo che possano raccogliere anche in Italia il meritato successo.

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