dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Lobotomia per tutti!

Dylan Dog n.176 “Il "progetto"”

pubblicato
14.06.2001
lettura
1 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura5/7
Disegni5/7
globale63%

Disegni

L'inquietudine ci attanaglia, perchè una volta c'era un autore che disegnava per Dylan Dog, e si chiamava Giampiero Casertano, ma noi lo conoscevamo bene, e non disegnava così. Ma oggi questo autore ci sembra strano, ci sembra cambiato, come se... non fosse più lui! Una esagerata immedesimazione nella storia o una scelta definitiva? Facezie a parte, a Casertano va dato atto di aver intrapreso la rischiosa via della mutazione, ed è sempre lodevole vedere un autore più che mai affermato mettersi in discussione e imboccare nuovi sentieri artistici. Sia chiaro: la perfezione del tratto non è in discussione, ma lo stile più caricaturale (molto vicino a Bacilieri), scolpito di bianchi e neri molto netti seppur tracciati da morbide pennellate, non incontra completamente i nostri gusti.

Grandissima prova, invece, la sequenza onirica in mezza tinta (da pag.89 a pag.92), di cui vediamo un estratto qui sotto. Peccato che la sequenza sia un po' troppo avulsa dal resto dell'albo per acquistare efficacia anche narrativamente oltre che graficamente.

Attendiamo con curiosità il prossimo albo di Casertano, per scoprire quale essere sguscerà fuori da questo baccellone extralusso! ;-)

Globale

Un buon albo, con dei guizzi notevoli, ma il guru della sceneggiatura Sclavi dimostra ancora una volta di non avere molta voglia di mettersi a congegnare trame anche vagamente diverse e "nuove" rispetto alle sue solite.
Il titolo con le virgolette personalmente ci orripila.
Neanche gli alieni della copertina suscitano grande interesse, dal momento che vengono rappresentati secondo l'iconografia più stereotipata dell'Universo Conosciuto.

Per chiudere facciamo solo notare che l'idea del chip di manipolazione della mente Sclavi la utilizzò anche nel lontano settembre 1988, nell'albo di Zagor gigante n. 278, tassello essenziale della saga "Incubi", in cui Zagor stesso subisce lungamente l'influsso di un microcomputer piantato nella fronte.

Emanuele De Sandretutti i suoi articoli