Disegni
Quest'albo è uscito in contemporanea al Dylandogone n. 9, e riteniamo che la differenza dell'operato di Freghieri da un albo all'altro sia nettamente percepibile. "Possessione diabolica" è indubbiamente un gradino sotto, soprattutto per la resa delle atmosfere che sono il punto di forza del tratto "freghieriano". Spesso il tratteggio con cui viene dissolta e rarefatta la presenza del diavolo appare tirato via, così come molti volti qua e là nell'albo. Infatti il diavolo c'è ma si "sente" poco, anche graficamente: non solo cioè la presenza del demonio è centellinata a livello di sceneggiatura, ma anche la sua resa grafica è piuttosto sobria e scarsamente accattivante.
Globale
Gradito ritorno sulle pagine di Dylan Dog di Chiaverotti, serie per la quale il babbo di Brendon ha certamente dato il meglio di sè. Globalmente l'albo si rivela godibile, anche se una parte del merito va forse ascritta alle cadute di tono della serie, causata dalle storie apparse nei mesi precedenti, che non hanno registrato un eccesso di consenso tra i lettori, almeno a leggere i commenti telematici. Unitamente alla fluidità di lettura e a un sano ritorno all'antico, l'albo è impreziosito da una copertina bellissima: non ricordiamo che Stano abbia mai disegnato un demone così maligno e insano, almeno sulle copertine del sempre basito indagatore dell'incubo.





