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Soggetto · 6/7 — Mauro Marcheselli
Il fascino della storia è scontato: l' "ora ti racconto come sono andate le cose" fa sempre un suo bell'effetto. In più Marcheselli è molto coerente con il "futuro" Dylan e da' una sfumatura giovanile ai personaggi secondari davvero di classe (imperdibile il "giovane" Bloch). Nonostante la trama sia basata sull'oramai inflazionata IRA, il punto di vista scelto non la rende troppo pesante.
Sceneggiatura · 6/7 — Tiziano Sclavi
Davvero belli e scorrevoli i dialoghi, scritti con solita maestria dal solito Tiziano. Carina la caratterizzazione di Lillie, la protagonista femminile, che quando si altera strappa più di un sorriso per gli insulti strani ed "educati" che rivolge all'interdetto Dylan.
Una citazione a pag.26 per il film "Nel nome del padre": il presunto terrorista che si scaglia dalla finestra del pub è l'attore è Daniel Day Lewis.
Disegni · 6/7 — Bruno Brindisi
E qui sono certo di attirarmi le ire dei puristi dylandoghiani: le tavole a colori sono bellissime! Molto bravo Brindisi nel lifting operato sui personaggi, visto che la storia si svolge parecchi anni prima dell'odierno presente di Dylan Dog.
Copertina · 2/3 — Angelo Stano
Beh, Dylan davanti l'altare fa sensazione e il tratto di Stano questa volta si addice all'occasione. Sfondo bianco nunziale come d'obbligo.
3/3
Sicuramente una storia degna di un anniversario.




