Becco Giallo Edizioni, in questi anni, ci ha deliziato con fumetti che sono diventati – nel tempo – pietre preziose incastonate nelle nostre menti: fumetti con temi sociali, biografie, memorie e tante amenità che hanno lasciato sempre un segno indelebile.
Pubblicare poi un fumetto con un nome così difficile da pronunciare per la nostra lingua è una scelta molto forte, che scaccia via il concetto stesso di “marketing”, qualora qualcuno lo volesse consigliare tramite passaparola ma non ricordando il titolo.
Tale nome, potremmo anche non rammentarlo, ma rientra a tutti gli effetti nella storia della poesia polacca (e oserei dire anche oltre), solcando la vita del ‘900 attraverso la sua produzione.
Parliamo appunto di Wisława Szymborska, poetessa, saggista, traduttrice e vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, nata a Prowent (attualmente parte di Kórnik nella Polonia centro-occidentale) nel 1923.
Così, Alice Milani (classe 1986), diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Torino, ci regala un piccolo ma prezioso spaccato della vita della poetessa – bello e sperimentale omaggio a una grande donna.
La fumettista adotta uno stile grafico delicato, caratterizzato da linee morbide e una palette di colori tenui, che riflettono l’atmosfera intima e riflessiva della vita di Szymborska. Le tavole alternano momenti della vita quotidiana della poetessa a scene oniriche che evocano la sua poesia, creando un intreccio visivo e narrativo affascinante.
Ciò che contraddistingue il tratto di Milani è la forte e visionaria sperimentazione del tratto che utilizza. L’uso del collage è molto interessante ed è l’elemento distintivo dal punto di vista grafico: emerge non solo per la sua funzione pratica (pezzetti di carta ritagliata) ma per la profondità che riesce a crearsi nella mescolanza delle “visioni”. Naturalmente l’uso di questa tecnica non è fine a sé stessa ma evidenzia con forza l’espressività del disegno e del colore che Alice imprime con la sua gestualità.
La narrazione non segue un rigido ordine cronologico, ma piuttosto si sviluppa attraverso flashback e riflessioni, permettendo al lettore di entrare in contatto con la complessità emotiva e intellettuale della poetessa.
Il fumetto esplora così vari aspetti della vita di Szymborska: dalla sua infanzia durante la Seconda Guerra Mondiale, passando per gli anni del comunismo in Polonia, fino alla sua tarda maturità. Alice Milani riesce a trasmettere l’ironia e la saggezza della poetessa, così come il suo sguardo acuto e spesso disincantato sulla realtà.
Il lavoro di Milani è particolarmente efficace nel rendere visibili i temi cari alla Szymborska, come ad esempio la fugacità della vita, l’importanza delle piccole cose e l’interrogativo esistenziale.
Questo fumetto rappresenta una lettura consigliata per chiunque fosse interessato alla vita di Wisława Szymborska, alla sua poesia o, semplicemente, a un racconto biografico ben realizzato e artisticamente pregevole.
Non di meno, il sottotitolo dell’opera è abbastanza eloquente: Si dà il caso che io sia qui. Una forma di linguaggio semplice, ma nella sua essenza rappresenta la contemporaneità non solo del fumetto in sé, bensì – e soprattutto – della poesia di Szymborska. Una presenza che chiaramente non è più fisica, ma diviene corpo nelle migliaia di persone che leggono i suoi versi, quasi a creare una pluralità di linguaggi e segni. Ecco, la bellezza di questo fumetto sta proprio nell’inconsapevolezza di essere un “oggetto” che crea contaminazioni, rendendosi così utile al fine di uno scopo. La poetessa è qui, la fumettista è qui: noi siamo parte del processo.
Questo biopic diventa un fumetto graffiante nella forma e nella struttura ma al contempo delicato nei contenuti e nelle cromie. Una dicotomia voluta e consapevole.
“Il mio vestito è semplice, le scarpe un po’ consumate, ma io sono felice,
oggi mi sposo con Adam. Festeggeremo assieme ai nostri amici,
con un caffè o un piccolo brindisi. Abbiamo così pochi soldi, ma non importa.”
