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I 2006 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato
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uno sguardo dello staff sull'anno passato
I 2008 albi di uBC!
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I 2011 albi di uBC!
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I 2012 albi di uBC!
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Come di consueto, anche quest'anno lo staff di uBC intende offrirvi una panoramica dei migliori albi letti nel 2010, usando come unico criterio di selezione il loro essere inediti, ovvero pubblicati tra gennaio e dicembre.
Il tutto scelto "di pancia", fermandosi solo per un attimo a pensare all'albo più intenso e che più ci ha regalato qualcosa.
Ed ora, come sempre... buona lettura!
L'inchiostro del passato
L'inchiostro del passato, di Bauza / Maël - AureaComix n.7 - 78 pp - 11,00 euro
Sono spesso rimasto stupito di come la cultura giapponese dei samurai affianchi ad una violenza costante, anche il gusto della poesia, della cerimonia del tè, della calligrafia... La ricerca ossessiva della perfezione, è forse un'altra forma del senso del dovere insito in quella cultura. Ma c'è anche il senso del bello a ricordarci che per quanto diversa, è sempre una cultura fatta da uomini. Ed è forse con gusto occidentale che Bauza e Mael dipingono (è il caso di dirlo) questa storia semplice e intimista, sullo scorrere della vita.
Mohitsu Hideo, pur di stirpe samurai, è un calligrafo itinerante, che si guadagna da vivere vendendo (o barattando con quello che gli serve) le sue opere. Ci viene presentato ormai ampiamente maturo, mentre incontra per caso una acerba ragazzina (Atsuko) in cui intravede le potenzialità di una pittrice (ma anche una "sostituta" della figlia morta prematuramente). La convince a lasciare tutto e a dirigersi a Edo da un amico pittore di chiara fama. Il pittore la prenderà come unica apprendista e lei riuscirà a diventare pittrice, ma perdendosi nelle sue debolezze umane proprio quando i suoi maestri sono alla fine.
Il racconto assume toni intimisti ancor più con i silenzi, che con le iniziali riflessioni di Hideo. Ed è qui che è fondamentale l'opera di Maël, tra grandi spazi attraversati nel viaggio continuo che porta l'artista nei vari villaggi, e viceversa primi piani tesi a sottolineare un sentimento (una lacrima, uno sguardo) sottinteso mai completamente spiegato. L'esuberanza giovanile di Atsuko ben bilancia il dignitoso comportamento di Hideo, e questa differenza accompagna il corpo centrale del "romanzo". Il distacco tra i due è fisico ma non spirituale (la corrispondenza è continua) sino a quando circa 17 anni dopo, una Atsuko ormai matura si sta perdendo nelle sue debolezze. Nello spazio di pochi giorni tuttavia, verrà messa di fronte ad una svolta grazie ai suoi maestri: il pittore che muore, una vecchia fiamma di Hideo che la esorta a non avere rimpianti, il ritorno di un ormai vecchio e saggio Hideo che ancora una volta grazie alla calligrafia la aiuta a confrontarsi con se stessa.
Una storia delicata di vita, in cui è centrale il ruolo del disegno a restituirci tutto quello che in un romanzo troverebbe spazio, ma in un fumetto deve restare nel "non detto". Un ottimo esempio di BD per una collana che si preannuncia interessante (ristampe di Dago a parte) e degna erede di "Euramaster Tuttocolore". Marco Migliori
L'orizzonte degli eventi
L'orizzonte degli eventi, Martin Mystère 311, di Paolo Morales e Giancarlo Alessandrini, ottobre 2010, brossurato, 154 pag.b/n, Sergio Bonelli Editore - 4,70 euro
Avrà anche fatto storcere qualche naso per alcune incongruenze scientifiche su cui poggiano le fondamenta della trama e qualche furberia disseminata qua e là (vari ritorni "telefonati"), ma L'orizzonte degli eventi resta una narrazione magistrale, che affascina per intensità e plausibilità psicologica delle situazioni, dolorose e al limite, in cui si trovano i personaggi della serie di Martin Mystère, alle prese con la morte del Detective dell'impossibile ed una fine del mondo tanto inattesa quanto rapida ed inevitabile.
Malgrado queste premesse, non siamo di fronte ad un racconto immaginario, che pure la serie ha proposto diverse volte (tra "Almanacchi del Mistero" e la defunta Zona X), anche se è ovvio che prima della fine dell'albo la situazione normale dovrà essere, in qualche modo, ripristinata.
La scrittura di Paolo Morales bilancia le psicologie dei personaggi orfani di Martin (in particolare Diana, Java, Chris Tower e Sergej Orloff, con quest'ultimo che recita un toccante ricordo dell'ex-nemico al suo funerale), le catastrofi in corso sul pianeta ed anche il turbamento di Martin che, una volta rientrato in scena, si troverà sulle spalle il peso dell'intero mondo. Una scrittura che, come sempre, resta una delle più emotive in casa Bonelli ma senza mai scadere nel banale o retorico.
L'efficacia spettacolare e psicologica dell'episodio è merito anche dei disegni di Giancarlo Alessandrini, papà grafico della serie, particolarmente in sintonia con le atmosfere evocate da questa storia. Cristian Di Clemente
"Cerebus" & "Dance in the Vampire Bund"
Cerebus di Dave Sim - edito da Black Velvet - 512 pp, b/n. - 30,00 euro
Dance in the Vampire Bund di Nozomi Tamaki - edito da Ronin Manga - 224 pp, b/n. - 5,90 euro
Il mio 2010 prometteva di essere completamente dominato da un unico titolo: il Cerebus di Dave Sim, una di quelle opere che hanno di fatto segnato un'epoca e la visione del fumetto. Peccato che, per decisioni dell'editore italiano o personalità "difficile" dell'autore, l'edizione italiana sia stata funestata dalla decisione di iniziare le pubblicazioni con il secondo volume, di fatto rendendolo praticamente incomprensibile per chiunque non abbia avuto la fortuna di leggere il primo volume in lingua originale.
Se non fosse stato, quindi, per l'uscita tra i manga di Dance in the Vampire Bund (leggi la recensione), il 2010 sarebbe rimasto marchiato da questa gioia incompleta. Ci ha pensato invece il manga di Nozomi Tamaki ad agitare le acque, altrimenti decisamente smorte, delle pubblicazioni giapponesi in Italia, con la sua narrazione ispirata, più che al gotico, al barocco più funebre, crudele e scandaloso. Luca Cerutti
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"Il cielo sopra il Louvre" & "Nel cuore di Smog City"
Il cielo sopra il Louvre, di Jean-Claude Carrière e Bernar Yslaire è uscito in italiano nel dicembre del 2010 per la 001 edizioni, e fa parte del progetto che la casa editrice torinese sta dedicando al Museo del Louvre.
Nel cuore di Smog City di Amruta Patil, prima graphic novel indiana ad essere tradotta in Italia a cura dei tipi di Metropoli d'Asia.
Sono tanti i fumetti che sono usciti nel 2010, tra riproposte e uscite nuove, manga, comics, storie d'autore: diversi sono stati i titoli piacevoli, interessanti, avvincenti, curiosi. Scegliere il migliore non è facile, certo si mettono dei paletti di precedenza intorno al fumetto d'autore piuttosto che alle pur piacevolissime storie più d'evasione. Fumetto d'autore, quindi, ma quali storie e tematiche? Quali opere?
Alla fine sono due le storie che rimangono impresse, diversissime l'una dall'altra, lontane chilometri e chilometri e come cultura e come vicenda, insolite, ma imperdibili, per capire dove può andare il fumetto. Conosciamo i manga, conosciamo i manhwa, conosciamo i fumetti made in China, ma finora l'India era una terra ignota per quello che riguarda i fumetti. "Nel cuore di Smog City" di Amruta Patil, storia di amore tra donne in un'India lontanissima dagli stereotipi orientalisti che si sono sviluppati qui in Occidente da Salgari in poi, ma anche dalla visione sociale, buia e moderna, spietata e lirica.
Un modo di raccontare a fumetti con vignette stravolte e nuove, uno stile di disegno a metà strada tra il naive contemporaneo, la vignetta e le miniature dei secoli passati. Femminismo e nuove donne, antiche tradizioni e drammi, società contadine e feudali di colpo diventate protagoniste della modernità: c'è tutto questo, e mille altre cose.
Dalla Francia "Il cielo sopra il Louvre" racconta la vicenda di David, pittore rivoluzionario, che mentre infuria il Terrore rivoluzionario decide di dipingere un ritratto dell'Essere supremo, mentre nasce il museo parigino. Uno stile di disegno e di vignette reale e ideale, con commistione tra disegno e i quadri reali del Louvre, per una vicenda storica e inventata, fantasiosa e implacabile, per rivivere una pagina essenziale della Storia d'Europa. Un fumetto che può piacere a tutti, da consigliare ai fan di Lady Oscar come a chi non fa follie per le vignette parlanti, agli amanti di storia come a chi ama le belle storie raccontate in ogni modo.
"Nel cuore di Smog City" e "Il cielo sopra il Louvre", diversissimi tra di loro, rappresentano però in pieno le grandi possibilità del mezzo fumetto, come magma che si plasma su ogni tipo di tematica e di storia. Due titoli per gli amanti delle belle storie, a fumetti o meno. Elena Romanello
Rat-Man
Rat-Man n.76-81 di Leo Ortolani - collana pubblicata da Panini Comics
Applicando un evidente artificio di moltiplicazione, e tenuta in debito conto l’esiguità di letture di inediti nell'anno da poco trascorso, segnalo con piacere l'ultima, tracimante Esalogia ratmaniana, che ha accompagnato gli appassionati per tutto il 2010 ("Rat-Man Collection nn. 76-81").
A causa di tale diluizione, ulteriormente accentuata dalla bimestralità, solo a una seconda lettura si coglie più distintamente l'organica unitarietà del disegno - probabilmente dispiegabile con ancor maggiore incisività in un numero di albi più contenuto, ma Ortolani ci sta ormai abituando a ritmi narrativi dilatati (con mano sapiente, per carità!).
Una fitta ragnatela di personaggi, allusioni, digressioni, gag (in alcuni casi irresistibili) che delinea una riflessione non priva di malinconia sul ruolo dell'eroe e sul suo destino, oltreché su realtà e sogno, eterno e transeunte, tutte dimensioni quanto mai difficili da afferrare. Né tradisce il comparto grafico, con tavole efficaci ed espressive, puntuali quasi come un orologio svizzero. Insomma: assai godibile, specie se riesperito tutto d’un fiato! Federica Sconza
Concrete - L'umano dilemma
Concrete di Paul Chadwick - edito da Comma 22 - brossurato - 160 pp, b/n. - 15,00 euro
Meritoria opera della casa editrice Comma 22 di Bologna, che pubblica in agili volumi la serie americana "Concrete", realizzata da Paul Chadwick dal 1986. Il presupposto della serie è lineare: a causa di un inesplicabile esperimento alieno, la mente dello scrittore Ron Lithgow si trova imprigionata in un imponente corpo di roccia, antefatto che diventa pretesto per raccontare con uno stile narrativo brillante e coinvolgente la vita quotidiana di questo autentico supereroe post moderno. Fra istanze ecologiche e la passione per l'arte, Concrete non combatte dei super cattivi, ma deve affrontare la sua nuova condizione fisica fra le mestizie della vita metropolitana dell'America odierna.
Nella miniserie "L'umano dilemma", apparsa negli Stati Uniti per la Dark Horse nel 2005-2006, si mescolano le appassionanti vicende personali dei tre protagonisti, Concrete, il suo assistente Larry e la biologa Maureen, che riservano non pochi colpi di scena ad una tematica scottante come il controllo delle nascite, affrontata in maniera profonda e mai scontata probabilmente per la prima volta nei fumetti, lasciando spazio a tutte le possibili prese di posizione sull'argomento.
Le illustrazioni eleganti di Chadwick ben si associano a testi capaci di alternare ironia, drammaticità e momenti estremamente lirici, in una vicenda raccontata con gli stilemi classici deli comics americani, continuity e cliffhanger in primis, ma in cui emerge una realistica e coerente visione dell'esistenza umana. Massimo Cappelli
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Senza Sangue
Senza Sangue - testi di Alessandro Baricco e Tito Faraci, disegni di Francesco Ripoli - Edizioni BD - 17x24 cm, 96 pp, b/n, cartonato - 18,00 euro
Nel mio pur pigro incedere al di fuori del mio usuale parco di titoli in materia di fumetti, il 2010 appena trascorso mi ha regalato un piacevole colpo di coda, che consiste nella lettura della graphic novel "Senza sangue", trasposizione in carne, ossa e vignette dell'omonima opera di Alessandro Baricco, per i testi dell'ubiquo Tito Faraci ed i disegni di Francesco Ripoli (tra le cui opere vale la pena ricordare: "Ilaria Alpi. Il prezzo della libertà" ed "Empatia").
Riprendendo la prefazione di Dario Voltolini, "Senza sangue" è la storia di un'ellissi, intesa come artificio narrativo che suggerisce lo svolgersi di una vicenda solo attraverso richiami indiretti, senza mai raccontarla in maniera esplicita, come un ponte la cui campata diviene intuibile osservando i soli piloni atti a sostenerla.
La piccola Nina, presumibilmente nell'Argentina della prima metà del secolo scorso (come alcuni indizi lasciano supporre) sopravvive al brutale assassinio del fratello e del padre, quest'ultimo un medico accusato di avere condotto esperimenti su cavie umane. Il guscio fatto di buio, innocenza e filastrocche che la avvolge in mezzo al tuonare delle pallottole la salverà anche dall'incendio della sua casa, e la guiderà passo dopo passo, giorno dopo giorno, alla ricerca dei suoi aguzzini, i quali troveranno l'uno dopo l'altro la morte (anch'essa solamente rievocata), fino al confronto-chiave con l'ultimo rimasto, nei riguardi del quale lei sceglierà di rivivere (e far rivivere) l'oramai lontana tragedia attraverso l'offerta di un amplesso apparentemente privo di significazione, ma in realtà contrappasso definitivo, espiazione carnale, senza sangue appunto, di un evento da quel momento meritevole di essere lasciato dietro le spalle.
La penna di Faraci cala il lettore in una narrazione assolutamente scarna e compatta, continuamente in bilico tra il detto ed il non detto, giocata sul linguaggio dei corpi e dei piccoli gesti che, messi insieme, incedono anamorficamente verso quel tessuto impalpabile che prende il nome di "atmosfera" (in maniera non dissimile, pur tenendo conto della diversità del tema e del contesto, da quanto accade nel suo "Infierno!", completamente privo di parole).
La versatilità posta in essere da Faraci non può ovviamente prescindere dalle matite e dai carboncini di Ripoli, capace di trasmettere con garbata crudezza il senso di "sporco" legato ai momenti della vita di Nina, prima con la sua dolcezza di fanciulla rannicchiata sotto gli occhi di un innocente criminale, e dopo nella sua eleganza di donna matura, tanto enigmatica quanto a suo modo sensuale, sotto quegli stessi occhi ormai illanguiditi sotto il peso degli anni e di una coscienza anch'essa violata dal male inferto.
Una lettura che ne richiede una seconda, ma non subito, e soprattutto sfrondata da qualsivoglia pretestuosità da autocoscienza: "Senza sangue" è "solo" il racconto di una vita perpetrato attraverso una trama di segmenti incompiuti di esistenza, perché ..non si può seminare senza prima arare. Prima si deve spaccare la terra. Oscar Tamburis
Indemoniato
Indemoniato di Stefano Disegni - B.C. Dalai Editore - 134 pp, colori - 24,00 euro
"Indemoniato" è la raccolta delle più pungenti ed efficaci strisce di Stefano Disegni, arguto autore che spazia dalla satira politica (sulla rivista "Cuore") alla parodia cinematografica (sul mensile "Ciak").
Ogni striscia è una fedele riproposizione di un qualche italico evento contemporaneo, dai molti conflitti politici tra destra e sinistra alla presenza della Chiesa nel nostro quotidiano, dagli scioperi in fabbrica alla televisione generalista. E non mancano neppure alcune strip dedicate all'uomo qualunque, al cittadino medio che è il vero rappresentante dell'Italia degli anni 2000.
Il risultato è un albo crudelmente reale, che dipinge molte delle verità che ci circondano addolcendole solo in apparenza con uno strumento più "leggero" come il fumetto. Chi ama la satira non può di certo lasciarselo sfuggire! Martina Galea
Macanudo
Macanudo, striscia di Liniers pubblicata in Argentina sul quotidiano "La Nación", raccolta in volumi e portata in Italia da Double Shot.
In giro per la rete
La mia lettura preferita del 2010 è quella di "Macanudo", l'omonima striscia di Liniers, pubblicata in Argentina sul quotidiano "La Nación", raccolta in volumi e portata in Italia da Double Shot. Nel 2010 siamo arrivati al terzo volume, ma altri ne seguiranno. "Macanudo" in Argentina significa fantastico, con entrambi i significati che la parola conserva anche in italiano: quello di eccezionale e quello di legato alla fantasia.
E di fantasia in particolare Liniers ne ha da vendere: rielabora in modo personalissimo contaminazioni fumettistiche (Schultz, Quino, McCay), cinematografiche (Fellini, Chaplin) e artistiche (dada, surrealismo) con un risultato assolutamente adorabile e straniante. Sebbene nella striscia siano presenti alcuni personaggi fissi ricorrenti, lo spazio di manovra è vastissimo e praticamente senza limiti. L'uso del colore, la rottura della gabbia (cosa che in una striscia non è facile!), la disposizione del testo sono tutti al servizio del racconto di storie, di piccoli drammi personali e universali, conditi da una carica surreale e di nonsense che li rende se possibile ancora più drammatici e universali.
Tutto questo nella massima levità e delicatezza, e senza mai cadere nella volgarità: ogni striscia evoca un diverso stato d'animo, un diverso sentimento, e lascia attoniti nella contemplazione della vastità dell'animo umano. Luigi Ferrini



