dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione

Atto I: la "Murpheide"

David Murphy 911 n.1 “Nel peggiore dei casi” · ovvero: cantami o Diva dell'ira (?) di David

pubblicato
23.06.2009
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6 minuti
Copia anastatica dell’originale

"Non so bene cosa mi sia saltato in testa [...] "

Sono queste poche parole a racchiudere l’essenza dell’eroe, sia esso per scelta o per costrizione.L’eroe archetipico, che affronta l’altrettanto archetipica furia degli elementi.

A ben pensarci, in realtà, queste stesse parole legano a doppio filo l’uomo chiamato ad essere eroe, giocando su un sibillino filo di lama. Ibis redibis non, ve lo ricordate? Qual è la "sottile linea rossa" di demarcazione tra la cosa giusta ed un insensato atto di stupidità? Dove finisce la scelta e dove inizia la costrizione? Dove finisce la volontà dell’uomo e origina (se pure esiste) la volontà del destino? La τύχη e la μοίρα, e nel mezzo la ύβρις a fungere da arbitro imparziale.

Temi leggendari, sempiterni, usati ed abusati, per i quali oggi più che mai è necessario elaborare prospettive di analisi sempre più "laterali", ma che comunque non tradiscano l’originale èpos che rende loro vita e significato.

Queste, in breve, le genuine premesse che hanno guidato il lavoro di Recchioni, chiamato ancora una volta all’altare dei cosiddetti "bonellidi", ma passando attraverso un portone tutt’altro che secondario, quello targato Panini Comics, per cimentarsi con un format relativamente inconsueto all’interno del panorama fumettistico italico (le mini-serie), forte dell’ascendenza americana tanto propria della sua cultura e del suo lavoro, quanto vessillo del suo partner editoriale.

David Murphy 911 inizia da qui, e contemporaneamente da molto altro, e da molto lontano.

La grande sfida che si proponeva la Panini, pronta per la prima volta a confrontarsi su un mercato abbastanza nuovo, è stata combattuta a colpi ben assestati di marketing, potendo in particolare contare sul quel fenomeno editoriale che prende il nome di Rat-Man, a cui, qualche mese prima dell’uscita della serie, è stato addirittura affidato il delicato compito di "traino" abbinando una sorta di "numero 0" di DM, ovverossia uno stralcio di quel manuale di sopravvivenza che diventerà uno dei leimotiv della serie stessa.

Nessun prequel vero e proprio, quindi, (a differenza ad esempio di Nathan Never o di Demian) ma un pezzo dell’universo di DM direttamente nelle mani del lettore, al fine di aumentarne le aspettative.

Dall’altro lato, i classici "rumors" che precedono l’uscita di una nuova testata sono stati ampiamente sviluppati e sfruttati dallo stesso Recchioni il quale, confermando la sua puntuale conoscenza del mezzo internet, ha aperto in tempi non sospetti un primo blog dedicato inizialmente ad un non meglio specificato "nuovo progetto", che man mano ha acquisito forma agli occhi dei lettori, con una sapiente opera di centellinazione delle informazioni. Un esempio su tutti è dato proprio da uno dei primissimi post.

Ovviamente l’effetto domino ha portato all’apertura, in concomitanza dell’esordio della serie nelle edicole, di un sito ufficiale, strutturatosi in maniera molto simile a quello di molte serie televisive d’oltreoceano (basti pensare alla possibilità di leggere on-line ogni numero della serie), e quindi abbastanza lontano dall’offrire solo un insieme di servizi "secondari", che presi da soli sarebbero stati di scarso interesse ai fini di un’efficace politica di fruizione dell’intero universo narrativo costruito attorno a David Murphy e alle sue avventure.

Su quest’aspetto in qualche modo innovativo nel proporre un nuovo "personaggio dei fumetti" andrebbe scritto - come spesso si dice - un capitolo a parte, anche e soprattutto per confrontare l’evoluzione delle premesse e della fase lavorativa con il prodotto finale.

Per certi versi è stato come assistere alla trasformazione di quel processo creativo che, se fino ad ora era stato mantenuto al chiuso nell’antro dell’artigiano, con il cliente in attesa fuori la porta (il cosiddetto back office), ora è divenuto addirittura manifestamente ostentato (front office), bombardando lo stesso cliente con ogni singola notizia possibile, apportando di conseguenza nei suoi confronti un profondo mutamento dei meccanismi di percezione del prodotto finale stesso.

“Il lettore assiste ad un repentino cambiamento nella propria percezione e fruizione del processo creativo dell'autore.”

Una macchina da promozione (soprattutto personale) d’indubbio impatto, progredita esponenzialmente nel volgere di un arco di tempo estremamente breve (a conferma tra l’altro della crescente tendenza in ambito informatico a misurare il tempo attraverso il cosiddetto "anno-web", corrispondente a soli 3 mesi dell’anno solare) e ramificatasi in molteplici sottospecie (dai "semplici" blog di autori/disegnatori, a forme di webcomics come Eriadan o Panda, fino ai blog come quello aperto da Medda per parlare della sua nuova mini-serie).

Un doveroso paragone va fatto con quanto accaduto per le serie televisive (ovviamente americane: in Italia si è ancora anni-luce lontani da queste dinamiche comunicative), a cominciare da X-files, che per prima acquisì una nuova componente di visibilità attraverso il proliferare di siti, forum e quant’altro in quella rete che, solo una quindicina di anni fa, mostrava appena un briciolo delle potenzialità che viviamo a tutt’oggi e dalle quali siamo costantemente investiti: basti pensare ad esempio a Lost, che ha sviluppato una vera e propria seconda vita su internet, generando un fenomeno in cui il prodotto principale - quello televisivo - ed il prodotto "di supporto" - quello sul web - sono ormai divenuti propaggini l’uno dell’altro, e lo spettatore ha ormai la necessità di muoversi su entrambe le direzioni al fine di poter usufruire di una visione complessiva sufficientemente particolareggiata. Sulla stessa falsariga si è sviluppata anche la serie televisiva Heroes, di cui la produzione ha curato ogni aspetto, da quello più "classico" del sito web ufficiale, alla serie a fumetti, che integra quanto visto negli episodi, a minisiti dedicati ai singoli personaggi (il sito di Nathan Petrelli, comprensivo di spot per la candidatura, il sito del casinò di Linderman, lo spazio MySpace di Claire, e via dicendo).

" [...] mi è solamente sembrata l’unica cosa giusta da fare"

Torniamo a David, il cui aspetto, il cui carattere ed il cui mondo nascono necessariamente dall’immaginario del suo autore.

Anche da questo punto di vista, il discorso fatto sopra esime chi scrive dall’onere di riportare una certa dose di cronaca, visto che l’intera fase del "work in progress" è stata ampiamente documentata dallo stesso Recchioni, con dovizia di schizzi, tavole, impressioni ed anticipazioni.

Vale quindi più la pena spulciare qualcuno dei suoi post, piuttosto che perdersi nel tentare di riassumere tutta una visione inerente il concepimento di un’opera che si presenta come diretto omaggio ad un ben preciso filone tanto cinematografico, quanto televisivo e (in parte) letterario.

“David appare come l'epigono di un ben preciso filone tanto cinematografico, quanto televisivo e (in parte) letterario.”

David Murphy · il protagonista della nuova serie di Roberto Recchioni · (c) aventi diritto

Nel suo affinare la sua strategia comunicativo-promozionale, Recchioni ha spinto al massimo sul pedale dei riferimenti e delle citazioni (che pure sono alla base del lavoro di ogni autore), facendone un marchio di fabbrica indefinitamente procrastinato, in pratica per sua stessa ammissione al limite del "nerdismo", correndo così il rischio di concedere ad esso un peso eccessivo rispetto ad altri piani della lavorazione: ciò è risaltato molto nella sua prima storia sulla serie regolare di DYD, mentre in DM911 appare leggermente più contenuto, trattandosi di un personaggio suo, quindi privo di più espliciti riferimenti e linee-guida cui attenersi nel processo di scrittura.

Ed ecco allora che David entra in scena!

Continua in "Atto II: Vorrei, potrei, dovrei (fare le cose a metà)"

Oscar Tamburis

Da sempre convinto sostenitore della massima mysteriana "L'importante non è sapere le cose, ma fare finta di averle sempre sapute"

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