dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Mister No e il Sertão

breve viaggio in un ambiente ostile

pubblicato
08.08.2008
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  1. Il Sertão: un territorio ostile
  2. Il Sertão di Mister No: le storie degli anni '70 e '80
  3. Le schede degli episodi ambientati nel Sertão
  4. Il Sertão di Mister No: le storie degli anni '90 e duemila
  5. Gli abitanti del Sertão
  6. Continuità e differenze

Il Sertão: un territorio ostile

"Il Sertão... si chiama così una vastissima regione desertica che occupa buona parte del nord-est brasiliano. E' una terra spoglia, poverissima, travagliata da un clima ostile a ogni forma di vita: durante l'estate la siccità di mesi e il calore stendono una ragnatela di spaccature nel terreno argilloso che è invece pronto a trasformarsi in un mare di fango quando l'arrivo dell'inverno riversa piogge diluviali e gonfia di acque minacciose e spesso straripanti le leggere depressioni dei torrenti. L'immenso territorio, con la sua scarsa vegetazione, è destinato al pascolo delle mandrie e le numerose famiglie che si occupano del bestiame ricevono a malapena il necessario per sopravvivere dai pochi potenti latifondisti che hanno trasformato il Sertão in una serie di possedimenti feudali."

Lo sceneggiatore Guido Nolitta descriveva così, in una delle prime storie di Mister No, il Sertão, parola che deriva probabilmente dal portoghese desertão, grande deserto, una delle ambientazioni che ciclicamente è stata ripresentata nella saga dedicata al pilota statunitense, descritta negli anni da sceneggiatori e disegnatori differenti.

Sono proprio condizioni di vita così estreme a rendere questa parte del Brasile un ambiente adatto alle avventure di Mister No, dato che sono riproposti la maggior parte degli elementi già presenti nella foresta amazzonica. Si tratta di un luogo fisicamente isolato dal resto del Brasile, che costituisce un mondo a parte, dove strutture economiche e sociali sedimentate ed ingiuste impediscono di distinguere appieno il torto e la ragione, il che costringe chi ci abita a costruirsi una morale e un senso della legge differente, con l'adozione di comportamenti che ricercano l'indipendenza e la libertà in maniera violenta. Sono queste le tensioni che Mister No ha dovuto affrontare nelle storie in cui ha visitato il Sertão, affiancando o fronteggiando banditi di incerta collocazione, forze dell'ordine, santoni, milizie paramilitari, studenti idealisti o avventurieri di quasiasi risma, uscendone il più delle volte molto confuso rispetto ad una realtà che non è mai riuscito a comprendere appieno.

Il Sertão di Bignotti · Mister No n.3, pag.60, disegni di Franco Bignotti · (c) 1975 Sergio Bonelli Editore

Il Sertão di Mister No: le storie degli anni '70 e '80

La prima storia nei n.3-5 ("L'ultimo cangaçeiro"), uscita nel 1975, rappresenta nello stesso tempo la prima avventura lunga, la prima al'esterno dall'Amazzonia, e la prima in cui emerge in maniera compiuta il carattere di bastian contrario dello stesso Mister No, pronto a schierarsi dalla parte del "torto", pur di essere in pace con la propria coscienza. In pratica è la storia in cui Nolitta delinea appieno le caratteristiche del suo personaggio, introducendo nel contempo nella collana i cangaceiros, i banditi del Sertão attivi negli anni '20, qui pronti a ritornare in auge per fronteggiare ancora una volta le prepotenze dei latifondisti. Le illustrazioni della storia di Franco Bignotti ci rimandano ad un Sertão rappresentato come una terra dura e ingrata, dove domina la legge del più forte, contro cui l'unica possibilità è ricorrere alla violenza.

Le schede degli episodi ambientati nel Sertão

L'ultimo Cangaceiro
la prima volta nel Sertão

Il Profeta
il ritorno nel Sertão

Il Re del Sertão

lo speciale dedicato ai cangaceiros

Capitan Vendetta
l'almanacco con i cangaceiros

Le notti di Bahia
rivolta nel Sertão

Sangue sul Sertão
l'ultimo speciale

Lo stesso Mister No sembra precipitare in questo baratro, nell'albo finale della vicenda ("La vendetta del gringo"), in cui emerge esclusivamente la figura dell'ignoto soldato semplice che, rendendosi conto delle ingiustizie commesse ai danni dei cangaceiros, decide di far fuggire Mister No e la sua amica Miranda Cordeiro, in una sequenza conclusiva dal sapore agrodolce.

La mancanza di un vero e proprio lieto fine non deve far ritenere che non ci sia all'interno di questa prima avventura una netta separazione tra buoni e cattivi, aspetto che già non è più presente nella vicenda raccontata nei n.116-119 ("Il profeta") del 1985. Nolitta riprende l'ambientazione del Sertão dopo dieci anni dall'esordio della testata, nel momento in cui è maggiormente presente ai testi della serie - dopo una fase in cui si è dedicato a Tex - e oltretutto in un periodo di rinnovamento della collana, con il cambio di copertinista, da Gallieno Ferri a Roberto Diso, con il breve intermezzo di Franco Bignotti nel n.119.

Mister No parla con la testa di Lampião · Speciale Mister No n.3, pag. 143, disegni di Roberto Diso · (c) 1988 Sergio Bonelli editore

Il soggetto di base del "Profeta" rimanda ad un altro pezzo della storia del Brasile, il messianesimo religioso del 1800, qui riproposto in una comunità capeggiata da un santone manovrato da veri e propri guerriglieri sanguinari. Si tratta di una delle storie più crude della serie, merito anche degli efficaci disegni, nuovamente ad opera di Bignotti, in cui Mister No sembra arrendersi di fronte alla cieca violenza di una terra martoriata, e che con la pessimistica conclusione, con l'addio tra Miranda e Mister No mentre sembra affacciarsi sulla scena un nuovo santone, sembra ribadire l'impossibilità di un reale cambiamento nelle condizioni di vita dei più umili.

Si tratta di una vicenda in cui è difficile distinguere fino in fondo tra personaggi positivi e negativi, con Mister No impegnato più che altro a sopravvivere, e che deve la propria salvezza all'intervento, invero molto duro, dell'esercito brasiliano.

Il nostro eroe è ancora più frastornato nella storia seguente, lo speciale n.3 ("Il Re del Sertão", pubblicato nel 1988), in cui Nolitta realizza un piccolo capolavoro dell'assurdo, mettendo in scena una serie di folli individui alla ricerca della testa mummificata di Lampião, capo cangaceiro degli anni '40.

Questa caccia al tesoro, con Mister No in mezzo, diventa un'occasione per riflettere sul movimento ribelle e sulle sue contraddizioni, cui è impossibile venire a capo. Il disegnatore Roberto Diso può illustrare per l'unica volta il desertico Sertão, sbizzarrendosi nelle differenti ambientazioni di questa vicenda itinerante.

Il Sertão di Mister No: le storie degli anni '90 e duemila

La storia dell'Almanacco Avventura del 1994 ("Capitan Vendetta") rappresenta nella serie l'unica incursione di uno degli autori più rappresentativi degli ultimi tempi in casa Bonelli, Mauro Boselli che, coadiuvato dall'eccellente Fabio Civitelli, si diverte a riproporre il tema dei cangaceiros, partendo dalle coordinate nolittiane, per esempio con i riferimenti a "L'ultimo Cangaceiro", e approfondendo la rappresentazione contraddittoria dei banditi brasiliani. Se ne "Il re del Sertão" non si riusciva a capire chi fosse realmente Lampião, il suo aiutante Labareda, protagonista di quest'avventura, è un traditore opportunista, pronto a uccidere il proprio figlio per difendere il proprio ruolo borghese usurpato. In effetti dopo lo Speciale n.3 è impossibile rappresentare il movimento dei cangaceiros in maniera esclusivamente positiva. Il Sertão di quest'avventura è quello isolato dei villaggi, pronti a essere messi a ferro e fuoco dai banditi, in una situazione che rimanda al far west nordamericano.

Con i numeri n.286-287 ("Le notti di Bahia") del 1999 anche l'erede designato di Nolitta, Luigi Mignacco - coadiuvato per l'occasione dal cubano Orestes Suarez e dal suo segno realistico e coinvolgente - si cimenta con una storia ambientata nel Sertão, costruendo una vicenda intricata, fondendo temi anticipati dallo stesso Nolitta, la capoeira, le rivolte popolari e le tentazioni indipendentiste, questa volta di stampo razziale, ispirandosi ad episodi storici del 1700 e recuperando alcuni personaggi, come la mitica Miranda e il simpatico taxista Getulio.

Il Sertão secondo Suarez · Mister No 286, pag.87 · (c) 1999 Sergio Bonelli Editore

Nel recente speciale n.18 ("Sangue sul Sertão"), tocca al curatore dell'ultimo periodo di Mister No, Michele Masiero, l'onore di ambientare nel Sertão un'avventura del pilota americano, insieme ai disegnatori veterani della serie, i fratelli Di Vitto. Masiero riesce nell'impresa di costruire una vicenda differente da quelle che l'hanno preceduta, mettendo in scena una faida familiare tra ricchi fazendeiros, che comunica perfettamente il senso di isolamento e l'impossibilità di sfuggire alla violenza che le difficili condizioni ambientali producono in chi nel Sertão ci abita.

Gli abitanti del Sertão

I personaggi delle varie storie si possono dividere in varie tipologie, che tendono negli anni a ripetersi. La palma del cattivo spetta generalmente al ricco possidente terriero: il colonnello Fonseca della prima storia, il pazzoide Guimarães de "Il Re del Sertão", omonimo del fazendeiro dell'ultimo speciale, e anche l'irresponsabile marito di Miranda, Lincoln Terreiro da Sousa de "Le notti di Bahia", fino a giungere al diabolico Labareda di "Capitan Vendetta".

Miranda Cordeiro ha solitamente il ruolo della fanciulla da salvare, quando non è lei stessa a mettere nei pasticci volontariamente il povero Mister No, sempre molto indulgente di fronte all'avvenenza della giovane. In sua assenza, il suo ruolo è stato ereditato dalla bella Luz nell'Almanacco del '94, mentre di una figura femminile più presente si è sentita la mancanza nell'ultimo speciale.

Anche tra i cangaceiros è possibile individuare delle figure ben distinte: Capitão Corisco e Capitão Vingança ne rappresentano la parte più pura, che si schiera al fianco dei diseredati, mentre Zè Baiano e Azulão, loro rivali nel comando, sembrano aver deciso di aderire alla cangaça esclusivamente per poter soddisfare i propri impulsi ribelli, e la loro figura ha il compito probabilmente di esemplificare le contraddizioni all'interno del movimento.

Capitão Corisco · Mister No n.4 pag.90, disegni di Franco Bignotti · (c) 1975 Sergio Bonelli Editore

Continuità e differenze

Analizzando le storie nel loro complesso si nota come ci sia una certa continuità nelle vicende ambientate nel Sertão: in quasi tutti i soggetti la base di partenza è costituita da avvenimenti storici: i cangaceiros, il messianesimo dell'800, addirittura le rivolte razziali del XVIII secolo, e i vari personaggi tendono come già detto ad interpretare delle "maschere" fisse.

Queste continuità non pregiudicano il fatto che con il trascorrere degli anni la serie progredisca, con trame che si infittiscono progressivamente, e il dato più lampante è forse il fatto che diventa sempre più difficile distinguere tra i personaggi positivi e quelli negativi. Nella prima storia i "cattivi" lo sono quasi a partire dal loro arrivo in scena, ma ben presto questo non accade più, e di questa tendenza l'apice è sicuramente "Il re del Sertão", con la sarabanda di ipotesi sull'eredità morale di Lampião. La stessa vicenda sceneggiata da Mignacco brulica di tradimenti e di personaggi che si rivelano differenti da quello che dicono di essere.

Da sottolineare in conclusione una riflessione: pur trattandosi di una delle ambientazioni presenti dai primi numeri della serie e le cui storie hanno riscosso un certo gradimento tra i lettori, il Sertão in realtà è stato utilizzato pochissimo dai vari sceneggiatori, solo in sei avventure in 33 anni di pubblicazioni, divenendo una location non sfruttata pienamente, con il rammarico del fatto che poteva costituire probabilmente un'alternativa alle consuete storie ambientate nella foresta amazzonica.

Massimo Cappellitutti i suoi articoli