Testi
Tempi duri per Dylan. Come se non bastassero crisi esistenziali (immancabilmente risolte) e scelte - non scelte, ora ci si mette anche una rivale. Giovane, bella e agguerrita, non impiega molto a mettere KO i già traballanti affari dell'old boy.
L'idea è simpatica ma di breve respiro, soprattutto perché non è nelle intenzioni dell'autore affrontare una seria analisi della 'crisi' di Dylan, e quindi lo spunto è fine a se stesso, e da solo avrebbe potuto essere una divertente storia breve (come quella, sempre a firma di Ruju, che presentava il 'vicino di casa' di Dylan). Invece l'episodio prosegue e si sfilaccia in uno svolgimento prevedibile: è inevitabile che i due rivali finiscano a lavorare insieme, sullo stesso caso, e che da ciò scaturiscano situazioni e litigi da sit-com, che preludono ad un colpo di scena ricco di incongruenze (vedere la scheda della storia), con l'ingresso di mostri/spettri/zombie che poco hanno a che vedere con il tono della storia, e ad un immancabile epilogo che ristabilisce lo status quo.
Se il soggetto è piuttosto scarno, spunto iniziale a parte, la sceneggiatura è molto buona. Ruju riesce a dare anima alla storia soffermandosi sugli aspetti più forti e glissando sugli altri. E' una sceneggiatura che si segnala soprattutto per i dialoghi serrati e ricchi di battute, e per un Groucho reso al meglio, non solo come dispensatore di freddure a raffica (divertentissimo il duetto con la sua 'omologa' Lizzie), ma anche come presenza fisica, comica ma fattiva. Raramente (Sclavi a parte) si è visto un Groucho così ben tratteggiato.
Buona anche la resa dei (pochi) personaggi, peccato che Debbie, per esigenze di copione, perda buona parte delle caratteristiche di cui aveva fatto mostra all'inizio.
Disegni
Solita prova maiuscola di Giampiero Casertano, che riesce a lasciare il segno nonostante la sceneggiatura non fornisca molti spazi per esprimersi.
Globale
Nel voto globale aggiungiamo i punti tolti ai testi perchè si tratta di una storia tutto sommato godibile, con un protagonista riconoscibile e fedele a se stesso e dei comprimari ben utilizzati.
Purtroppo, come spesso accade a Ruju, ad un inizio brillante non corrisponde un finale altrettanto soddisfacente.
La copertina di Angelo Stano è quasi 'obbligata', con il faccia a faccia tra i due rivali che svela quello che sarà il leit-motiv dell'albo, e riesce con pochi elementi a destare la curiosità del lettore.





