dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Le vie di Skotos sono infinite

Nathan Never n.146 “Il Predicatore”

pubblicato
31.08.2003
lettura
4 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto3/7
Sceneggiatura2/7
Disegni4/7
globale36%
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  3. Globale

Testi

Per la serie dalle stelle alle stalle, questa storia rivela e conferma un segreto fondamentale nell'universo di Nathan: il nostro agente speciale porta clamorosamente jella.

Tralasciando gli sfortunati coprotagonisti di ogni numero (il cui elenco farebbe impallidire un monumento ai caduti di una città di medie dimensioni), ripercorriamo solo poche ed essenziali personalità/entità rappresentative.

Le prime a soccombere, schiacciate dal suo inevitabile potere iettatore, furono la bella moglie Laura, assassinata da un bruto stupratore, e la figlia Ann che rimase istupidita per diversi anni in un manicomio infantile. Fu poi la volta di Helen, la segretaria del buon vecchio Reiser (anche lui apparentemente passato a miglior vita), che subito dopo pochi numeri della serie perse il lavoro.

Ogni volta che Skotos fa la sua comparsa o ci perde qualche figlio o un mucchio di soldi. E che dire del povero Alfa Building? Per fortuna che Solomon Darver (che, facciamo notare, soffre di gastrite come Reiser... e ci credo...) aveva i fondi per ricostruirlo. Infine, il pianeta stesso in cui il nostro vive sta per essere sconvolto da qualcosa di tremendo (una guerra?).

Gli ultimi infelici che devono soccombere al suo enorme potere sono una povera coppia di sposini il cui destino è segnato dalla prima pagina dell'albo: Al Morag e Joan Rotala. A dir la verità “ lampante come i due non siano gi” più in buoni rapporti quando entra in scena Nathan, però sono anche vere alcune cosette. Per quanto riguarda Joan:

Si accorge subito che Nathan è un agente speciale un po' tenebroso: sarà che veste sempre di nero?

Appena arrivata su Erato, fa la sua bella figuraccia davanti alle telecamere, opportunamente provocata da Janice Bujold.

Si scopre che nel sottosuolo di Avalon, c'’ una delle fonti più ragguardevoli di energia magnetica terrestre, obbiettivo succulento per tutti i potenti del pianeta.

Al concilio, nessuno è d'accordo con le sue idee e addirittura la mettono a tacere.

Accetta stupidamente un'intervista con quella serpe della Bujold, che altro non fa se non macchiarne ancora di più l'immagine.

Da Avalon le chiedono di dimettersi.

Dulcis in fundo, muore.

Per quanto riguarda il marito Al:

Gli va tutto maledettamente bene (si arricchisce e riesce a fregare Skotos con un contratto a prova di clausola), fino all'inizio di questa vicenda.

Si illude di far fuori Skotos, uccidendolo con un tappo di bottiglia.

Si illude di divenire il capo della Divina Presenza.

Non solo Skotos non muore, ma il suo uomo di fiducia gli volta pure le spalle.

Dulcis in fundo, muore.

Veniamo ora all'accoppiata soggetto/sceneggiatura: la prima parte della storia è coinvolgente (tralasciando qualche incongruenza) fino al punto in cui inizia il concilio vero e proprio. Il concilio stesso è privo di fondamenta e non si capisce su cosa debbano fare un concilio religioni diverse che non hanno una dottrina comune. Volendo interpretare il concilio come un "convegno" di religioni minori e strampalate (non si vedono rappresentanti di nessuna delle grandi religioni monoteiste attuali, mentre di chiese cristiane nel mondo di Nathan ne abbiamo sempre viste molte) le discussioni sono veramente superficiali o strampalate: ci riferiamo ovviamente al fatto che si debba dubitare se ammettere o no i mutati nella società oppure stabilire se chi effettua donazioni alla chiesa debba essere esente dalle tasse. L'autore spreca completamente l'occasione di trattegiare in qualche modo la situazione religiosa del mondo del futuro.

La caratterizzazione di Nathan e Skotos non si può dire ben riuscita (certo il personaggio non ha più il fascino di un tempo ma perché scegliere volontariamente di "ridurlo" andando a metterlo in beghe legali con degli avvocati?...). Discreta invece la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari come Kwani Llywelyn (un cognome sonoramente elfico) e Janice. Un po' indecisa la figura di Joan (personalità un po' confusa... forse per colpa del caos del concilio?) e soprattutto di Al Morag, effettivamente non all'altezza di ciò che ci era stato premesso nelle prima pagine durante l'incontro/scontro con Aristotele Skotos.

Germano Bonazzi

Disegni

Bonazzi fa al suo solito un buon lavoro, anche se talvolta con qualche imprecisione.

Aristotele Skotos rientra con forza sulla scena pubblica e riguadagna la sua vecchia figura di predicatore. Nella lunga storia contenuta nei prossimi tre numeri Skotos si lancerà nello scontro finale con Nathan, che, in sincerità, appare ultimamente sempre più rammollito e al margine delle storie... non vorremmo che Skotos avesse la meglio :-).

Globale

Aristotele Skotos rientra con forza sulla scena pubblica e riguadagna la sua vecchia figura di predicatore. Nella lunga storia contenuta nei prossimi tre numeri Skotos si lancerà nello scontro finale con Nathan, che, in sincerità, appare ultimamente sempre più rammollito e al margine delle storie... non vorremmo che Skotos avesse la meglio :-).

MD