dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Quando Nathan sognava Blade Runner

Nathan Never n.135 “Nemico pubblico”

pubblicato
29.12.2002
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto6/7
Sceneggiatura6/7
Disegni6/7
globale90%

Disegni

Grande!

Germano Bonazzi “ grande nell'abilit” di saper utilizzare un tratto intimistico ad una storia che non poteva essere di sola azione.

Il segno grafico del primo albo è sicuramente quello dei primi anni con Nathan Never e la scena del protagonista sulle rive del lago con gli aironi - se sono aironi - è quasi un marchio di fabbrica del disegnatore.

La città di Midian è inquietantemente bella e gli abitanti trasmettono, con le loro pose ed espressioni, quel senso di angoscia che li opprime. Nulla è lasciato al caso.

Ma la domanda che si affaccia con più presenza ’: dov'’ lo stacco tra il Bonazzi di circa 10 anni fa e quello attuale? Quali tavole sono state riprese e corrette.

Pare che Bonazzi imiti il suo tratto di un tempo e lentamente porti il lettore all'attuale. Va fatto presente che sicuramente il primo albo presenta correzioni e interposizioni: Branko probabilmente non era presente e sicuramente non lo era Hadija con il flashback da pag.15 a pag.20.

Legs “ il personaggio su cui si nota di pi” il cambiamento: dal viso del primo agente Alfa con le fattezze di Sigourney Weaver/Ripley nel n.135 si passa al più rotondo e giovanile viso del n.137 che riprende quello attuale.

Il disegnatore raggiunge l'apice con il saggio e il deciso uso di luci ed ombre su Nathan durante il processo, come a sottolineare la lotta interiore.

La sestupla di pag.88 e la quadrupla di pag.98 sono un ottimo esempio di suggestività e di evocazione.

Un Bonazzi d'effetto come non mai.

Globale

Roberto De Angelis realizza da tempo ottime copertine. Quella del n.135 giustamente richiama le vicende della prima parte; quella del n.136 “ la pi” bella, con un calibrato cromatismo e una composizione armonica e ponderata; la copertina del n.137 invece non convince: nel cyberspazio dovrebbe esserci il volto di Rav e non di J.C.Cartney e inoltre Nathan non vi entra (ma questo è un particolare superfluo) e poi non si cpaisce se il ritaglio impreciso della pixellatura esterna dell'antagonista sia voluto o no (ma così non piace).

Nel complesso la storia in globale è molto buona sia nella scrittura che nel disegno: Serra, Piani e Bonazzi hanno fatto un ottimo lavoro.

Per quanto riguarda i cambiamenti avvenuti nella vita di Nathan, speriamo di vederne presto gli effetti anche se non mancheranno storie che, per problemi logistici di tempi di pubblicazione, presenteranno qualche incongruenza.

In soldoni: un bellissimo Nathan delle origini!

Pierfilippo Dionisio

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