dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Nella terra di. . . Sandoka-aaan!

Martin Mystère AL01 “Docteur Mystère e gli orrori della giungla nera”

pubblicato
24.12.2000
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Testi

Quarto appuntamento annuale per quello che è ormai un ospite fisso delle pagine dell'Almanacco del Mistero. Ormai il Docteur Mystère (che, per chi ancora non lo sapesse, è un lontanissimo precursore di Martin, oltre che il padre adottivo di Cigale, giovane antenato del BVZM) ha saputo conquistarsi il favore del pubblico, oltre che quello di Castelli, che non ha mai nascosto di divertirsi un mondo a ideare le surreali storie di quello che è in fondo solo uno dei tanti alter-ego letterari del Barone di Münchausen.

Quest'anno, dopo la trasferta sulla Luna dell'anno passato (vedi Almanacco del Mistero 2000), l'azione si sposta nella misteriosa ed inquietante India, dove, tra reincarnazioni di potenti demoni e assalti dei temibili Thugs, si respira un'atmosfera permeata di ironici e palesi echi salgariani.

Naturalmente tornano in scena tutti i personaggi chiave della delirante saga, dal fedele Cigale al "cattivo" Radetzky, fino allo scaltro topaccio di fogna amico dell' impareggiabile austriaco. Ed è proprio il topo ad assurgere al ruolo di villain, rubando la scena al suo compare in un crescendo di gags veramente divertenti. Come al solito il plot è una rivistazione in chiave umoristica di quelli che sono i massimi stereotipi della letteratura di genere di volta in volta affrontata. In questo caso la trama è costruita secondo gli schemi del romanzo d'ambientazione esotica, con tutti gli annessi e connessi, dalle sanguinarie divinità indù, al rapimento della bella (ed insopportabile!) "Perla di Labuan"!

Castelli si dimostra ancora una volta perfettamente a suo agio nel gestire i tempi della commedia avventurosa, concentrando la propria verve comica in brevi ma folgoranti sequenze. Su tutte il rapimento della figlia del governatore, che si sviluppa sotto il naso del lettore (e dei personaggi), concretizzandosi solo dopo una decina di vignette nelle quali l'attenzione è unicamente attirata dai discorsi di Radetzky e Mystère. Molti, come è consuetudine, anche i giochi di parole, perlopiù autoreferenziali o citazionistici, alcuni dei quali - e questo non è propriamente un pregio della storia - quasi incomprensibili.

Nel complesso un'avventura piuttosto divertente, che ci conferma come il Docteur Mystère sia un personaggio riuscito che ha ancora qualcosa da dire. Alcuni meccanismi appaiono forse eccessivamente usurati, ma sono piccolezze nell'insieme di un impianto narrativo di rara freschezza e fluidità.

Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.

Dis. Lucio Filippucci

Disegni

Globale

Nella norma la cover di Alessandrini, della quale è forse più apprezzabile il retrocopertina. La parte redazionale è come al solito eccellente, probabilmente la migliore tra quelle pubblicate nei vari almanacchi. Ottimo ad esempio il dossier sull'India mysteriosa, tra esoterismo e realtà sociale.

Per quanto riguarda la storia in sè, che dire... Lunga vita al Docteur Mystère, soprattutto se verrà sempre supportato da due autori così in palla. Le avventure dell'antenato di Martin potrebbero in un certo senso diventare la versione di Castelli delle surreali e comiche storie a solo di Cico, con le quali il Docteur ha certamente qualcosa da spartire.

RP
Riccardo Panichitutti i suoi articoli