Disegni
Una gradita conferma sono invece i disegni dell'outsider Casertano, che pur non concedendosi particolari virtuosismi, contribuiscono in maniera determinante al racconto, restituendo con particolare efficacia soprattutto le affascinanti suggestioni della Londra del diciottesimo secolo. Ormai classiche, ma sempre efficaci, le sue distorsioni prospettiche che arricchiscono la parte onirica del giusto livello di straniamento sensoriale.
Globale
Una (mezza) falsa partenza la prima prova di Boselli alle prese con gli incubi dylandoghiani: banale l'idea di base (anche se introdotta con grande estro ed eleganza narrativa), buona l'atmosfera in bilico fra sogno e realtà, un Dylan un po' troppo "personale" e distante dal modello sclaviano, ma soprattutto, la conclusione più scialba ed insipida che mai ci saremmo aspettati.
Efficace e piacevolmente angosciante invece la copertina di Stano che calca la sua mano espressionista sul lato onirico della vicenda, con ottimi risultati.





