dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

On the Road Again

Nathan Never n.123-124 “Piste infuocate”

pubblicato
dicembre 1999
lettura
2 minuti
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: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura4/7
Disegni4/7
globale57%
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Testi

Per il suo esordio sulle pagine di Nathan Never, Stefano Marzorati ha scelto di andare sul sicuro, puntando su quelle che sono senz'altro due delle sue grandi passioni: le macchine e il rock americano degli anni '60 e '70 (vedi la scheda della storia per quanto riguarda la vera orgia di citazioni musicali). Mettendo al centro della storia, oltre all'agente Alfa, una emblematica e affascinante figura di loser, quel Jeremy Sykes attorno alla quale ruota la complicata trama.

E' riuscito lo sceneggiatore ad inserire i suoi temi prediletti in modo coerente nel contesto della serie? La risposta “ senz'altro: s”. Nella storia compaiono molti elementi canonici della saga, dalla tecnologia clandestina alla Yakuza, dall'invadenza dei media all'ambientazione del "Territorio".

La storia doppia “ affollata di personaggi, forse troppi, e le diverse sottotrame mettono alla prova l'attenzione del lettore, ma la prosa ricercata di Marzorati e la sua sceneggiatura, attenta al pathos e all'atmosfera (sfruttando la possibilit” di avere a disposizione un numero doppio di pagine), mantengono alta l'attenzione, fino al finale: eroico ed amaro nello stesso tempo, proprio come in molti capolavori del cinema a stelle e strisce dei seventies. Forzando forse un po' gli avvenimenti, l'autore realizza un confronto finale tra i vari protagonisti, di indubbia presa emotiva sul lettore. Qualche incertezza nella gestione degli elementi più volutamente grotteschi (il culto dei Recuperanti, il computer parlante dell'auto di Sykes), ma tutto sommato una delle storie più interessanti dell'ultimo, non esaltante periodo.

Disegni

Disegni generosi ma non sempre convincenti al 100%. Va bene che si tratti di una storia cupa, ma il tratto a volte è eccessivamente pesante; si notano anche alcune rigidezze e qualche incertezza nei panneggi. Dove Mutti si esprime al meglio è nel disegno dei volti, decisamente espressivi; ottima la sua interpretazione del viso di Nathan, che deve qualcosa a

De Angelis

, ma denota un accurato e personale studio fisiognomico.

Buona la resa delle numerose scene di inseguimenti automobilistici nel deserto. La sensazione è che il disegnatore abbia condiviso la passione per macchine & rock messa dallo sceneggiatore nello scrivere la storia.

Un paio di tavole (pag.66 e pag.67 del n.124) sembrano opera di una mano diversa. Un intervento redazionale?

Globale

Notevoli le due copertine di De Angelis, che sfoggia una tecnica smagliante. Qualcuno potrebbe obiettare che la sceconda copertina è incongrua (al posto di Nathan dovrebbe esserci Sykes), ma francamente non mi sembra un grosso problema. Per quanto mi riguarda, una copertina non deve per forza riprendere pari pari una scena dell'albo, ma piuttosto esprimere il carattere della storia, e questa ci riesce alla perfezione.

AL