dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Il senatore è ancora in forma

Nathan Never n.150 “Shaolin”

pubblicato
30.12.2003
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: voto originalescala 1–7
Soggetto3/7
Sceneggiatura3/7
Disegni3/7
globale31%
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Testi

Dopo aver assistito nella storia dei tre albi precendenti ai primi sconvolgimenti della serie (tra i tanti che si profilano per giugno 2004) torna ai testi di questa storia di ordinaria amministrazione (che però ha il compito di portare Nathan alla cifra tonda-tonda dei 150 albi) uno dei creatori della testata, Bepi Vigna.

La vicenda ci presenta un torneo di arti marziali, un uomo politico e le sue ambizioni, un evento con implicazioni interplanetarie, e il nostro agente alfa preferito infilato in una situazione pericolosa.

Ci troviamo nuovamente di fronte (come in diversi albi precedenti) ad un evento che può far precipitare le cose nel futuro incerto ed in bilico dell'universo neveriano, un universo che si sta preparando ad una guerra ormai sempre più imminente, con un insicurezza che si trova a riecheggiare gli eventi che quotidianamente viviamo nel nostro mondo reale.

Vigna questa volta ci vuole raccontare i retroscena riguardanti uno dei numerosi uomini politici che cercano di trarre vantaggio dalla delicata situazione fra la Terra e le stazioni orbitanti, senza dimenticare di mettere in ballo anche quei cospiratori marziani chiamati Pretoriani.

Peccato che la sceneggiatura risulti sempre più prevedibile con l'andare avanti della storia e che scontati risultino i comportamenti dei personaggi che man mano entrano sulla scena. Alcuni, come il senatore Echavarret’a e la sua segretaria Bonnie Bunny, vengono caratterizzati un po' di più di personaggi di totale contorno come Martin e il suo muto lottatore Kang Feng.

Forse sarebbe stato apprezzato maggiormente uno scontro più "maschio" tra Nathan ed il feroce Kang Feng, oppure un minimo di introspezione psicologica sui combattenti (perché il torneo del Tempio Shaolin aveva certo il suo fascino, ma il torneo vero e proprio resta secondario nella storia).

Ma ormai ci stiamo abituando alla figura di un agente alfa dai toni sempre più pacati e forse un po' molli, con l'effetto che i combattimenti e i corpo a corpo (non parliamo solo di questo albo) producono nel lettore la stessa tensione e paura di quelli di un film dei tempi d'oro di Bud Spencer.

Andrea Mutti / Stefano Martino

Disegni

Ai disegni, il duo Mutti/Martino: le tavole risultano visivamente pulite ed ordinate. Di notevole effetto l'uso dei retini, nonostante in alcune pagine risulti un po' esagerata la grana adoperata per creare gli sfondi (pag. 17, ad esempio). Non si va mai però oltre un lavoro sufficiente, con i personaggi poco espressivi.

Dalla copertina assolutamente inconsueta per il "fantascientifico" Nathan, ci si poteva aspettare un'albo incentrato sulle arti marziali e la filosofia orientale, ma vedere Sigmund fare da sparring partner a Nathan ha freddato leggermente le nostre attese (quindi Sigmund non sta sempre seduto alla console del suo supercomputer?) con una storia che è poi risultata avere la maggior parte del tempo dedicato alla descrizione verbosa delle varie macchinazioni.

Vedere anche scheda della storia.

Globale

Dalla copertina assolutamente inconsueta per il "fantascientifico" Nathan, ci si poteva aspettare un'albo incentrato sulle arti marziali e la filosofia orientale, ma vedere Sigmund fare da sparring partner a Nathan ha freddato leggermente le nostre attese (quindi Sigmund non sta sempre seduto alla console del suo supercomputer?) con una storia che è poi risultata avere la maggior parte del tempo dedicato alla descrizione verbosa delle varie macchinazioni.

Vedere anche scheda della storia.

MD