Testi
Torna ai testi di Nathan Vigna e stavolta la sua missione è quella di dare un contributo agli eventi che porteranno alla guerra e chiudere alcune trame rimaste in sospeso in sue storie passate.
Diversi personaggi vengono rievocati da passate storie (i Pretoriani, L'alieno da B-Movie, Rockhal, ...) e a tutti viene trovato un ruolo nello scacchiere guerresco. Poco o niente è lasciato alla caratterizzazione dei personaggi o alle belle parole: la storia – essenziale, nuda e cruda. La vicenda avanza nel complesso stancamente e il teatrino si chiude con la solita apparizione del (mai soddisfatto) Mr.Alfa.
L'unico momento di reale pathos ci viene regalato dal sommesso discorso fra Nathan e Solomon sulla terrazza dell'agenzia: come Vigna fa ammettere allo stesso Darver, la vecchiaia e la stanchezza stanno prendendo il sopravvento di fronte all'incalzare di eventi sempre più preoccupanti. Per Nathan, ce ne accorgiamo senza mezzi termini, tutto questo sembra rappresentare un nuovo inizio: egli non si lascia neanche sorprendere troppo e accetta il suo ruolo nonostante questo comporti una condotta opposta a quella tenuta fino a quel momento.
Da notare infine che la comprensione di alcuni fatti della storia implica l'aver letto alcuni albi "fuori collana", ovvero i numeri aa2 e aa5 di Agenzia Alfa: ciò non è molto corretto nei confronti di chi avesse deciso di non acquistare quella serie.
Antonio Fara
Disegni
Una prova incolore quella di Antonio Fara: segni confusi che non riescono a rendere bene l'idea, con volti distorti e dettagli trascurati in buona parte dell'albo. Da dimenticare le sue astronavi.
Buone le atmosfere della storia dove a tratti l'autore sembra ricordare Mari, ma senza uniformità e continuità.
Globale
Non ci sono molti spunti di riflessione e in fin dei conti neanche ce li aspettavamo. Molte sono state le sottotrame convogliate, a partire da quelle lasciate in sospeso in alcuni albi di Agenzia Alfa. Questa storia ha avuto una funzione ben precisa e ha raggiunto il suo scopo senza coinvolgerci troppo.
D'effetto la copertina di De Angelis, anche se poco o per nulla attinente con l'intreccio narrato nell'albo.





