Testi
Autore dagli esiti altalenanti, con Horror Market, Ruju ha realizzato un onesto lavoro di assemblaggio di quasi tutti i più frequentati temi della serie, a cominciare dalla malvagia tecnologia al servizio del mad doctor di turno, passando per il riscatto vendicativo del debole nei confronti dei propri aguzzini e non dimenticando nemmeno la minoranza etnica ingiustamente discriminata e depositaria della solita, ormai inevitabile :-), antica saggezza.
Il risultato, tuttavia, è una storia a tratti affascinante, nella quale Ruju azzecca quantomeno l'inedita idea di fondo del racconto, mostrandoci concretamente gli orrori di una degenarata società dei consumi, contrapposta alla apparentemente libera esistenza delle popolazioni nomadi.
Curiosa anche la somiglianza del protagonista, l'enigmatico signor Joung, con il quasi omonimo Carl Gustav Jung, notissimo psichiatra di origine svizzera, autore di una personale teoria psicologica che si oppone alla psicoanalisi di Freud nei suoi punti fondamentali.
Disegni
Dopo gli sperimentalismi estremi di Phoenix e il repentino cambio di rotta dell'interlocutorio L'angelo sterminatore, Horror Market rappresenta, per Nicola Mari, un ottimo risultato. E' evidente infatti il notevole sforzo fatto dall'autore di porsi completamente al servizio della narrazione, pur mantenendo inalterata la carica drammatica (ai limiti del grottesco) dei suoi disegni.
Una frenesia stilistica, quella di Nicola, che lo ha portato, nel passaggio alla testata dell'indagatore dell'incubo, a mutare coraggiosamente lo stile, quasi rinnegando quello, osannato da pubblico e critica, adottato per l'esordio su Nathan Never.
Oggi, dopo una ulteriore evoluzione, i disegni testimoniano la concretezza dei suoi propositi: alla completa padronanza del bianco e nero, Mari riesce ad affiancare una sorprendente leggibilità, caratteristica fondamentale per un racconto a fumetti.
Le sue tavole contribuiscono infatti in maniera determinante a rendere sia l'angosciante rassegnazione delle vittime della macchina "mangia-ricordi" (notevole la citazione visiva del supermercato invaso, da Zombi (Dawn of the Dead, 1979) di George Romero) sia la frenetica e virulenta iperattività del mostriciattolo del fermaglio.
Globale
Un altro albo speciale che brilla (in negativo) per l'assenza di una storia di Sclavi (se si esclude il brevissimo e irrilevante, dal punto di vista narrativo, "Incubo dell'indagatore"). Probabilmente la tendenza della casa editrice è, in questo momento, quella di dirottare le storie atipiche del nuovo corso dell'autore sulla collana regolare, per tamponare l'emorragia di lettori che sembra affliggerla.
Consoliamoci allora con questo, che senza dubbio è il migliore tra i racconti pubblicati nel presente gigante, anche se il suo fascino è dovuto essenzialmente all'idea di fondo (l'orrore "concreto" della società consumistica, contrapposto alla "libera" esistenza del popolo nomade) di certo non priva di una buona dose di retorica, e ai suggestivi disegni di Mari, nuovamente in piena forma creativa.
Interessante anche lo stile "ammorbidito" adottato da Stano per la copertina, in netta contrapposizione alle sue precedenti prove pittoriche per gli altri albi giganti, anche se il soggetto raffigurato (gli scaffali, più che demoni, sembrano esporre ridicoli mascheroni di carnevale) smorza inopinatamente i toni cupi della storia.





