dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Destinazione: rimpianto.

Dylan Dog SP11 “Il treno dei dannati”

pubblicato
30.10.1997
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto6/7
Sceneggiatura6/7
Disegni6/7
globale89%
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  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

Al solito un'ottima idea alla base del lavoro di Ruju. Il treno che si alimenta di occasioni perse è uno dei più riusciti "inferni" tra quelli visitati dall'Investigatore dell'Incubo.

Questa volta, a differenza delle ultime due prove dell'oramai prolificissimo Ruju, alle buone intenzioni segue anche un impianto narrativo di prim'ordine.

L'atmosfera del treno è resa alla perfezione, cosa che deve essere riuscita naturale a Ruju per la sua abitudine al pendolarismo ferroviario (vedi scheda). Anche il carnet di personaggi che fanno da compagni di viaggio a Dylan è abbastanza ben assortito, nonostante presi singolarmente questi ultimi non si discostino molto dai classici "dannati" della serie. Particolarmente ben riuscita la figura del chirurgo di colore, momentanea spalla del nostro in questa storia. Lo stesso Dylan è molto più "sciolto" e brillante rispetto allo (speriamo vecchio) standard di Ruju, come del resto tutti i dialoghi e le situazioni di questo albo.

Per quanto riguarda la trama, i colpi di scena a go' go' mantengono la tensione del lettore sempre a livelli di guardia. Infatti l'albo, pur proponendo le solite ambientazioni psicologiche che da anni caratterizzano la serie, si sviluppa quasi come un action movie lasciando spesso in apnea chi legge.

Unica critica da muovere è l'eccessiva vulnerabilità del capotreno dannato che viene sconfitto con un semplice (?) colpo di bisturi alla nuca. E vabbe', in qualche modo doveva pur morire... ;)

Disegni

Non una delle migliori prove di Piccatto, anche se questa impressione può essere data dal continuo restyling a cui il disegnatore sottopone i suoi disegni, sempre riconoscibilissimi per stile ma costantemente diversi di albo in albo.

Tratto più sporco del normale, forse a causa delle atmosfere particolarmente cupe e piene di ombre da disegnare. Per il resto il solito Piccatto, con i suoi volti pieni di particolari e di chiaroscuri che rendono atmosfere ed espressioni, le sue posture dinamiche, le sue creature iperdettagliate. Esagerate un po' le labbra di Dylan, che probabilmente si è servito dal chirurgo plastico di Alba Parietti... ;)

Globale

Copertina che, come al solito, "non c'azzecca" niente con il contenuto all'interno ma ben disegnata, anche se resa confusionaria dalla miniatura dell'albetto e dal codice a barre.

In conclusione uno speciale che non delude, adrenalinico e psicologico in egual misura e con un'ambientazione davvero ben fatta e di spessore.

GF
Gianluigi Fiorillotutti i suoi articoli