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Soggetto · 5/7 — Magda Balsamo
Un ottimo esordio per la prima donna ai testi di Dylan Dog, con intenti psicologici dichiarati. Una vicenda onirica, forse non particolarmente originale, ma sicuramente ben studiata e gradevole. Atmosfere notevolmente inquietanti.
Sceneggiatura · 6/7 — Tiziano Sclavi
Il "papà" di Dylan Dog è felicemente ritornato al suo personaggio, e di certo non ha perso la mano. Dialoghi e monologhi dei personaggi sono, come al solito, realizzati benissimo, e ci sono numerose battute divertenti. Anche Groucho evita di riciclare battute stravecchie. Ottimo montaggio "cinematografico" delle scene. Comincia a infastidirmi, però, il continuo riferimento al "numero della bestia", 666.
Una nota: a pag.67 compare la copertina del numero 12 di Zagor, intitolato "Sulle orme di Titan" (Il titolo é stato tradotto in inglese).
Disegni · 4/7 — Giampiero Casertano
Un Casertano non al suo meglio, questo è certo. Alcune tavole sono ottime, ma altre non reggono assolutamente il confronto coi suoi lavori migliori (ad esempio "La casa degli uomini perduti", speciale Dylan Dog del 1991). I volti dei personaggi, in particolare, non sono disegnati con la solita cura (cfr. pag 66).
Copertina · 1/3 — Angelo Stano
A me lo stile di Angelo Stano non è mai piaciuto e ogni volta che vedo una delle sue copertine rimpiango Claudio Villa, copertinista dei primi numeri. Discreto il disegno in generale, ma la mascella di Dylan sembra disegnata con squadra e righello, come di consueto.
3/3
Storia più che buona, senza significati reconditi che ne rendano difficile l'interpretazione, condita da numerose battute divertenti.





