Maxi Dylan Dog n.30
Oltre i confini della realtà
- Uscita
- luglio 2017
- Editore
- Sergio Bonelli Editore
- Testi
- Luigi Mignacco
- Disegni
- Giuseppe Montanari, Ernesto Grassani, Cesare Valeri, Claudio Lo Presti
01Dal Best of 2017
Massimo Cappelli, nel Best of 2017
È paradossale che dopo tre anni di gestione di Roberto Recchioni delle testate di Dylan Dog, direzione che avrebbe dovuto ammodernare il personaggio, l’albo più sorprendentemente riuscito esca in una collana, il Maxi Dylan Dog, ribattezzato Old Boy, che dovrebbe rappresentare l’essenza della classicità dell’indagatore dell’incubo. In effetti con il n.30, Oltre i Confini della Realtà, uscito nello scorso luglio, gli autori, l’esperto Luigi Mignacco ai testi e gli eterni Giuseppe Montanari e Ernesto Grassani ai disegni (coadiuvati per l’occasione da Cesare Valeri e da Claudio Lo Presti) realizzano con una storia divisa in tre parti un piccolo gioiello narrativo, che rappresenta, per la sua lunghezza, un unicum all’interno della storia dylandoghiana. La trama è molto semplice: l’ispettore Bloch viene ucciso proprio l’ultimo giorno di lavoro prima di andare in pensione, Dylan Dog fa un patto con la Morte per riportarlo in vita, sostituendolo all’inferno. Mentre Dylan vagabonda nell’aldilà, incontrando alcune delle persone più importanti della sua vita, a Bloch non resta che sostituirlo come Indagatore dell’Incubo per cercare di scoprire il modo di riportare in vita il suo ex-allievo. La trama lineare creata da Mignacco è ben trasposta sulla carta dal segno inossidabile della coppia Montanari e Grassani; una storia drammatica, capace di appassionare il lettore, che eccelle proprio per la sua classicità, a dimostrazione della possibilità per gli autori, ad oltre trent’anni dal debutto del personaggio creato da Tiziano Sclavi, di realizzare ancora delle storie ben riuscite senza doverne per forza stravolgere le fondamenta. Il 2017 di Federico Catena L'anno che si è concluso ha visto la fine di uno dei più interessanti webcomics attualmente reperibili in rete, mi riferisco allo splendido To Be Continued di Lorenzo Ghetti.