: Scheda dell’alboTex · 341-343IT-TX-341-343
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Tex · 341-343

Il massacro di Kalabah

Uscita
marzo 1989
Testi (soggetto e sceneg.)
Claudio Nizzi
Disegni (matite e chine)
Vincenzo Monti
Copia anastatica dell’originale

01In due parole

Per scagionare un giovane scout Navajo accusato (ingiustamente) di omicidio Tex e suo figlio devono affrontare un corpo di polizia indiana che, manovrato da militari corrotti per fini poco puliti, minaccia di scatenare gravi disordini all'interno della riserva a causa di antichi rancori esistenti fra le diverse tribù indiane

02Note e citazioni

  1. L'idea di base è valida ma non viene sviluppata quanto meriterebbe. Il vero cardine della storia, ossia i conflitti razziali fra diverse tribù (di cui una dotata di "patente" di uccidere), resta in sottofondo
  2. Gli scontri fra Tex e i militari sono un classico, ma una figura come quella di Eddie Buntline, arrogante e onesto, è inedita
  3. Carson prende un'iniziativa autonomamente, che si rivelerà decisiva per togliere dai guai Tex (caso rarissimo nelle storie di Nizzi)
  4. Vi sono alcuni elementi bonelliani degli di nota: (1) personaggi rilevanti inseriti tardivamente, per assolvere fini ben specifici o solo per movimentare la trama (Bloody Morgan e i suoi amici, Tuxedo), di cui poi si perdono le tracce; (2) l'onore e la sincerità, valori assoluti da cui anche un delinquente non può prescindere impunemente (Wolson, pur essendo un farabutto, non riesce a mentire quando il capitano Buntline gli ingiunge di guardarlo negli occhi: comportamento forse poco realistico ma molto bonelliano)

03Incongruenze

  1. Nella prima vignetta di pag.98 del n.341 i fumetti sono invertiti
  2. Un'intera squadra di poliziotti è inviata sulle tracce di Na-Ta-Wah, accusato di diserzione, mentre non una parola viene spesa per Tuxedo, parimenti militare e disertore. Della sua esistenza veniamo a conoscenza solo nel terzo albo, poiché nemmeno durante la permanenza di Tex e Kit al forte era stato menzionato da alcuno. Che Nizzi, per una volta, lo abbia tirato fuori a storia quasi conclusa, senza pianificazione? G.L. Bonelli ne sarà stato fiero! :-)
  3. Il comportamento di Tex non è coerente. Durante un confronto dà addosso a Buntline perché questi richiede che si ascolti anche una testimonianza avversa (il tormentone del "non-si-dà-del-bugiardo-a-Tex" è spinto addirittura all'eccesso: chiedere una testimonianza durante un "processo" è cosa assolutamente lecita, non significa dare del bugiardo); poche pagine dopo, scopiramo che gironzola per un giorno intero come un allocco, nonostante vi siano fondati motivi per mettere da parte gli scrupoli, e occorrono tre "amici" saltati fuori dal nulla per spingerlo all'unica azione logica: l'evasione del figlio. "Superduro" prima, inetto poi: suona finto in entrambi i casi
  4. Il piano di Wolson per giustificare la scomparsa sua e dei suoi complici dal forte, alla fine del secondo albo, è irrealistico. Come spesso accade nelle storie di Nizzi, si basa tutto sull'assoluta certezza che alcune persone si comporteranno in un modo predeterminato, ma normalmente questo non è verosimile (Wolson punta sul fatto che, dopo aver colpito Cotton alle spalle, questi scapperà con i suoi amici non appena rinvenuto: e se per caso non fosse così?)