In un'intervista atipica e a tratti ironica, Bruno Brindisi descrive la piantina della casa di Dylan Dog:
“(..) Nella mia smania di realismo, ed anche per comodità, ho provato a capire come funzionava la pianta dell’appartamento, basandomi sul fatto che il (la..) cliente entrava dalla porta dello studio che si apre sulla stessa parete della scrivania e che di solito Groucho arrivava con il tè dalla porta di fronte, e che tra le due porte c’era (c’è) la finestra che dava sulla strada. (..)”

