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“Questo è Nippur di Lagash, quello che è chiamato l’incorruttibile. Errante di mille cammini in cerca di vette di amore e giustizia. Vincitore di mille battaglie in terra come nell’anima. I suoi scopi spesso mostrano il dramma dell’irraggiungibile, ma la sua nobiltà risiede giustamente nell’intento di realizzarlo. E in quell’intento non pone limiti. E in quella forza sta la sua grandezza.
(dal volume Nippur di Lagash 2 - L’incorruttibile, Editorial Columba, 1981)”
Quando nasce e chi lo crea?
La prima apparizione di Nippur di Lagash risale a maggio del 1967 nella rivista D’Artagnan n.151 della Editorial Columba, nel racconto Storia per Lagash. Gli autori sono, due giovanissimi, Robin Wood e Luis "Lucho" Olivera.
Il personaggio arriva solo nel 1983 in Italia ed esordisce nella rivista settimanale Lanciostory n.28 (anno IX), della Eura Editoriale. La casa editrice romana pubblica solo una parte del materiale riferito al personaggio, omettendo, all’incirca, i primi 180 episodi della serie.
I testi sono dovuti in gran parte a Robin Wood, che durante gli anni si è avvalso del contributo di altri sceneggiatori come Ricardo Ferrari, Manuel Morini, Nestor Barron e Armando Fernàndez.
Per quanto riguarda la parte grafica sono molti gli artisti che si sono alternati sul personaggio: Luis Olivera, Sergio Mulko, Jorge Zaffino, Carlos Leopardi, Ricardo Villagràn, Enrique Villagràn, Eduardo Barreto, Daniel Muller, Walther Taborda, Gabriel Rearte e Sergio Ibañez.
Chi è Nippur?
Nippur è l’unico figlio di un generale che serve il saggio re Urukagina. Il suo nome è stato scelto dal padre dopo che questi ha abbandonato la sua città natale, per l’appunto Nippur, per trasferirsi a Lagash. Con il passare degli anni, ancora molto giovane, Nippur diventa, a sua volta, generale della sua città. In quest’epoca, Lugal-Zaggisi, re della città di Umma, sta svolgendo una campagna di conquista per sottomettere tutte le altre città sumere. Con l’inganno e grazie al complotto ordito con Sumur, grande sacerdote e mano destra di Urukagina, riesce a conquistare anche Lagash. Nippur riesce ad uccidere il traditore, ma deve scappare per non essere catturato. Lugal-Zaggisi mette una grossa taglia sulla testa del fuggiasco e lancia sulle sue tracce orde di mercenari temendone la vendetta.
Comincia l’infinito pellegrinare del personaggio; che lo porta in Egitto dove s’innamora della principessa Nofretamon o sull’isola di Creta, dove aiuta Teseo ad uccidere il Minotauro e conosce anche Sargon di Akkad, personaggio chiave nel futuro di Nippur e l’intera Terra di Sumer.
La sua fama di vagabondo senza meta fissa si sparge ovunque, tanto che tutti iniziano a chiamarlo l’Errante. In questo periodo, Nippur sfugge al contatto con l’uomo e vive nei boschi, deserti e monti. Diventa quasi un’asceta, un guerriero-filosofo, che aiuta il prossimo senza nulla pretendere e difende il debole contro i soprusi dei potenti, un guerriero che usa il filo della spada per il malvagio e una bella botta in testa contro gli sciocchi.
Nippur disdegna corone, troni e ricchezze, accontentandosi di un ruscello dalle acque limpide e fresche dove riposare i suoi stanchi piedi, un sorso di vino, un frugale pasto fatto di pane, formaggio e olive e....una donna di tanto in tanto. Per questi motivi, tutti iniziano ad additarlo anche come l’Incorruttibile. Ovviamente, è anche uno dei migliori guerrieri in circolazione e impareggiabile stratega militare. Durante le sue gesta eroiche condurrà per due volte l’Egitto alla vittoria contro i suoi nemici, troverà lo scomparso Teseo e domerà Karien, la regina amazzone e madre di Hiras. Notevoli gli episodi dove vediamo un Nippur neo-padre, imbranato nell’intento di cambiare pannolini ed educare il suo terribile pargolo.
Dopo vent’anni, unendosi all’esercito di Sargon, riconquisterà Lagash e, per evitare che cada nelle mani del suo ambizioso amico accetterà la carica di "patesi", diventando monarca della sua città. Nippur è re a modo suo; odia il trono, perché gli fanno male le chiappe, e la corona, perché gli suda la testa. Inoltre, si addormenta durante i consigli, scappa dalla sorveglianza delle sentinelle quando può e prende a pedate i ministri fannulloni.
Quasi fosse per capriccio, riporterà la città al suo antico splendore e la difenderà dall’attacco dei clan delle steppe di Laramar. Senza tradire la sua filosofia di vita, dopo che la sicurezza e l’economia della città sono ristabilite, e trovato un degno sostituto, Nippur lascerà Lagash e riprenderà il suo viaggio senza fine, ritornando ad essere semplicemente l’Errante.
Una menzione particolare merita la Saga dell’occhio, nel corso della quale Nippur subisce la perdita di un occhio diventando orbo. Sono quattro episodi ricchi di pathos e di un livello mai più raggiunto nella serie. L’indomabile guerriero, dopo la perdita dell’occhio sinistro, diventa lo spettro di se stesso, una figura piena di paura, che si nasconde negli angoli bui per non essere notato e tocca il fondo della dignità umana per un pezzo di pane. In una scena epica, risorge dalle sue ceneri, affronta e sconfigge il grande lupo bianco, che minacciava la regione, e ritrova il suo spirito guerriero. Da questo punto in poi (episodio n.154) Nippur sarà il Guercio.
E' da applaudire come Robin Wood dia spessore alla sua creatura, non fermandosi allo stereotipo dell’eroe invincibile, ma avvicinandone il più possibile la psicologia a quella di un credibile essere umano. Come nella vita vera, le azioni e le parole di Nippur hanno delle conseguenze, su se stesso e chi lo circonda; sia nel bene che nel male.
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“Questo è Nippur di Lagash, quello che è chiamato l’incorruttibile. Errante di mille cammini in cerca di vette di amore e giustizia. Vincitore di mille battaglie in terra come nell’anima. I suoi scopi spesso mostrano il dramma dell’irraggiungibile, ma la sua nobiltà risiede giustamente nell’intento di realizzarlo. E in quell’intento non pone limiti. E in quella forza sta la sua grandezza.
(dal volume Nippur di Lagash 2 - L’incorruttibile, Editorial Columba, 1981)”
Quando nasce e chi lo crea?
La prima apparizione di Nippur di Lagash risale a maggio del 1967 nella rivista D’Artagnan n.151 della Editorial Columba, nel racconto Storia per Lagash. Gli autori sono, due giovanissimi, Robin Wood e Luis "Lucho" Olivera.
Il personaggio arriva solo nel 1983 in Italia ed esordisce nella rivista settimanale Lanciostory n.28 (anno IX), della Eura Editoriale. La casa editrice romana pubblica solo una parte del materiale riferito al personaggio, omettendo, all’incirca, i primi 180 episodi della serie.
I testi sono dovuti in gran parte a Robin Wood, che durante gli anni si è avvalso del contributo di altri sceneggiatori come Ricardo Ferrari, Manuel Morini, Nestor Barron e Armando Fernàndez.
Per quanto riguarda la parte grafica sono molti gli artisti che si sono alternati sul personaggio: Luis Olivera, Sergio Mulko, Jorge Zaffino, Carlos Leopardi, Ricardo Villagràn, Enrique Villagràn, Eduardo Barreto, Daniel Muller, Walther Taborda, Gabriel Rearte e Sergio Ibañez.
Chi è Nippur?
Nippur è l’unico figlio di un generale che serve il saggio re Urukagina. Il suo nome è stato scelto dal padre dopo che questi ha abbandonato la sua città natale, per l’appunto Nippur, per trasferirsi a Lagash. Con il passare degli anni, ancora molto giovane, Nippur diventa, a sua volta, generale della sua città. In quest’epoca, Lugal-Zaggisi, re della città di Umma, sta svolgendo una campagna di conquista per sottomettere tutte le altre città sumere. Con l’inganno e grazie al complotto ordito con Sumur, grande sacerdote e mano destra di Urukagina, riesce a conquistare anche Lagash. Nippur riesce ad uccidere il traditore, ma deve scappare per non essere catturato. Lugal-Zaggisi mette una grossa taglia sulla testa del fuggiasco e lancia sulle sue tracce orde di mercenari temendone la vendetta.
Comincia l’infinito pellegrinare del personaggio; che lo porta in Egitto dove s’innamora della principessa Nofretamon o sull’isola di Creta, dove aiuta Teseo ad uccidere il Minotauro e conosce anche Sargon di Akkad, personaggio chiave nel futuro di Nippur e l’intera Terra di Sumer.
La sua fama di vagabondo senza meta fissa si sparge ovunque, tanto che tutti iniziano a chiamarlo l’Errante. In questo periodo, Nippur sfugge al contatto con l’uomo e vive nei boschi, deserti e monti. Diventa quasi un’asceta, un guerriero-filosofo, che aiuta il prossimo senza nulla pretendere e difende il debole contro i soprusi dei potenti, un guerriero che usa il filo della spada per il malvagio e una bella botta in testa contro gli sciocchi.
Nippur disdegna corone, troni e ricchezze, accontentandosi di un ruscello dalle acque limpide e fresche dove riposare i suoi stanchi piedi, un sorso di vino, un frugale pasto fatto di pane, formaggio e olive e....una donna di tanto in tanto. Per questi motivi, tutti iniziano ad additarlo anche come l’Incorruttibile. Ovviamente, è anche uno dei migliori guerrieri in circolazione e impareggiabile stratega militare. Durante le sue gesta eroiche condurrà per due volte l’Egitto alla vittoria contro i suoi nemici, troverà lo scomparso Teseo e domerà Karien, la regina amazzone e madre di Hiras. Notevoli gli episodi dove vediamo un Nippur neo-padre, imbranato nell’intento di cambiare pannolini ed educare il suo terribile pargolo.
Dopo vent’anni, unendosi all’esercito di Sargon, riconquisterà Lagash e, per evitare che cada nelle mani del suo ambizioso amico accetterà la carica di "patesi", diventando monarca della sua città. Nippur è re a modo suo; odia il trono, perché gli fanno male le chiappe, e la corona, perché gli suda la testa. Inoltre, si addormenta durante i consigli, scappa dalla sorveglianza delle sentinelle quando può e prende a pedate i ministri fannulloni.
Quasi fosse per capriccio, riporterà la città al suo antico splendore e la difenderà dall’attacco dei clan delle steppe di Laramar. Senza tradire la sua filosofia di vita, dopo che la sicurezza e l’economia della città sono ristabilite, e trovato un degno sostituto, Nippur lascerà Lagash e riprenderà il suo viaggio senza fine, ritornando ad essere semplicemente l’Errante.
Una menzione particolare merita la Saga dell’occhio, nel corso della quale Nippur subisce la perdita di un occhio diventando orbo. Sono quattro episodi ricchi di pathos e di un livello mai più raggiunto nella serie. L’indomabile guerriero, dopo la perdita dell’occhio sinistro, diventa lo spettro di se stesso, una figura piena di paura, che si nasconde negli angoli bui per non essere notato e tocca il fondo della dignità umana per un pezzo di pane. In una scena epica, risorge dalle sue ceneri, affronta e sconfigge il grande lupo bianco, che minacciava la regione, e ritrova il suo spirito guerriero. Da questo punto in poi (episodio n.154) Nippur sarà il Guercio.
E' da applaudire come Robin Wood dia spessore alla sua creatura, non fermandosi allo stereotipo dell’eroe invincibile, ma avvicinandone il più possibile la psicologia a quella di un credibile essere umano. Come nella vita vera, le azioni e le parole di Nippur hanno delle conseguenze, su se stesso e chi lo circonda; sia nel bene che nel male.
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Chi sono i suoi amici?
Gilgamesh, l’immortale. Altro personaggio di Robin Wood e "Lucho" Olivera, pubblicato anch’esso in Italia dalla Eura Editoriale. Molti degli incontri tra i due personaggi sono inediti in Italia, ma hanno condiviso molte avventure insieme in entrambe le serie. Anche Gilgamesh è sumero, ma nato due secoli prima di Nippur. Re della città di Uruk, egli salva un marziano schiantatosi sulla Terra e riceve in dono la vita eterna. Duecento anni dopo quest’evento conosce e stringe amicizia con Nippur, considerandolo l’unico amico avuto nella sua interminabile esistenza e battezzando perfino un pianeta alieno da lui colonizzato con il nome di Nippur di Lagash.
Urukagina. Storico. Re di Lagash e sovrano di Nippur, detto il forgiatore di leggi per le sue modifiche a favore della povera gente, togliendo potere alle classi sociali alte. Ucciso da Sumur, suo braccio destro, durante la caduta della sua città nelle mani di Lugal-Zaggisi.
Ur-el. Un gigante che vive nelle montagne dell’Elam e catturato da Nippur nel primo episodio per diventare lottatore nelle arene di Lagash. Nippur deve addestrarlo e tra i due nasce una profonda amicizia. Durante la presa della città fugge con il protagonista e dopo varie avventure insieme, un oracolo gli vaticina la sua morte al suo ritorno a Lagash. Le loro strade si separano quando il colosso decide di lottare per la mano della regina di Merem. Il destino è crudele con Ur-el, perché nello stesso giorno perderà sua moglie e il suo unico figlio, trasformandosi dal glorioso eroe del passato in un uomo senza speranza, segnato dal dolore, ingrassato e spesso ubriaco. Affiancherà l’Errante in tutte le maxi-saghe della serie e, come predetto, muore durante la battaglia finale a Lagash, dove salva Nippur da una freccia e si estingue tra le braccia dell’amico.
Teseo. Mitologico. Re di Atene e amico fraterno di Piritoos. Grazie all’aiuto di Nippur e Ur-el riesce, prima, a sconfiggere i pirati che saccheggiavano le coste greche e, in seguito, ad uccidere il Minotauro (che nel fumetto è solo un sacerdote con una maschera a testa di toro). Si sposa con Ippolita, regina della amazzoni e madre di Ippolito, il suo primogenito. La bella Ippolita muore in battaglia contro le sue stesse guerriere, che attaccano Atene per vendicare il suo tradimento e l’abbandono della tribù. Successivamente, si risposerà con Fedra, principessa di Creta e i due avranno un figlio di nome Akamas. La sua seconda moglie s’innamora del figliastro Ippolito, che le è quasi coetaneo, e si getta ai suoi piedi, ma il ragazzo la respinge per amore e fedeltà al padre. La donna, per vendicarsi, racconta al marito che Ippolito ha voluto violentarla e Teseo non crede alle sincere parole del figlio e lo maledice. Il principe scappa da palazzo e poco dopo muore in un incidente con la sua carrozza ed è ritrovato da Nippur, che riporta il cadavere ad Atene. Teseo guardando il figlio morto, si pente delle sue parole e racconta la storia all’amico, dicendogli che anche Fedra è morta per il rimorso, ma che prima gli ha confessato la verità scagionando il ragazzo. La morte di Ippolito e Fedra getta nello sconforto Teseo, che partirà con la sua nave verso un destino ignoto. Durante la sua assenza un nobile ateniese, Menesteo, trama per salire al trono; mentre Akamas richiama Nippur in aiuto per ritrovare suo padre. In questa saga, Robin Wood, approfitta per riunire per la prima volta i personaggi principali della serie: ad Atene, dopo la chiamata di Nippur, arrivano Ur-el, Karien, Hattusil e Piritoos. Gli amici ritrovano Teseo, che, tornato nella sua città, uccide in duello Menesteo riprendendosi il trono.
Piritoos. Mitologico. Il migliore amico di Teseo e re dei Lapiti. È un giovane allegro e pieno di sé, amante delle donne, del vino e della compagnia degli amici. Parte insieme a Nippur e gli altri alla ricerca di Teseo, ma muore prima di ritrovarlo, divorato dal mostro che protegge quella che è considerata l’entrata dell’Averno.
Pylenor. Giovane guerriero di Atene al servizio di Menesteo. È una persona nobile e onesta, ma anche un cieco patriota che considera Teseo la rovina del suo paese. Si unisce alla spedizione, ma per trovarlo e ucciderlo. Nippur intuisce la sua bontà d’animo, ma allo stesso tempo lo vigila da vicino, dopo aver capito quali siano le sue intenzioni. Una volta trovata la sua vittima, Pylenor comprende il dolore, la grandezza e la tempra di cui è fatto il re d’Atene e gli confessa la sua missione. Teseo, comprendendo di trovarsi davanti ad un giovane di valore, lo accoglie nella sua guardia personale.
Hattusil. Il leggendario guerriero ittita gobbo, considerato il miglior spadaccino del mondo. La sua nazione, dedita esclusivamente alla guerra, sacrificava i bambini nati con malformazioni, ma lui è salvato dalla madre, una donna egizia, che fugge da Hatti. Cresce nella costa e diventa guerriero sotto la guida di Athon, un uomo di rara bellezza, che si fa beffe di lui in quanto storpio. Tornato dalla guerra decide di uccidere il suo maestro per zittire i suoi demoni interni, ma scopre che è morto per mano di Nippur e allora decide di vendicarsi sul sumero. Dopo uno scontro quasi alla pari, i due cadono sfiniti e nasce una profonda amicizia che durerà per sempre. Hattusil, dal carattere burbero e irascibile, sposerà la bella e ricca Inim, lasciando il suo mestiere di mercenario e diventando il protettore della sua regione ed eliminando tutti i banditi della zona. Il matrimonio ed un nobile scopo nella vita mitigano i suoi eccessi d’ira, tanto da partire in battaglia solo se la situazione lo richiede.
Con Inim, hanno almeno una dozzina di figli, tra cui spiccano il primogenito Nippur, in onore dell’amico, e Inamin. Il dolore più grande della coppia è proprio la morte di Nippur, caduto in Egitto per mano di Raphat. Inamin, invece, partecipa alla guerra contro Laramar dove diventa grande amico di Hiras e salva la vita del padre e di Nippur.
Gli Uomini di Fuoco. Una setta di monaci-guerrieri. Praticano l’ascetismo, vivendo in continua preghiera e senza lussi. Si sono rifugiati nella montagne vicino Tebe, la capitale egizia, per fuggire al mondo degli uomini, fatto di ambizione, tradimento, lussuria e delle peggiori tentazioni. Sono anche divenuti degli abilissimi guerrieri per non esseri distrutti dai loro vicini; ma impugnano le loro armi solo come ultima risorsa. Grazie alla loro alleanza, Nippur può sconfiggere l’esercito ittita e così salvare il regno della sua amata. Sono massacrati dal faraone Akhenamon, fratello minore di Nofretamon, che invidioso della fama leggendaria che li circonda e desideroso di affermare la sua potenza politica in Egitto. Nippur assiste impotente allo sterminio dei suoi fratelli d’armi, prigioniero delle guardie di palazzo.
Mohar. Co-protagonista della saga dell’occhio. È un ragazzino, fratello minore di Laris, che considera Nippur il suo eroe e lo segue ovunque. L’Errante gli fa da mentore e gli insegna l’uso dell’arco e della freccia. Grazie a questo, salva la vita del suo maestro ferito all’occhio, uccidendo il bandito che stava per sgozzarlo. Resta al fianco di Nippur anche quando diventa codardo. Quando un branco di lupi seminano morte e terrore nei villaggi locali, un gruppo di pastori chiede l’aiuto di Nippur, conoscendo la sua fama di guerriero. Dopo il rifiuto del Guercio, colmo di vergogna, Mohar tenta di uccidere il capo-branco, ma viene sbranato dai lupi. Solo allora Nippur recupera il suo status di eroe, uccide il grande lupo bianco e riprende il controllo della sua vita.
Ramses I. Storico. Giovane generale egizio, di nome Rajhotep, al servizio del viscido faraone Akhenamon. È uno dei pochi guerrieri onesti rimasti nella corrotta corte egiziana ed uno degli artefici della chiamata di Nippur, diventandone il braccio destro durante il conflitto. È segretamente innamorato di Mehemet, che ricambia i suoi sentimenti, ma la loro storia non si concretizza. Dopo l’esecuzione di Akhenamon, per mano di Raphat, è incoronato faraone da Nippur e prende il nome di Ramses. Abile stratega, prende le redini dell’esercito e lo porta alla vittoria finale contro l’invasore.
Hekarios. Anziano medico che salva la vita la vita a Hiras. Nippur scopre che ha una missione sacra e per pagare il suo debito decide di aiutarlo. L’impresa consiste nel trovare tre fratelli con un tatuaggio in fronte e farli tornare sull’isola di Keros per riconquistare il regno del padre, usurpato dal Re Cieco. Prima ancora di trovare i tre ragazzi, Hekarios muore. Sentendo la propria fine vicina, l’anziano medico consegna l’ascia d’oro, simbolo dei monarchi di Keros, a Nippur, che resta da solo nella ricerca dei tre fratelli.
Miranos, Anara e Mara. I tre fratelli tatuati. Miranos è l’unico maschio e per ciò l’erede al trono, mentre Anara e Mara sono gemelle. Anara è la prima ad essere trovata da Nippur e si rivela essere una donna guerriera, con un passato di schiavitù e violenza dovuto alla sua bellezza. I due poi rintracciano Miranos, impazzito per aver vissuto per molti anni in un fosso. Dopo aver curato Miranos, i tre trovano l’ultima sorella, Mara, che è una delle mogli di Lugal-Zaggisi. Per salvarla, Nippur entra ad Umma, cuore dell’impero del tiranno, e qui è fatto prigioniero. Dopo quindici anni i due mortali nemici sono nuovamente faccia a faccia. Con l’aiuto della sorella, Miranos e Anara ritrovano Nippur mentre questi sta per uccidere la sua nemesi. Mara però lo ferma dicendo che gli dei affermano che non è ancora arrivato il momento del loro scontro finale. Si scopre che la ragazza ha dei poteri e può comunicare con gli dei. Tornati in patria, i ragazzi, sotto la guida del Guercio organizzano un esercito di ribelli e ottengono la vittoria sui loro nemici. Nella battaglia finale Nippur consegna a Miranos l’ascia d’oro chiamandolo "re di Keros". Con l’arma in mano, il ragazzo batte in duello il temibile Henke, capo dell’esercito nemico, ed entra nella sala del trono dove trova il Re Cieco già morto.
Lamir. Generale di Lagash e braccio destro di Nippur durante la guerra con Laramar. È un uomo silenzioso e metodico, non amato dai suoi subalterni, ma le sue abilità militari impongono rispetto a tutti. A guerra finita Nippur ordisce un piano dove si finge morto per poter trovare il suo erede. Lamir è uno dei pochi ad essergli fedele durante il colpo di stato e per questo è designato come nuovo re di Lagash. Sposa Mara, una delle amazzoni di Karien.
Chi sono i suoi nemici?
Lugal-Zaggisi. Storico. Il primo grande conquistatore della storia. Con la sua campagna di espansione assoggetta quasi tutti i piccoli regni sumeri, formando un impero basato sul crimine e la corruzione. A tradimento espugna anche Lagash e mette una grossa taglia sulla testa di Nippur, quando questi riesce a scappare. È l’estremo opposto del protagonista, è un uomo vile e codardo, che usa schiere di mercenari senza mai sporcarsi le mani o combattere in prima linea. Vive di eccessi, di qualsiasi natura essi siano. La sua presenza è palpabile nella serie, ma quasi mai fisica. Infatti, i due nemici s’incontrano solo in tre occasioni in ben 440 episodi. Nel primo episodio, quindici anni dopo ad Umma (durante la saga dei fratelli tatuati) e nella battaglia finale a Lagash. Paradossalmente, dopo la caduta della sua capitale, Lugal-Zaggisi si rifugia nella città del suo nemico, chiudendosi in trappola da solo. Infatti, durante due decenni ha saccheggiato e indebolito le difese di Lagash dove si trova circondato da Sargon e Nippur. Inoltre, dovuto alla sua crudeltà, il popolo spalanca le porte all’Incorruttibile e si lancia contro i suoi mercenari. Nella resa dei conti, Nippur lo cerca a spada tratta per affrontarlo faccia a faccia, mentre lui è nascosto dietro al trono. Un arciere, ultimo baluardo del tiranno, scaglia una freccia contro il guercio, che viene salvato dal sacrificio di Ur-el. Dopo che Hiras uccide l’arciere, i soldati portano Lugal-Zaggisi al cospetto di Nippur, che, con il sangue dell’amico ancora sulle mani, osserva il suo nemico mortale e, con amarezza, vede null’altro che un uomo tremante di paura e con occhi di cane bastonato. Egli si chiede come sia possibile che uomini così guidino le redini del mondo. Con un cenno, ordina ai suoi guerrieri di consegnarlo al popolo, che lo lincia di fronte allo ziggurat della città. Finita la guerra, Sargon si appropria del suo impero, diventando il più potente monarca della Mesopotamia.
Sumur. Grande sacerdote di Lagash e mano destra del "patesi" Urukagina. Lugal-Zaggisi riesce a conquistare la città grazie al complotto ordito con lui, che uccide di propria mano il suo sire con il pugnale sacrificale. Non gioisce a lungo del suo tradimento perché muore per mano di Nippur. Durante l’adolescenza del protagonista, è stato suo maestro al tempio.
Il Cercatore. Assassino, ladro e mercenario. Sconfitto da Nippur una prima volta, giura vendetta contro il sumero. Dopo un secondo scontro, dove riesce ancora a cavarsela, scappa senza affrontare l’avversario. A serie conclusa, il loro confronto resterà sospeso.
Akhenamon. Fratello minore di Nofretamon. Giovane dal carattere allegro e combattivo, che durante la sua adolescenza diventa discepolo di Nippur e uno degli elementi decisivi nella vittoria sugli ittiti. Una volta adulto e divenuto faraone di Egitto, dopo la morte della sorella, il suo spirito è corrotto dal potere. Divorato dall’ambizione e perduto ogni scrupolo, usa il tradimento e il crimine come sue armi caratteristiche. Stermina, grazie ad un complotto, gli Uomini di Fuoco, benché questi avessero salvato il suo regno in passato. Il capo dei monaci-guerrieri, prima di morire maledice lui e la sua stirpe e quella stessa notte, come castigo per il suo crimine, muoiono la sua consorte e il suo primo figlio maschio. Durante la seconda guerra in Egitto, non ci pensa due volte a tradire Nippur e i suoi amici che combattono per il suo regno, e cerca l’alleanza dello stesso Raphat, che considerandolo inutile lo fa uccidere con il resto della sua corte di parassiti. Dato che non ha discendenza, Nippur incorona Ramses come faraone.
Ittiti. Nazione guerriera nello stile di Sparta. Loro è il miglior esercito del tempo, ma ciononostante vengono sconfitti a più riprese da Nippur, tanto da dichiararlo il proprio nemico principale. Benché ittita, Hattusil è uno dei migliori amici dell’Errante.
Menesteo. Nobile di Atene che vuole usurpare il trono di Teseo. Uomo di cultura, snob e innamorato delle arti e della sua patria, si autoconvince di voler diventare re per elevare Atene al massimo dello splendore riempiendola di templi, statue e circoli letterari e artistici.
Reggente della città durante l’assenza del re e scoperto che Akamas ha chiamato Nippur, invia sicarii contro il sumero. Quando questi falliscono, fa infiltrare Pylenor nella spedizione guidata dall’Incorruttibile. Fallito anche questo altro complotto, quando il giovane passa dalla parte di Teseo, muore in duello contro il re tornato al suo palazzo. Prima di morire si affaccia alla finestra per dare un ultimo sguardo alla sua città.
Gabarim. Brutale e selvaggio bandito che vuole a tutti costi possedere Laris, la bella cieca e compagna di Nippur. Se ne infatua a tal punto che, dopo un primo scontro dove quasi perde la vita per mano del protagonista, e salvato solo dall’intervento della dolce ragazza, non esita ad attaccarne la carovana durante l’assenza dell’Errante per rapirla. Colpevole della morte di Laris, scocca la famosa freccia che colpisce Nippur nell’occhio sinistro e corre verso l’eroe ferito per sgozzarlo, ma muore ucciso da una freccia di Mohar.
Il lupo-bianco. Animale dai tratti quasi umani che guida il suo branco nello sterminio dei villaggi della zona dove vive Nippur in quel periodo. Evita la freccia di Mohar, che viene sbranato dai suoi simili. Nippur lo affronta, riscuotendosi dalla sua apatia e dalla paura, e lo decapita in un duello all’ultimo sangue. Una volta uccisolo, Nippur lo vede come una rappresentazione del suo demone interiore e recupera a pieno l’antico coraggio.
Raphat. Re e conquistatore che ambisce al trono di Egitto. Per mano sua muoiono Nippur, figlio di Hattusil, Mehemet e lo stesso Akhenamon. Capisce di aver commesso il peggior errore della sua vita uccidendo il vile faraone, quando si trova davanti un genio militare come Ramses. Attirato in trappola da Mehemet, è sconfitto dalle milizie egizie. Durante la fuga i suoi uomini saccheggiano un villaggio e gli portano una ragazza per divertirsi. Abbandonata l’armatura del guerriero, torna ad essere solo un uomo e salva la vita alla giovane, donandole il suo cavallo per fuggire e gli ultimi tesori che gli rimangono perché possa sopravvivere. Incalzato da Hattusil e Nippur, sta per affrontare il Guercio in duello ma è ucciso dalla freccia di una amazzone, incaricata da Karien di proteggere la vita del suo uomo dopo aver scoperto che è incinta.
Re Cieco. L’uomo responsabile della fuga di Hekarios e i gemelli tatuati, la morte del loro padre e usurpatore del trono di Keros. Vive in una trance perenne e circondato da una schiera di stregoni. È preda di incubi che lo fanno urlare al suo risveglio, e che si fanno sempre più frequenti con il ritorno dei tre fratelli. Al suo ingresso nel palazzo reale Miranos lo troverà morto sul trono.
Henke. Capo degli eserciti del re Cieco, mira a spodestarlo e prenderne il posto. Muore durante la battaglia finale in duello con Miranos.
Kiras. Amante di Henke e suo braccio destro. È una donna sensuale, pericolosa ed esperta nell’uso dei coltelli. Muore anche lei nell’assalto finale, colpita da una freccia.
Laramar. Cela da principio la propria identità femminile dietro una maschera e riesce a unire tutti i clan delle steppe che fino ad allora erano costantemente in guerra tra loro. Il suo piano è di conquistare il regno di Karien. L’amazzone chiede aiuto a Nippur e presto i due scoprono che Sargon è alleato con Laramar. L’audace guerriera, sotto le sembianze di una candida cantante entra a Lagash, per sedurre Nippur, di cui è fortemente attratta, e uccidere Karien. Fallisce nel primo intento, e quasi riesce nel secondo in duello, fermata dall’intervento di Hiras. Tornata dai suoi, senza più nascondersi dietro la maschera, lancia l’offensiva contro i nemici. Le sue truppe sono sconfitte dall’esercito di Lagash e delle amazzoni e fermate dalla fortificazione innalzata da Nippur e Lamir nella gola degli Scorpioni. La sua disfatta è totale quando Sargon opta per la neutralità, e con l’arrivo di Hattusil in soccorso ai suoi vecchi amici.
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Altri personaggi importanti
Sargon. Il più ambiguo degli amici di Nippur. Diventa il re più potente della sua epoca dopo la sconfitta di Lugal-Zaggisi e l’unificazione del suo impero con quello del tiranno di Umma. È un uomo giusto, ma allo stesso tempo prigioniero della sua smisurata ambizione. Questo suo difetto in varie occasioni lo porta quasi a scontrarsi con lo stesso Nippur. La prima volta i due vanno vicini ad affrontarsi in duello spada alla mano in conseguenza del tentativo di Sargon di ingannare l’amico sul destino di Lagash, che il grande conquistatore vorrebbe annettersi come tutte le altre terre sottratte a Lugal-Zaggisi diversamente da quanto promesso in precedenza. Durante la guerra contro Laramar, da il suo appoggio alla regina e il suo esercito arriva a poco dall’affrontare quelli di Nippur, Karien e Hattusil. Dopo un incontro diplomatico con il suo vecchio amico decide di restare neutrale nel conflitto, ma le sue vere intenzioni sono quelle di restare a guardare, come un avvoltoio, per applaudire il vincitore. Confessa di temere una sfida diretta con Nippur perché, secondo le sue parole, i nemici del Guercio hanno la pessima abitudine di morire.
Sensurett. Faraone d’Egitto e padre di Nofretamon e Akhenamon. Nippur sventa un colpo di stato contro di lui, ma l’anziano monarca non esita a bandirlo dal suo regno quando nota l’amore sbocciato tra il sumero e sua figlia. Regala all’uomo di Lagash un vascello colmo di tesori e gli ordina di non tornare mai più. L’ancor giovane Nippur, ferito nell’orgoglio, preferisce partire invece di lottare per il suo amore.
Aneleh. Giovane ribelle che diventa regina di Arar grazie all’aiuto di Nippur. È una donna piena di ideali, ma una volta salita al trono diventa una tiranna peggiore del suo predecessore. Desiderata da re e principi per la sua bellezza, non si sposa mai e regna con pugno di ferro la sua città, il suo unico amore. La sua amicizia con Nippur ha risvolti molto ambigui e in più di un’occasione ella non esita a sfruttare l’Errante per i suoi scopi. Si unisce a Raphat nella conquista dell’Egitto ed è trovata morta da Nippur e Karien dopo la sconfitta del suo esercito. Nei primi episodi è affiancata da Oiram, un guerriero esperto di coltelli e suo braccio armato.
Mercenari d’Egitto. Gruppo di mercenari che aiuta Nippur nella guerra di Egitto contro gli ittiti. Partecipano ad una missione suicida con lo scopo di impadronirsi dell’oro dell’invasore per lasciarlo in bancarotta. Del gruppo, sopravvivranno solo Nippur e Akhenamon. I mercenari sono scelti dall’Incorruttibile per le loro straordinarie doti: Ninarim (detto la Spada, per la sua maestria come spadaccino), Dardas (arciere infallibile), Torcia (esperto piromane), Kinaminas (detto l’Uomo senza ossa per la sua incredibile agilità), Taxos (astuto e furbo), Runas (colosso dall’incredibile forza bruta), Numar (specialista con la fionda) e Oras (un Uomo di Fuoco).
Arar. Il leggendario ittita che predilige l’ascia bipenne. Uomo valoroso ma anche molto vanitoso, cerca Nippur per ucciderlo e accrescere la propria fama di guerriero. Si scontra con il sumero quando questi è solo un relitto umano e alla fine decide, anche grazie alle parole di Mohar, di non ucciderlo perché la vittoria non avrebbe valore. In seguito combatterà fianco a fianco con il Guercio, che lo salverà da un suo vecchio nemico.
Assur e El-Emer. Due simpatici ladri che aiutano Nippur durante la guerra contro Laramar. Assur si unisce all’esercito di Lagash per evitare il carcere e le frustate, mentre El-Emer per ricevere l’amnistia per sé e la sua banda di fuorilegge.
Le donne di Nippur
Nofretamon. Primo grande amore di Nippur e principessa d’Egitto. I due s’innamorano quando Nippur arriva nelle terre del Nilo. Si separano quando suo padre espelle Nippur dal suo regno. S’incontrano dieci anni dopo, quando il sumero sconfigge gli ittiti che minacciavano il suo impero. Alla fine della guerra, per le migliaia di cadaveri, scoppia la peste e Nofretamon muore tra le braccia di Nippur.
Karien. La regina della amazzoni delle montagne e secondo grande amore dell’Errante. Desiderata da molti uomini, la bella rossa s’innamora solo di Nippur, con cui poi manterrà una relazione a distanza. Grande stratega militare, ottima guerriera, possiede una mira infallibile con arco e frecce. È la madre di Hiras.
Laris. Ragazza cieca di cui s’innamora Nippur durante la saga dell’occhio. È la sorella maggiore di Mohar e l’oggetto del desidero del bandito Gabarim. Ferma Nippur che stava per ammazzare il brigante; un errore fatale perché, successivamente, Gabarim la rapirà e ucciderà.
La signora delle profondità. Regina delle amazzoni che vivono nella città sotterranea. Il terzo occhio, simbolo della sua razza, le conferisce grandi poteri mentali come telepatia e telecinesi. Cattura Nippur e lo costringe a darle un figlio. Dalla loro unione nasce Oona, la seconda figlia del Guercio. Tra lei e Nippur non esiste una vera e propria storia d’amore, ma restano molto affezionati tra di loro. Muore nella serie Hiras, figlio di Nippur, quando si sacrifica per salvare la figlia e il suo regno.
I figli di Nippur
In giro per la rete
Connessioni fuori dal sito UBC:
Il sito ufficiale della Casa Editrice, subentrata all’Eura nella gestione del parco testate.
La pagina dedicata a Nippur dalla famosa enciclopedia open source Wikipedia
Robin Wood (in spagnolo)
Il sito ufficiale del famoso sceneggiatore. Vi si trovano scheda di Nippur e tutti i suoi personaggi, oltre a molte anticipazione e curiosità.
Blancas Murallas (in spagnolo)
Sito non ufficiale argentino con la cronologia delle pubblicazioni, analisi dei personaggi, interviste ai vari autori, immagini inedite e altro riferito a Nippur.
Hiras. Figlio di Karien e primogenito di Nippur. Eredita la capigliatura rossa e gli occhi chiari della madre, oltre al magistrale uso di arco e frecce. Possiede una specie di potere con il quale può comunicare con gli animali. Dal carattere ribelle, è molto arrogante. Grazie a lui Nippur riesce a conquistare Umma durante la guerra contro Lugal-Zaggisi; nella circostanza va vicino a eliminare il nemico del padre. Diventa re di Lagash, a seguito dell’apparente morte di Nippur, dimostrando grande saggezza e maturità.
Oona. Figlia della Signora delle Profondità e di Nippur. Anche lei possiede tre occhi e gli stessi poteri della madre. Ormai adolescente cerca l’aiuto del padre per salvare il suo regno da un re ambizioso e una traditrice del suo popolo e s’imbatte in Hiras. I due fratellastri s’incontrano per la prima volta dopo circa quindici anni. Hiras e Nippur corrono in aiuto di Oona e durante lo scontro finale la Signora delle Profondità muore per salvare il suo impero. A malincuore, Oona diventa regina delle amazzoni dopo la scomparsa della madre.
Guida alla lettura
Le storie di Nippur sono pubblicate dalla Eura Editoriale (di cui ha oggi preso il posto l’Editoriale Aurea) in tre diverse collane:
Lanciostory. Settimanale. Pubblicate ininterrottamente le storie inedite dal 1983 al 1996, con cadenza quindicinale e in ordine cronologico. Sono state proposte anche la seconda e la terza parte delle ristampe, come inserti omaggio, dal 2000 al 2003.
Skorpio. Settimanale. Pubblicata la prima parte delle ristampe, come inserto omaggio, tra il 1993 e il 1994.
Euracomix. Mensile. Pubblicato dal 1990. Albi cartonati (formato cm 22x29. 64 pagine circa) che con cadenza variabile ripropongono in sequenza cronologica le avventure di Nippur. L’intera saga, con alcuni episodi omessi e rimaneggiamenti e tagli in quelli pubblicati, è stata proposta in 46 volumi.
Dicono di lui
"È il personaggio-feticcio di Robin Wood, cui si devono il suo esordio e la sua popolarità nel campo dei fumetti."
[da "Wood in Italia: le tre fasi della sua presenza", articolo di Luca Lorenzon su Fucine Mute]
"..laggiù nella Mesopotamia, la leggendaria terra dei due fiumi, un uomo perdeva la sua città. Quest’uomo aveva nome Nippur, da allora il suo nome e il nome della sua città divennero tutt’uno.."
[da "La Narrativa avventurosa per Immagini", di Marco Pugacioff]
"1967| E' l'anno della svolta: crea il celebre personaggio di Nippur di Lagash"
[Marco Pesce in "Robin Wood", biografia dello scrittore]



